Archivio per la categoria ‘Route 66’

BurmaShave

Route 66 2018 “Eastbound”. Pillole dalla Mother Road.

Nel tratto tra Ash Fork e Kingman si incontrano strani cartelli ai bordi della strada che  trasmettono messaggi apparentemente incomprensibili.
E’ la replica di una famosa pubblicità molto popolare fino agli anni 60 lungo le highways americane.
La pubblicità di una schiuma da barba, la Burma-Shave.



 

AngelDelgadillo

Route 66 2018 “Eastbound”. Pillole dalla Mother Road.
Il nostro terzo incontro con una figura leggendaria: Angel Delgadillo, “The Guardian Angel of Route 66”.
Se ancora oggi possiamo vivere un sogno percorrendo la Mother Road, il merito è suo.



 

Oatman
Route 66 2018 “Eastbound”. Pillole dalla Mother Road.

Oatman è una delle cittadine più conosciute lungo la Route 66, una comunità che un tempo è stata il centro di estrazione dell’oro più importante della contea del Mojave.



 

 

 

ShafferSpringBowl

Route 66 2018 “Eastbound”. Pillole dalla Mother Road.

Una piccola sorgente in un posto estremanente arido tra Cool Springs ed Oatman in Arizona.
Negli anni di pionierismo automobilistico rappresentava un’ancora di salvezza, un posto dove rinfrescarsi e riempire i radiatori in ebollizione.

E’ la Shaffer Spring Bowl.



 

Bloody66

Route 66 2018 “Eastbound”. Pillole dalla Mother Road.

Quello che oggi è un tranquillo viaggio di piacere, negli anni di pionierismo automobilistico era una pericolosa avventura.
Quello tra Kingman ed Oatman in Arizona è stato uno dei tratti più pericolosi della vecchia Highway ed il suo sinistro nickname lo testimonia: Bloody 66.



 

IAN-66-TO-CALI

Route 66 2018 “Eastbound”. Pillole dalla Mother Road.

E’ sempre bello trascorrere del tempo con gli amici della Route 66, si condividono esperienze e si resta aggiornati su quello che accade lungo la Mother Road.
Il mio viaggio verso est, attraverso il percorso della Route 66, è partito con un’ottima colazione da Mel’s (un locale molto famoso negli USA ma che ha aperto da pochi mesi una sede a Santa Monica all’incrocio tra la Lincoln e la Olympic, la dove ufficialmente finiva la Route 66) in compagnia di Ian del 66-TO-CALI, il piccolo negozio sul molo di Santa Monica, un importante punto di ritrovo per coloro che terminano il proprio viaggio sulla Mother Road.
Per me era l’inizio di una splendida avventura.



 

bono

Route 66 2018 “Eastbound”. Pillole dalla Mother Road.

La Bono’s Orange è un chiosco a forma di arancia che un tempo forniva assistenza agli assetati viaggiatori della Route 66 attraverso la vendita di spremute.

Erano gli anni 30, anni di pionierismo automobilistico, di automobili prive dei moderni comfort e di highways lunghe e tortuose.
Erano tantissimi e molto popolari i chioschi di questo tipo in quegli anni lungo le highways, ma con l’introduzione delle Interstates il loro servizio è diventato inutile.

La Bono Orange, ed il ristorante, sono ormai chiusi da tempo.
L’attività, risalente alla metà degli anni 30, è appartenuta ad una famiglia di origine italiana, la famiglia Bono, proprietaria anche di un ristorante davanti al quale il chiosco era posizionato.

Mentre fotografavamo la vecchia arancia il sig. Bono, ci ha raggiunto e ci ha permesso di visitare il ristorante all’interno del quale fervevano i preparativi per l’imminente riapertura sotto una nuova gestione sempre italiana.



 

SantaMonica


Route 66 2018 “Eastbound”. Pillole dalla Mother Road.

L’inizio ad ovest: Santa Monica


 

 

Route 66 2018. “Eastbound” (LIVE)

Pubblicato: agosto 31, 2018 in Route 66

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Il diario “live” giorno per giorno del mio quarto viaggio lungo la Route 66.

Route 66 2018. Chicago – Italia

Pubblicato: agosto 30, 2018 in Route 66

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“Il viaggio nel cuore dell’America attraverso la più famosa highway americana non è che l’inizio per molti appassionati della Mother Road.
Tornano a casa, condividono la propria esperienza e diventano fonte di ispirazione per altre persone che intraprenderanno questo viaggio.
E loro stessi cominciano a pianificare la prossima avventura lungo la Route 66.”
Jim Hinckley, scrittore


Ho avuto un po’ di tempo durante il volo di rientro per trarre un primitivo bilancio di questo mio quarto viaggio sulla Route 66, il primo da ovest ad est.

Il viaggio di per se è stato stupendo, oltre ogni mia previsione.

Nonostante sia ormai perfettamente consapevole di quanto coinvolgente sia un viaggio lungo la Route 66, la strada ogni volta mi sorprende.

Ogni mio viaggio sulla 66 è una splendida avventura, e più ne faccio e più crescono le emozioni che questa strada è in grado di regalarmi.

E questa volta le emozioni sono spesso state enormi.

Ma in questa sede, a viaggio concluso, oltre a qualche riferimento tecnico, vorrei soffermarmi sugli aspetti emozionali.

Differenze sostanziali, come ho già avuto modo di dire, tra i due modi di percorrere la Route 66 non ce ne sono.

La tradizione vuole che questo viaggio sia westbound ed in questo modo è un po’ come ripercorrere l’epopea di un popolo in fuga o, più tardi, come seguire il sogno di migliaia di americani che vedevano nella California la terra delle vacanze.

Ed in questo senso, dopo un’avventura di quasi 4000 Km, arrivare davanti all’oceano è decisamente emozionante.

Ma ci sono tanti aspetti che mi stanno facendo innamorare del viaggio eastbound.

Andare controcorrente è qualcosa che mi è sempre appartenuto, quindi percorrerla al contrario rende la Route 66 un po’ più mia, nonostante le 3 volte che l’ho percorsa secondo tradizione.

Mi piace perché il tratto più noioso, da LA a Barstow, te lo levi subito, non ci arrivi dopo diversi giorni e tanti km sulle spalle.

Affronti il deserto in splendida forma e te lo godi.

La prima parte del viaggio è inoltre più facile, non ci sono gli intrecci di strade o il caos delle città (LA a parte).

Li ci arrivi dopo un po’ che ti sei abituato a viaggiare sulla 66.

Tecnicamente, inoltre, si può non pagare il drop off, il che non è proprio da sottovalutare.

Certo, incrocerai gli altri viaggiatori della Route e non ci viaggerai insieme, condividendo con loro le tappe.

E questo in effetti è uno degli aspetti positivi di questo viaggio che viene meno.

Ma il popolo della Route 66 ti aspetterà comunque, da qualsiasi parte tu arriverai.

Cosa preferire quindi?

Non so, di solito l’ultimo amore, il più recente, è quello più forte, ed io mi sto innamorando di questo modo di percorrere la strada.

Questi sono dei primi consuntivi “tecnici” che al volo ho tirato giù.

Parlo sempre di aspetti tecnici ed aspetti emozionali.

Perché in fondo un viaggio lungo la Route 66 è fatto così: ci sono le tappe , i km, la macchina , i motels ma c’è anche tanta poesia.

Insomma, i primi dati che di questo viaggio ho velocemente raccolto sono i seguenti:

  • Volo diretto Alitalia RM – LA = 13 ore
  • Volo diretto Alitalia CHICAGO – RM = 9 ore
  • km percorsi = 4.852
  • benzina ($) = 290$
  • Dettaglio costi benzina al gallone:
    • Victorville (CA) = 3,499 $
    • Ludlow (CA) = 4,399 $
    • Needles (CA) = 4,499 $
    • Williams (AZ) = 3,399 $
    • Sedona (AZ) = 3,399 $
    • Holbrook (AZ) = 2,699 $
    • Albuquerque (NM) = 2,710 $
    • Glenrio (NM) = 2,499 $
    • Shamrock (TX) = 2,699 $
    • Vinita (OK) = 2,509 $
    • Cuba (MO) = 2,679 $
    • Springfield (MO) = 2,899 $
    • Chicago (IL) = 3,099 $
  • 5 giga Byte utilizzati dei 10 disponibili (Sim TIM). Dati utilizzati per la navigazione più il caricamento di alcune dirette
  • Copertura costante lungo tutto il percorso (con T-MOBILE come operatore in roaming), tranne qualche buco in Illinois.
  • foto scattate con la fotocamera = 3.977
  • foto scattate col cellulare = 1.770
  • ore di video = circa 10

Eh si, come dice il mio amico Jim nella citazione di oggi, ora non mi resta che pianificare la prossima avventura lungo la Route 66