
La rinascita della Route 66 passa attraverso due tappe fondamentali:
Il libro “Route 66 – The Mother Road” di Michael Wallis del 1990, ristampato nel 2001 per il 75 anniversario della Route 66, ed il film di animazione “Cars – Motori ruggenti” di John Lasseter del 2006.
Entrambi hanno acceso un potente riflettore sulla Route 66, dopo che il buio l’aveva inghiottita fin da quel 27 giugno 1985, il giorno nel quale venne ufficialmente sancito il definitivo recupero di tutti gli indizi che ne testimoniassero l’esistenza.
La dura lotta di Angel Delgadillo per veder riconosciuto il diritto ad esistere, ha rappresentato molto per il popolo della Mother Road, è grazie a lui che è nata la prima “Historic Route”, ovvero l’attribuzione di strada dall’interesse storico al tratto che va da Seligman a Kingman.
Il successo di Cars ha contribuito in maniera determinante a mostrare al mondo che la vecchia highway non era morta e che anzi, lei e la sua gente erano ancora li in attesa di coinvolgere i viaggiatori regalando loro un viaggio nel tempo.
Cars è nato da un’idea di Lasseter, che per rivivere i viaggi della sua infanzia ripercorse la Mother Road con la sua famiglia.
Per la stesura della storia chiese aiuto a personaggi storici della vecchia highway per capire meglio quella strada e darne una rappresentazione fedele, pur nel rigido perimetro dell’intrattenimento destinato ad un pubblico prevalentemente composto da bambini.
Anche se, probabilmente, è stato il pubblico dei “grandi” ad essersi appassionato di più a “Cars”.
Sono tante le persone che hanno fornito la propria collaborazione, a partire ovviamente da Angel Delgadillo, l’angelo custode della vecchia highway, Michael Wallis, il cantore più ispirato delle storie della Route 66, e tanti altri.
Nei titoli di coda del film ci sono tutti coloro che hanno fornito il loro supporto ed a cui il regista si è ispirato sia per le piccole automobili antropomorfe che per Radiator Springs, la cittadina di fantasia attraversata dalla Route 66.
Tutto in Cars è permeato dalla vecchia highway: i locali, il carattere delle piccole automobili, Radiator Spring stessa.
La sua collocazione richiama il tratto in Arizona, uno di quelli più penalizzati dalla realizzazione delle Interstates (la I40 in questo caso), proprio per mostrare a tutti il senso di isolamento che la loro apertura ha rappresentato per il popolo della Route 66.
Seligman, la cittadina di Angel Delgadillo, è spesso considerata la vera “Radiator Springs” della Route 66, ma in realtà Radiator Springs è l’insieme di tanti gioielli che compongono la vecchia highway.
Seligman fornisce a Radiator Springs i colori, la collocazione in mezzo al nulla, in parte lo scenario che la circonda, ma la piccola cittadina di fantasia è tutta la Route 66, da est ad ovest.
Il nome ricorda un’altra piccola comunità che si trova poco più ad ovest di Seligman, Peach Springs, ed anche la posizione sulla mappa è molto simile:
Tuttavia Radiator Springs è, come detto, una sorta di Route 66 in miniatura.
Nella piccola cittadina di fantasia ci sono riferimenti a luoghi e cimeli che escono dai confini di Seligman e dell’Arizona, come ad esempio la casa della Body Art di Ramone (mutuata dall’U-DROP INN di Shamrock in Texas), o Cricchetto, la cui fonte di ispirazione fu un vecchio carro attrezzi di Galena in Kansas.
Ci sono riferimenti palesi in Cars ed altri più “velati”, ma ad un occhio attento ed appassionato non possono sfuggire.
Ancora oggi ogni volta che riguardo Cars scopro qualcosa di nuovo che in precedenza non avevo notato.
Questi sono alcuni dei riferimenti di Cars alla realtà della Route 66, ma sicuramente ce ne sono tanti altri in attesa di essere scoperti.
Cricchetto
Cars on the Route (Galena, KS)
Cricchetto è probabilmente il personaggio più amato del cartone della Pixar.
Lo staff ha tratto spunto da un carro attrezzi tutt’ora presente davanti al Cars on the Route, il bellissimo diner di Galena in Kansas.
Oggi lungo la Route 66 se ne trovano tanti di carri attrezzi come lui, ma l’originale Cricchetto (chiamato Tow Tater per questioni di copyright e non Tow Mater come quello del film in lingua originale) resta quello del Cars on the Route affiancato da uno che raffigura esattamente quello del film.
Cricchetto è un personaggio bizzarro, chiacchierone e per questo simpatico e coinvolgente.
Dal punto di vista caratteriale uno degli spunti è stato il mitico Harley del Sandhill Curiosity Shop di Erik in Oklahoma.
Un personaggio che Cricchetto lo ricorda davvero tanto.
Il Cars on the Route (la “casa” di Cricchetto) è un gift shop/diner che occupa quella che un tempo è stata la Kan-O-Tex Filling Station (e successivamente Little’s Service Station), una stazione di servizio costruita verso la fine degli anni 20.
Inizialmente, verso la metà degli anni 2000, il locale era chiamato “4 women on the Route”, poichè erano 4 donne che avevano avviato l’attività.
Sfruttando l’enorme popolarità del cartone, il locale fu successivamente rinominato in “Cars on the Route”.
Galena è una piccola perla lungo questo tratto di Route 66, è stata una città mineraria e come tale ha avuto momenti di grande espansione demografica ed economica.
La chiusura delle miniere e la dismissione della Route 66, come per tante altre cittadine lungo la Mother Road, ha avuto effetti pesantissimi per la comunità.
Oggi ci vive circa 1/10 della gente rispetto ai suoi anni d’oro (circa 3000 persone).




100% Refrigerated Air
The Blue Swallow Motel (Tucumcari, NM)
Lo slogan presente sull’insegna del Cozy Cone Motel (o Conocomodo nella versione italiana) è un tributo al Blue Swallow Motel di Tucumcari in New Mexico.
La scritta infatti campeggia da anni sull’arco dello splendido motel appartenuto a Lillian Redman, la storica proprietaria a cui si deve la realizzazione dell’insegna.
Questa è la storia del Blue Swallow Motel.






Conocomodo
Wigwam Motels (Holbrook, AZ e San Bernardino, CA)
Il Cozy Cone Motel (o CONOCOMODO nella versione italiana), la struttura gestita da Sally Carrera, prende chiaramente spunto dai WigWam Motels di Holbrook in Arizona e di San Bernardino in California.
La loro caratteristica forma a cono è un elemento distintivo inequivocabile. I Wigwam Motels hanno la forma conica dei TEEPEE mentre quella del Conocomodo è mutuata dai coni stradali utilizzati per delimitare le corsie in occasione dei lavori.
In breve la storia dei Wigwam Motels.








Casa della Body Art di Ramone
U-DROP INN & Tower Cafè (Shamrock, TX)
La casa della Body Art di Ramone è chiaramente ispirata al U-DROP INN & Tower Cafè, la monumentale stazione di servizio/diner di Shamrock in Texas.
E’ stato costruito nel 1936 all’intersezione tra due strade molto importanti in quel periodo, la US 83, che dal Canada arrivava in Messico ed ovviamente la US 66.
La costruzione era nata per ospitare 3 attività commerciali, che ben presto diventarono 2: la stazione di servizio con due “affacci” per ciascuna delle 2 highways, ed un cafè/ristorante.
Dopo aver realizzato la struttura, i proprietari lanciarono un concorso per la scelta del nome; il concorso fu vinto da un bambino di 10 anni, che suggerì U-DROP INN appunto, che intascò i 5 dollari del premio.
Il locale, che ha avuto alterne fortune legate ovviamente al destino della vecchia highway, cadde in disgrazia con l’apertura della Interstate 40; fu successivamente acquistato da una banca locale che l’ha donato alla comunità di Shamrock.
L’U-DROP INN, restaurato attraverso dei fondi federali, è entrato nel registro nazionale dei luoghi storici.
Oggi ospita la camera di commercio, un gift shop ed un visitor center.
Nel 2022 il diner è tornato di nuovo operativo.





Cadillac Range
Cadillac Ranch (Amarillo, TX)
Per la realizzazione della catena montuosa che cinge Radiator Springs, la Pixar si è chiaramente ispirata (anche nel nome) al Cadillac Ranch di Amarillo in Texas.
Nel Cadillac Ranch ci sono 10 Cadillac piantate nel terreno (con un’inclinazione uguale a quella della piramide di Cheope) e le cime della catena montuosa ricordano molto la coda di quelle Cadillac.
Il Cadillac Ranch è un’opera piuttosto recente, è stata realizzata nella metà degli anni 70 (fu terminata nel 1974), commissionata ad un pool di architetti di San Francisco, da Stanley Marsh 3, un ricco ed eccentrico personaggio della zona.
Furono utilizzate quasi tutte automobili usate, alcune delle quali acquistate da sfasciacarrozze per pochi dollari; quelle che ancora si muovevano furono guidate fin dentro la buca dove sarebbero state infisse.
Nell’idea degli architetti e dell’ideatore dell’opera, questa doveva celebrare gli anni d’oro dell’automobile.
Le macchine, in origine, avevano ovviamente il loro colore che negli anni è stato rimpiazzato dai graffiti realizzati dai viaggiatori attraverso delle bombolette spray, pratica sempre incoraggiata dal milionario di Amarillo.
Quella attuale non è la collocazione originale dell’opera, nel 1997 le 10 Cadillac furono infatti spostate più ad ovest rispetto a dove erano prima.
Non ha legami strettissimi con la storia della Mother Road, ma è una sorta di tributo all’automobile ed alla fine lo è anche alla Route 66.







Fillmore
Bob Waldmire (Springfield, IL)
Il piccolo van hippy della Volkswagen è ispirato a Robert Waldmire, un artista itinerante che ha passato gran parte della sua vita lungo la Route 66 a bordo di un van della casa tedesca.
E’ stato proprietario dell’Hackberry General Store in Arizona e la sua famiglia possiede il Cozy Dog Drive In a Springfield in Illinois.
Tuttavia Robert Waldmire non ha mai fornito il permesso per utilizzare esplicitamente il suo nome nel film, per i legami pubblicitari che la Pixar aveva con il marchio McDonald’s e che lui da vegetariano non poteva accettare.
La Pixar inviò a Bob una lettera per l’accettazione dell’uso del suo cognome per il piccolo van della Volkswagen, e lui rispose di non avere problemi a fornire la liberatoria per il film, ma non l’avrebbe concessa per il merchandising (soprattutto associato all’happy Meal del famoso marchio di fast food); avrebbe in cambio gradito ricevere delle royalties metà delle quali le avrebbe utilizzate per
preservare foreste e per altre iniziative benefiche di questo genere.
La Pixar rifiutò ed assegnò al van il nome Fillmore preso dal Fillmore Auditorium di San Francisco.
Il van Volkswagen di Bob Waldmire è oggi visitabile al Route 66 Hall of Fame Museum di Pontiac in Illinois; sul retro del museo è presente anche lo scuolabus da lui utilizzato come abitazione ai tempi in cui viveva in Arizona.
Questa è in breve la storia di Robert Waldmire






Flo del V8 Cafe
Fran Houser (Amarillo, TX)
Cars è stato realizzato con il determinante contributo della gente della Route 66.
Il film contiene tanti riferimenti alla vecchia highway ma anche alla gente stessa che viveva e lavorava lungo il suo tracciato; Jon Lasseter ha spesso trasferito alle piccole automobili il carattere di alcune delle persone che ha incontrato prima di realizzare il film.
Tra queste c’è Fran Houser, che ha fornito l’ispirazione per Flo, la titolare del V8 Cafè.
Fran al tempo della realizzazione di Cars (uscito nelle sale nel 2006) gestiva il Midpoint Cafè di Adrian in Texas, il locale che si trova a metà del percorso della Route 66 (tra l’altro fu proprio lei ad assegnargli quel nome).
Successivamente, nel 2012, Fran vendette il Midpoint Cafè per acquistare il locale adiacente trasformandolo in un elegante gift shop (il Sunflower Station).
Nel 2021 Fran è andata in pensione ed ha venduto il suo locale che è stato è stato completamente ridipinto di bianco dai nuovi proprietari che lo hanno riaperto con il nome “Dream Maker Station”.





Sally Carrera
Dawn Welch del Rock Cafe (Stroud, OK)
Un altro importante riferimento alla gente della Route 66 è Sally Carrera il cui carattere battagliero è mutuato da quello di Dawn Welch la proprietaria del Rock Cafè di Stroud.
Dawn nonostante le avversità che hanno colpito il Rock Cafè, con il piglio che la contraddistingue, ha sempre lottato consegnando il suo locale alla storia della Mother Road.
In breve la storia del Rock Cafe




Glenrio Motel
Brownlee Diner (Little Juarez Cafe), Glenrio (TX)
Una delle attività abbandonate che si vedono lungo la cittadina di Radiator Springs, denominata Glenrio Motel, nella realtà della Route 66 è il Brownlee Diner (in passato conosciuto anche come Little Juarez Cafè), un locale chiuso da tempo che si trova nella ghost town di Glenrio al confine tra il Texas ed il New Mexico.
In breve la storia di Glenrio




Il cartello “HERE IT IS”
Jackrabbit Trading Post (Joseph City, AZ)
Il cartello giallo del negozio di Lizzie con la scritta “Here it is” è una delle icone della Mother Road. Si trova di fronte al Jackrabbit Trading Post a Joseph City in Arizona.
Il Jackrabbit Trading Post è stato aperto nel 1949 in una ex fattoria che allevava serpenti.
Era sostanzialmente un negozio che vendeva artigianato dei nativi americani che successivamente ha esteso il proprio business vendendo souvenir in genere.
E’ stato un trading post molto popolare negli anni d’oro della Route 66 ed è diventato famoso per una curiosa forma di pubblicità, fatta di cartelli, posizionati lungo gran parte del percorso della Route 66 partendo da Springfield (MO), che mostravano semplicemente la silouette di una lepre su uno sfondo giallo ed un numero corrispondente alle miglia mancanti alla destinazione.
L’ultimo cartello era posizionato in corrispondenza del trading post e recava, oltre alla solita lepre, anche la scritta “Here it is”, eccolo qui.
E’ da sempre una tappa molto frequentata dagli americani che ricordano con nostalgia i tempi della loro infanzia quando erano soliti farsi fotografare a cavalcioni della grossa lepre che campeggia davanti al trading post (che negli anni è stata tuttavia cambiata diverse volte).






Radiator Spring Curious
Sandhill Curiosity Shop (Erick, OK) & Hackberry General Store (Hackberry, AZ)
Il Radiator Spring Curious, il negozio di Lizzie, è un insieme di molte cose presenti sulla Route 66, ma prevalentemente ricorda l’Hackberry General Store in Arizona e soprattutto il Sandhill Curiosity Shop, noto anche come City Meat Market di Erick in Oklahoma, il locale di Harley.
Sandhill Curiosity Shop
Il Sandhill Curiosity Shop è un posto unico.
La struttura risale agli anni 30 e per tanto tempo è stata gestita da Harley e Annabelle, marito e moglie,
incredibili intrattenitori che amavano definirsi “ The Mediocre Music Makers”.
Hanno intrattenuto con la loro musica e la loro goliardia migliaia di turisti provenienti da ogni parte del mondo.
Annabelle è venuta a mancare nel 2014 ed oggi il solo Harley prosegue nel suo intento di rallegrare i visitatori con il suo show.
Hackberry General Store
Questa è invece la storia dell’Hackberry General Store











Wheel Well Motel
Wagon Wheel Motel (Cuba, MO) & Lupton (AZ)
Esteticamente richiama la roccia rossa di Lupton in Arizona (la zona dove è ubicato Teepee Trading Post, appena dopo il confine col New Mexico) ma i riferimenti più chiari sono riconducibili al Wagon Wheel Motel di Cuba in Missouri, sia per il nome che per l’uso della ruota come simbolo.
Il Wagon Wheel è uno dei motel più belli della Route 66.
In breve la storia del Wagon Wheel Motel.










Il murales di Radiator Springs
Ghost sign di Galena (KS)
Per la realizzazione di “Cars”, John Lasseter, il regista, si è avvalso della collaborazione di molte personalità della Route 66.
Sono diversi quindi i richiami alla realtà della Mother Road, sia nel carattere delle macchinine che nei posti raffigurati nel cartone.
Uno di questi posti, il murales di Radiator Springs, si rifà ad un vecchio murales di Galena in Kansas, proprio di fronte al “Cars on the Route”.
E’ un cosiddetto “Ghost sign”, l’insieme di più scritte
commerciali sovrapposte realizzate in anni diversi ed ancora visibili.
E’ un muro bellissimo ed anche Lasseter deve averla pensata allo stesso modo.




Budville Trading Post
Budville Trading Post (Budville, NM)
Un po’ in disparte, dietro al locale di “Fillmore”, si scorge una vecchia costruzione con la scritta “Budville Trading Company”, un locale che esiste per davvero a Budville in New Mexico il cui nome è Budville Trading Post.
La sua storia è piuttosto curiosa.
Il locale si trova a Budville, una piccola comunità ormai divenuta una ghost town ad una cinquantina di miglia ad ovest di Albuquerque, e fu costruito nel 1928.
E’ appartenuta a Howard Neal “Bud” Rice un personaggio eccentrico, avido, interessato essenzialmente ad incrementare i propri affari attraverso pratiche spesso scorrette.
La comunità di Budville, cresciuta intorno al trading post, prende il nome proprio da Bud.
Nel 1928, insieme a sua moglie Flossie, aprì una stazione di servizio ed un garage, la Bud’s Service Station rinominata successivamente in Budville Trading Post.
Bud aveva amicizie molto influenti grazie alle quali incrementava i propri affari.
Il governatore del New Mexico in carica verso la fine degli anni 30 era un suo amico e Bud stesso fu attivamente coinvolto in politica.
Negli anni 50 divenne giudice di pace nonostante non ne avesse i requisiti.
Con la scusa del crescente numero di incidenti stradali nella zona, attraverso degli autovelox non ufficiali, Bud impartiva multe salatissime a tutti coloro che superavano i limiti di velocità.
Era solito dire che ad ovest del Pecos River lui era la legge.
Nel frattempo i suoi affari crescevano, il trading post forniva ogni genere di servizio ai viaggiatori a costi non propriamente a buon mercato.
Ampliò negli anni la propria attività trasformando il locale in un motel, una stazione di servizio ed un emporio; all’interno del locale c’era anche un ufficio postale.
Quando fu realizzata la I40, per evitare di perdere clienti, convinse i funzionari dei trasporti a realizzare un’uscita in prossimità di Budville.
Tutto è filato liscio fino al 1967, quando un uomo entrò nel suo locale e lo uccise a colpi di pistola insieme ad un suo dipendente.
Qualche mese dopo l’omicidio, l’assassino fu arrestato e processato ma fu prosciolto per mancanza di prove e rimesso in libertà.
Anni dopo, nuovamente arrestato in Louisiana per altri crimini, confidò ad un suo compagno di cella di essere stato il responsabile degli omicidi di Budville.
Nel frattempo la vedova di Bud si risposò, ma 4 anni dopo anche il suo secondo marito fu ucciso; il cognato di Flossie, fratello del secondo marito, aveva fatto la stessa fine qualche anno prima, ucciso all’interno del Trading Post.
Il Budville Trading Post ha continuato ad operare, gestito da Flossie, (nel frattempo risposatasi per la terza volta) fino al 1994, anno della sua morte.
Oggi il trading post giace in rovina ai margini della Route 66, in quella che è divenuta una ghost town.
Nella metà degli anni 90, gli ultimi nei quali il trading post era ancora in attività, il gestore di un locale di Budville disse ad un giornalista: “Se vuoi vivere da queste parti devi imparare a farti gli affari tuoi”.
Questo è il volto violento della US Highway 66.
La Mesa di Radiator Springs
Tucumcari Mountain (Tucumcari, NM)
La piccola mesa, visibile davanti al Cadillac Range su cui sono impresse le lettere R e S (le iniziali di Radiator Springs), ricorda la Tucumcari Mountain, la mesa che si trova nella bellissima cittadina del New Mexico e sulla quale è visibile la lettera T di Tucumcari, appunto.
Il nome attribuito a questa montagna ha molte origini, spesso romanzate.
Il territorio su cui sorge era abitato dagli indiani Apache e Comanche ed è quindi molto probabile che il suo nome derivi dalla parola Comanche “tukamukaru” che voleva dire in agguato, imboscata.
Il territorio infatti si prestava a questo genere ti attacchi.
La montagna è alta circa 1500 metri ed è ovviamente visibile dalla cittadina del New Mexico.
In breve la storia di Tucumcari




Questi, come detto, sono i riferimenti più popolari di Cars alla realtà della Route 66; nella tabella seguente ne è riportata una sintesi:

Come dicevo all’inizio, Radiator Springs non è solo Seligman, ma è tutta la Route 66.
Ci sono riferimenti a luoghi e persone che hanno rappresentato tanto per la vecchia highway e che si trovano in ciascuno degli 8 stati.
Cars è stato un potente veicolo pubblicitario per una strada che, dopo la sua dismissione, era conosciuta solo da pochi nostalgici appassionati.


































Grazie per questi post così interessanti e pieni di spunti e riferimenti.
Li leggo sempre con grande piacere da quando ho “scoperto” il tuo sito e iniziato a seguirlo.
Una domanda.
Esiste una versione del libro di Wallis tradotta in italiano?
Un riconoscente saluto!
Agostino
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Ti ringrazio! 🙂
Non credo che ci sia una versione in italiano di “Route 66 the Mother Road” di Michael Wallis (onestamente non l’ho mai cercata).
Buona serata!
Franco
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