Route 66 2017 LIVE.———-DAY 4

Pubblicato: Maggio 8, 2017 in Route 66

Lebanon – Chandler

 

Km:

La passione è il filo che lega tutti gli innamorati della Route 66.

La passione per una vecchia strada,  per le sue storie e per un periodo che chi non lo ha vissuto ama farselo raccontare da chi c’era.

Quando ci si incontra, tra appassionati,  anche senza conoscersi è come se ci si fosse frequentati per anni.

Ho iniziato la giornata molto presto,  il richiamo della strada e dello splendido Munger Moss Motel di Lebanon era troppo forte per resistere  alla tentazione di fare qualche foto all’alba.

E poi,  dopo le foto, una piacevole chiacchierata con Ramona,  la storica proprietaria del Munger Moss.

Mentre sorseggiavo un caffè ascoltavo i suoi racconti e parlavamo delle persone di cui condividiamo la conoscenza.

Alla fine ci scattiamo una foto insieme e ci salutiamo come fossimo stati vecchi amici.

Le ho anticipato il mio desiderio di tornare il prossimo anno.

Prima tappa della giornata è stata la Gay Parita,  la replica di una gas station degli anni 30 appartenuta al mitico Gary Turner (scomparso nel 2015) ed ora gestita dalla figlia.  Ci ha accolto il genero di Gary ed anche con lui ho passato momenti piacevoli parlando della mother road e di Gary.

E poi via verso il Kansas,  non prima di una breve tappa a Carterville dove c’era un amico di Facebook da incontrare.  Sapendo che avrei percorso la Route 66,  Micky mi ha chiesto di passare da lui per un saluto. Arrivato li cercavo di capire dove fosse quando sento un americanissimo “Franco” risuonare da dentro un ufficio.  È stato un altro bel momento.  Foto insieme e via in direzione ovest.

A Catoosa,  in Oklahoma,  mi fermo come di consueto per rivedere la Blue Whale.

Sapevo che li avrei trovato Linda, una simpatica amica di Facebook che lavora li.  Anche in questo caso è stato un incontro davvero emozionante.

Nel frattempo ricevo un messaggio da un altro amico di Facebook con il quale spero di incontrarmi ad Amarillo.

per concludere la giornata ceniamo al Rock Café di Stroud in Oklahoma,  dove incontriamo il figlio del proprietario del Blue Swallow,  che conoscevo per aver alloggiato 3 volte al suo motel, con il quale scambio 4 chiacchiere e gli do appuntamento fra 3 giorni.

È la magia di questa strada:

persone diverse accomunate da un’unica passione.

Come diceva Sally Carrera in Cars la Route 66 non è solo una strada,  è molto di più.

Route 66 2017 LIVE.———-DAY 3

Pubblicato: Maggio 8, 2017 in Route 66

Springfield – Lebanon

 

Km:

Ogni volta che percorro la Route 66 cerco di immaginarla ai suoi tempi d’oro.  Cerco di immaginare il traffico intenso su quella piccola (per i canoni odierni)  striscia di asfalto, le pompe di benzina con la coda di macchine in attesa di essere servite,  immagino i neon accesi a colorare le città. Ho cominciato la giornata con una piccola strada ed una stazione di servizio. 

La Auburn Brick Road,  la strada in mattoni rossi l’ho percorsa presto,  erano le 8, con la campagna circostante nel dormiveglia,  non l’avrei mai voluta lasciare.  E poi attraverso Carlinville,  l’Ariston Café  di Litchfield sono arrivato a Mt.  Olive dove ad aspettarmi c’era la splendida Soulsby Service Station.  È stata l’ultima stazione di servizio storica dell’Illinois ad arrendersi alla modernità. 

E poi ancora l’Henry Rabbit Ranch con i suoi conigli,  le sue Wolksvagen ed una piacevole chiacchierata su Bob Waldmire,  il mitico artista e caro amico del proprietario del locale, che ha trascorso la sua vita lungo la Route 66. 

Una passeggiata lungo il Chain Of Rock Bridge chiude il viaggio attraverso l’Illinois. 

Il Missouri si presenta come al solito splendido,  seppur sofferente per le recenti alluvioni che hanno seriamente danneggiato un luogo storico della Route 66 (l’Elbow Inn)  ma soprattutto ha tolto la casa a molta gente.  Le strade sono tutte aperte e la Route è completamente percorribile,  ad eccezione del devil’s elbow bridge che è attraversabile solo a piedi per motivi di sicurezza.  E poi sono arrivato nella splendida Cuba,  con i suoi murales ed il Wagon Wheel Motel.  E poi una opportuna deviazione per visitare un luogo pazzesco,  il Bob’s Gasoline Alley,  un insieme di meraviglie del passato raccolte e posizionate con cura dal gestore in 14 anni di ricerche e di passione.  Un luogo strardinario. 

Chiudo la giornata con una cena al Route 66 Diner di St.  ROBERT ed ora sono qui a Lebanon,  nello splendido Munger Moss Motel di Mrs.  Ramona,  una delle figure storiche della Route 66. Domani proseguiro’ per chandler in Oklahoma.  

 

Route 66 2017 LIVE.———-DAY 2

Pubblicato: Maggio 7, 2017 in Route 66

Chicago – Springfield

 

 

Km:

Un viaggio lungo la Route 66 coinvolge e regala emozioni.
E’ totalizzante, si torna a casa consapevoli di aver attraversato gli Stati Uniti nello spazio e nel tempo.
Sono tanti gli aspetti che lo rendono unico, diverso, e tra i più affascinanti c’è sicuramente l’interazione con gli altri viaggiatori, lo scambio di informazioni, la condivisione delle esperienze e dell’entusiasmo per aver incrociato quel piccolo grande mondo raccontato dalla Mother Road.
Oggi è partito il mio terzo viaggio nel tempo e la Route 66 e mi ha regalato fin da subito una piacevolissima sorpresa.
Nello stesso motel di Chicago dove mi trovavo pernottava un gruppo della Route 66 Association of Holland. Il loro presidente è tra le mie amicizie di facebook, ma entrambi, presi dai rispettivi preparativi, non ci eravamo accorti della concomitanza delle nostre date.
Ci siamo incontrati a colazione, non ci eravamo mai visti prima e l’incontro è stato molto divertente.
Abbiamo chiacchierato un po’ per poi darci appuntamento on the Road, lungo la nostra US 66.
Oggi in una parte dell’Illinois c’era il Red Carpet un festival che coinvolgeva diversi paesi, una sorta di grande fiera, con bancarelle, colonne di automobili d’epoca, di Harley, di gente cercava di coinvolgerti solo per raccontarti qualcosa di se e della Route 66.
E’ stato un vero e proprio salto indietro nel tempo.
Le vecchie stazioni di servizio erano circondate da colonne d’auto d’epoca per una foto davanti alla pompa di benzina come se per incanto il tempo si fosse fermato agli anni d’oro della US 66.
La Mother Road si è mostrata oggi in tutto il suo splendore.
E’ stato un bellissimo evento che ha reso tutto ancora più piacevole e coinvolgente.
Durante il viaggio verso Springfield (IL), dove mi trovo adesso, gli incontri sono proseguiti.
Tra la folla del Red Carpet a Wilmington, davanti al Gemini Giant, incrocio una moto con targa italiana, chiedo conferma al motociclista sulla sua provenienza e cominciamo a raccontarci il viaggio su quella Strada.
stava girando mezzo mondo in moto ma non aveva tante informazioni sulla Route 66.
Ci ha chiesto se poteva seguirci, visto che gli avevo detto di aver percorso altre volte la Strada, e così abbiamo viaggiato insieme fino ad Atlanta per poi salutarci e darci appuntamento nei prossimi giorni.
E’ stato un altro piacevolissimo incontro.
E’ stata una giornata intensa, emozionante ed è volata via senza che quasi me ne accorgessi.
Ho scattato centinaia di foto che si aggiungeranno a quelle che ho già fatto negli anni passati.
Visitare di nuovo quei posti è’ stato come incontrare dei vecchi amici.
Ora sono a Springfield, Illinois al Route 66 hotel & conference center, circondato da emblemi della strada più famosa del mondo.
Domani si parte per Lebanon, in Missouri.

 

 

Route 66 2017 LIVE.———-DAY 1

Pubblicato: Maggio 6, 2017 in Route 66

Chicago

 

Oggi è partito il mio nuovo viaggio nel tempo lungo la Route 66, il terzo.
Come di consueto, in un viaggio westbound, il «Begin» è a Chicago.
Non mi fermerò molto nella Windy City questa volta, solo due passi oggi nel pomeriggio.
Da domattina sarò in viaggio sulla Mother Road, lungo la quale mi aspettano già degli incontri con persone che ho conosciuto tramite Facebook.
C’è un festival della Route 66 in questi giorni in alcuni paesi dell’Illinois ed è un’occasione per vedere un po’ di persone.
L’incontro con la gente è uno degli aspetti più belli di un viaggio lungo la Mother Road.

 

Route 66. Bob Waldmire

Pubblicato: aprile 24, 2017 in Route 66

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E’ difficile descrivere i motivi che rendono affascinante un viaggio lungo la Route 66.

E’ un viaggio nel tempo, ma non solo.

E’ un viaggio attraverso un’America che non esiste più, ma non solo.

E’ un libro che racconta una storia straordinaria che coinvolge il viaggiatore man mano che si sposta verso ovest.

Ma non solo.

Un viaggio lungo la strada più famosa del mondo è un totale distacco dalla realtà quotidiana, una costante, continua ed inarrestabile immersione in un universo colorato, arrivato ai giorni nostri dal passato, un microcosmo popolato da gente che sa coinvolgere il curioso viaggiatore con le proprie storie.

Il contatto umano è uno straordinario valore aggiunto; è la gente, il popolo della Route 66 che rende unico questo viaggio.

Sono tantissimi gli esempi di infinita umanità che giungono a noi dai tempi in cui la Strada Madre era la Main Street of America, esempi di gente comune che è entrata nel cuore del popolo della Route 66, ma anche dell’occasionale viaggiatore che si appassiona alle storie della vecchia Highway.

Tra le tantissime personalità che hanno scritto la storia di questa strada, un posto di rilievo è occupato da un artista tra i più amati dal popolo della Route 66:
Robert Waldmire.

Bob nacque a St. Louis in Missouri nel 1945 ma la sua famiglia si stabilì presto a Springfield in Illinois; il padre, un ex militare dell’esercito americano,  inventò l’hotdog su bastoncino, il Cozy Dog, ed a Springfield, lungo la Route 66, aprì un ristorante, il Cozy Dog Drive In, dal nome di questa sua stravagante intuizione.

Bob fu un disegnatore ed un cartografo straordinario, fin da bambino amava rappresentare piccole cose attraverso i suoi disegni.

Una delle sue prime opere, ai tempi dell’università, fu un disegno della sua città, Springfield, vista dall’alto con il dettaglio dei posti caratteristici (“the bird eye view”, uno degli elementi distintivi dei disegni di Bob).

I commercianti della città, venuti a conoscenza del progetto, pagarono Bob per inserire nel disegno il loro negozio in modo da poterne pubblicizzare la posizione.

Fu allora che Bob capì che da questa sua innata capacità di rappresentare la realtà attraverso il disegno poteva trarne profitto, capì che poteva vivere di questa sua passione.

Iniziò quindi a disegnare città ed interi stati visti dal suo “bird eye” ed a proporre la stessa idea ai commercianti.

Bob era uno spirito libero, iniziò a viaggiare, spostandosi durante l’inverno in Arizona per poi tornare in estate in Illinois, percorrendo continuamente la Main Street of America.

Acquistò un minivan Volkswagen del 72 per i suoi spostamenti e lungo la Route 66 strinse tantissime amicizie diventando ben presto una persona molto amata dalla gente della vecchia highway.

E durante i viaggi disegnava i luoghi della Mother Road, i suoi paesi, i suoi locali storici, le vecchie stazioni di servizio ormai sull’orlo della chiusura ed i ristoranti in difficoltà.

Disegnava la vita di posti in agonia che lentamente si apprestavano a scomparire a causa dell’apertura delle Interstates, i moderni mostri che stavano pian piano annientando il vecchio sogno americano raccontato dalla Strada Madre.

Il suo disegno aveva quindi anche una missione, quella di aiutare il popolo della Route 66 nel salvataggio di quei paesi della Mother Road che il progresso stava pian piano distruggendo.

La sua ostilità nei confronti del progresso feroce, della mancanza di rispetto per la natura, per gli animali e per il territorio, cominciò a diventare sempre più evidente nei suoi disegni, accompagnati da frasi che spesso urtavano le coscienze dei responsabili di tali azioni.

Bob era un vegetariano e viveva di quello che riusciva a produrre.

Non accettava il fatto che tutto potesse essere sacrificato nel nome di un progresso che non si poteva definire tale.

Uno dei suoi mezzi di trasporto, uno scuolabus, era diventato la sua casa; lo aveva completamente modificato attrezzandolo con tutto ciò di cui aveva bisogno per essere autosufficiente, compresi dei pannelli solari attraverso i quali produceva energia e calore.

Nel 1992 acquistò in Arizona un general store ormai chiuso, il Northside Grocery, su un tratto di Route 66 dimenticato da tutti con l’apertura della Interstate 40, un locale diventato famoso in tutto il mondo con il nome di Hackberry General Store.

Il locale fu trasformato da Bob in un gift shop ed in un tourist information incentrato sulla Route 66, la sua strada e la sua casa.

Nella realizzazione di “Cars”, la Pixar ha attinto a piene mani nella storia della Route 66, poichè il cartone era ambientato in una cittadina di fantasia lungo la Mother Road; Fillmore, il van hippie, uno dei personaggi più simpatici, è un chiaro tributo a Bob.

In realtà lo staff della Pixar avrebbe voluto chiamare Waldmire quel simpatico van, ma Bob non concesse l’autorizzazione a causa degli accordi commerciali che la Pixar aveva con la McDonald’s e lui, vegetariano, non poteva accettare di associare il suo nome alla catena di fast food.

Bob è morto nel 2009 a 64 anni, ma ha lasciato tracce della sua opera lungo l’intero percorso della Route 66 e splendidi, indelebili ricordi nel cuore del popolo della Mother Road.

Molti suoi disegni, con i luoghi della Route 66, sono diventati cartoline e si possono trovare un po’ ovunque lungo la Mother Road.

Il minivan e lo scuolabus utilizzati da Bob sono oggi visitabili nel “Route 66 Association Hall of Fame & Museum” di Pontiac in Illinois.

Bob Waldmire ha incarnato quel senso di libertà che spesso viene associato alla Route 66, una strada, la sua casa, che lo ha profondamente amato e che lui, attraverso la sua opera, ha certamente contribuito a rilanciare in un momento in cui tutti sembravano essersene dimenticati.

Bob è stato senza dubbio uno dei figli della Mother Road più amati dal popolo della US Highway 66.

Route 66. Angel Delgadillo

Pubblicato: aprile 19, 2017 in Route 66

Oggi Angel Valadez Delgadillo, “The Guardian Angel of Route 66”, compie 90 anni.

Una vera e propria leggenda vivente della Mother Road.

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La US Highway 66 è probabilmente la strada più famosa del mondo. Un “lungo sentiero d’asfalto” che attraversa quasi per intero gli Stati Uniti d’America e che di questo paese racconta u…

Sorgente: Route 66. Angel Delgadillo

Route 66. I miei itinerari di viaggio

Pubblicato: aprile 17, 2017 in Route 66

La Route 66 non è mai la stessa, solo il suo irresistibile fascino rimane immutato ogni volta che la si percorre.

E’ come una vecchia amica ed ogni volta che la incontri ha mille storie da raccontarti, mille sorrisi da regalarti.

La Strada, la sua gente, la sua storia, sono un richiamo irresistibile.

Questi sono gli itinerari dei miei 4 viaggi lungo l’intero percorso della Route 66.

Il primo del 2014, il secondo, diviso in due anni (est nel 2015, ovest nel 2016) ed il terzo di Maggio 2017 ed il quarto di Agosto 2018.

 2014
 2015/2016
 2017
 2014_ICO  copertina itinerario mix_ICO  copertina_itinerario_ICO

 2018
2019
itinerario_2018_ICO copertina2_ICO

Route66_2017_2

Sono quasi pronto per percorrere di nuovo la US Highway 66, sarà il mio terzo viaggio lungo l’intero percorso della Mother Road.

Incontrerò vecchi amici e ne conoscerò di nuovi, vedrò ancora i motels, i diners, le vecchie automobili, respirerò ancora l’irresistibile atmosfera del vecchio mondo americano raccontato dalla Main Street of America.

Un viaggio lungo la Route 66 è un viaggio nel tempo; la mia personale “DeLorean” è pronta, partirà il 5 maggio 2017.

Motels

Route 66. News percorribilità

Pubblicato: marzo 25, 2017 in Route 66 news

lavori in corso

 

1. CARTHAGE (MISSOURI)
Un breve tratto di Route 66 che conduce a Carthage in Missouri è chiuso per lavori fino a settembre 2017. Localmente sono comunque stati piazzati dei cartelli che indicano ai viaggiatori della Route 66 il percorso da seguire per riprendere la Mother Road dopo l’interruzione.
Il tratto interessato è il seguente:

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2. NATIONAL TRAILS HWY, ROUTE 66 (CALIFORNIA)

Il tratto nel Mojave Desert tra la Bolo Rd. e la Cadiz Rd., un tratto di poco più di 8 km, è chiuso fino a settembre 2017 per la sostituzione di due ponti. E’ il tratto di strada che conduce ad Amboy ed al suo Roy’s Cafe. Per arrivare ad Amboy provenendo da Goffs, quindi da est, sarà necessario prendere la I40 ed uscire sulla Kelbaker Rd.,  da li si proseguirà verso sud, si intercetterà di nuovo la National Trails Hwy (La Route 66) e si arriverà ad Amboy; da qui si potrà proseguire verso Ludlow e Barstow.
Il tratto è interessato è il seguente:

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3. CAJON BLVD (CALIFORNIA)

E’ stato invece riaperto al traffico, dopo anni di lavori, il Cajon Blvd in California. Prima della sua chiusura si era costretti a prendere, per un breve tratto, la I15 e la I215 per poi uscire di nuovo sul Cajon Blvd (la vecchia Route 66).
Il tratto interessato è il seguente:

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Il tratto del Gasconade Bridge in Missouri resta ancora chiuso.

Route 66. Quale automobile?

Pubblicato: marzo 11, 2017 in Route 66

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Si può percorrere la Route 66 come si vuole, in moto, in bicicletta, alcuni l’hanno fatta a piedi.

Gli Okies, coloro che fuggivano dalle devastazioni del Dust Bowl negli anni 30, la percorrevano con mezzi di fortuna, nella speranza di arrivare indenni in California, la terra della rinascita.

L’automobile è tuttavia il mezzo più popolare, fu proprio l’incremento del numero di automobili circolanti a dare l’impulso, nel 1926,  al progetto delle nuove “Numbered Highways“, di cui la US Highway 66 è senz’altro la figlia più famosa.
Tra le automobili la Corvette è la macchina per eccellenza, l’emblema della Route 66 (un’iconica Corvette rossa ha fatto per anni mostra di se all’Hackberry General Store); ciò è probabilmente dovuto ad una serie televisiva molto popolare negli USA degli 60: “Route 66”.
Nella serie due ragazzi viaggiavano lungo la Mother Road a bordo, appunto, di una Corvette.

Non entro nel merito delle moto perché non sono un motociclista, restando nell’ambito automobilistico spesso ci si chiede quale sia l’automobile più adatta per un viaggio lungo la Route 66.

E’ meglio una berlina, un SUV o una muscle car come la Mustang?

Sulla base della mia personale esperienza, ritengo sia da preferire un SUV.

Lo preferisco perché nei tratti sterrati offre più sicurezza, sebbene questi tratti non siano tenuti male ed alcuni li abbia anche percorsi con una berlina.

In condizioni meteorologiche incerte è comunque consigliabile evitare i tratti sterrati, con o senza SUV, il rischio di flash flood è sempre presente e quei tratti sono davvero troppo isolati per essere percorsi in sicurezza se piove.

E’ preferibile un SUV anche perché, con la pioggia, alcuni tratti di Route 66 tendono ad allagarsi.

Magari sono pozze d’acqua un po’ più estese, ma entrarci dentro con una berlina o una muscle car non è sicurissimo.

In uno dei miei viaggi sulla Route 66 trovai un tratto di strada in Texas completamente allagato.
Erano pochi metri, ma ricordo di essermi fermato in attesa che qualcun altro passasse prima di me.
Ero con una berlina (una Toyota Auris), una macchina troppo bassa che non mi dava sufficiente sicurezza.
Aspettai una ventina di minuti (non tutti i tratti di Route 66 sono trafficati) prima che una macchina passasse in quel tratto, dopodiché passai anche io.

Con un SUV probabilmente sarei passato senza aspettare.

Certo viaggiare su una Mustang con il tetto abbassato da un senso di libertà assoluto, ma non tutti gli stati sono come la California e freddo e pioggia si incontrano spesso nel tratto ad est del midpoint.

Un SUV secondo me è da preferire per sicurezza e spazio a disposizione.

Il costo per il noleggio varia in funzione del periodo nel quale si intende percorrere la Route 66 ed ovviamente dei giorni di utilizzo della macchina.
Un midsize SUV per una ventina di giorni ad agosto può costare intorno a 1000 Euro.

Quello che fa lievitare il costo finale del noleggio è la tassa di sola andata o Drop Off, ovvero la riconsegna del veicolo in uno stato diverso da quello nel quale lo si è ritirato.
I costi del drop Off variano in funzione della compagnia di noleggio e si pagano al banco.

Tuttavia, fortunatamente, non tutte le compagnie applicano il Drop Off, sia viaggiando eastbound che westbound.

Di solito nei siti di prenotazione noleggio auto (tipo Rentalcars), oltre quelli della specifica compagnia, sono presenti informazioni relative al Drop Off.