Route 66 2017 LIVE.———-DAY 11

Pubblicato: Maggio 15, 2017 in Route 66

Barstow – Santa Monica

 

 

Si può non amare la Route 66? 

La mia risposta è inevitabilmente di parte,  ma comunque credo sia impossibile non amare questa strada. 

Stamattina abbiamo lasciato Barstow per percorrere l’ultimo tratto della Mother Road verso Santa Monica. 

Ogni tanto la nostalgia faceva capolino ed i miei pensieri erano rapiti dai ricordi dei momenti più belli che questa strada e la sua gente mi hanno regalato. 

Ma ancora non era tempo per la nostalgia,  c’era Elmer ed il suo Bottle Tree Ranch da visitare. 

È  sempre stupefacente osservare la tenacia e l’estro della gente della Route 66, di cui Elmer è sicuramente una delle espressioni migliori. 

Abbiamo scambiato 4 chiacchiere con lui, ci ha mostrato le sue ultime realizzazioni e lo abbiamo salutato.  I miei pensieri hanno iniziato di nuovo a perdersi nei ricordi consapevole che il viaggio era ormai alla fine. Ma non era il momento per queste cose,  si doveva ancora visitare il museo di Victorville. 

Appena entrato ho visto avvicinarsi uno degli impiegati del museo che mi chiama per nome ed allunga la mano per salutarmi.  Io non sapevo cosa dire perché non lo conoscevo. 

Mi ha detto che mi ha riconosciuto perché segue le mie foto nei vari gruppi di Facebook dedicati alla strada madre; sapendo dove ero ha pensato che oggi sarei passato di li. 

Come si fa a non amare la Route 66? 

Non c’è molto dopo Victorville, la strada piu bella del mondo viene pian piano inghiottita dalle interstates e dal rumore della modernità. 

Ed allora, mentre guido, lascio finalmente libera la mente di inseguire i ricordi, nell’arduo tentativo di individuare  i momenti più belli vissuti lungo la Mother Road.

A Santa Monica il rituale è  sempre lo stesso: arrivo a quello che per anni è stato il vero end of the trail,  ovvero l’incrocio tra la Lincoln e la Olimpyc,  l’arrivo alternativo,  quello ufficioso,  davanti alla targa commemorativa di Will Rogers di fronte all’oceano e poi via verso quella che dal 2009 è individuata come la fine della Route 66,  il Santa Monica Pier. 

Ad accoglierci,  inaspettatamente,  c’era Ian,  il gestore del 66 To Cali,  il chiosco sul pontile,  sapeva,  attraverso i miei post su Facebook, che saremmo arrivati oggi e ci ha aspettato proprio in mezzo al Pier. 

Una piacevole sorpresa,  l’ennesima di un viaggio bellissimo. 

Questa è la Route 66,  questo è il popolo della Mother Road, una piccola grande comunità di cui in qualche modo faccio parte anch’io. 

E quindi sono di nuovo a LA e per la terza volta ho completato il percorso della US Highway 66. 

Forse è il mio viaggio più bello,  per le amicizie strette lungo la strada,  per la conoscenza dei posti che mi ha permesso di non perdere tempo nella ricerca facendomi apprezzare di più quello che ho rivisto,

per l’affetto della gente e per il contagioso entusiasmo che mi ha trasmesso. 

Il prossimo anno cercherò di tornare,  le amicizie aumentano ed il viaggio sarebbe di sicuro ancora più emozionante.  

L’amore per questa strada e per la sua gente è un richiamo irresistibile per me. 

Ora mi restano un paio di giorni “ordinari” a LA prima di rientrare a casa, dove avrò da fare nel sistemare le foto scattate mentre penserò al prossimo viaggio lungo la mia US Highway 66. 

Una strada che non si può non amare. 

Route 66 2017 LIVE.———-DAY 10

Pubblicato: Maggio 14, 2017 in Route 66

Kingman – Barstow

 

 

Km:

Oggi era il giorno del “deserto terribile e luminoso”, attraversarlo,  anche se per la terza volta, è sempre emozionante. 

La tappa non era particolarmente lunga quindi, dopo una colazione da Mr.  D’z ed una passeggiata a Kingman,  ci siamo messi in marcia verso Barstow. 

Adoro guardarmi intorno mentre viaggio per cercare le differenze rispetto al passato. Qualcosa cambia sempre,  solo il fascino di questo tratto rimane immutato. 

Dopo poche miglia dalla partenza siamo saliti per la “Bloody 66”,  un meraviglioso tratto della Mother Road,  per poi scendere in una Oatman ancora dormiente. 

E da li verso Needles dove, dopo poche miglia,  ci si immerge nel deserto. 

È inevitabile pensare a com’era la mother road in quel tratto nei suoi anni d’oro,  nonostante il caldo torrido dei mesi estivi,  erano tante le attività commerciali che davano supporto ai viaggiatori. 

Ed è altrettanto inevitabile pensare a coloro,  gli Okies,  che con mezzi di fortuna, di notte,  si avventuravano in un’impresa ardua,  spinti dalla fame, dalla miseria e dalla speranza. 

È un tratto affascinante. 

E poi arriva lui,  il Roy’s Motel and Cafe, un posto che adoro. 

Ho recentemente visto Southbound,  un horror ad episodi,  uno dei quali è stato girato li al Roy’s. 

Ripercorro a piedi la strada che il camion fa nel film,  entro nelle camere del vecchio motel, ed entro,  ovviamente, anche nel bar. 

Non me ne andrei mai da li. 

Ludlow ed il bagdad café sono le immancabili tappe successive. 

Ed infine siamo arrivati a Barstow. 

Io considero la Route praticamente finita con l’arrivo a Barstow,  anche se mancano un po’ di miglia a Santa monica e anche se c’è ancora qualcosa da vedere, ma l’aria della città  è troppo vicina,  lo spirito della strada più bella del mondo si va affievolendo,  mescolandosi sempre di più con qualcosa di diverso,  contaminazioni che rendono questo tratto utile solo per iniziare un nuovo viaggio tra i ricordi di quello che si è visto e delle persone che si sono incontrate. 

Ma quest’anno,  dopo parecchio,  c’è anche il Cajon pass aperto e magari quelle contaminazioni che provengono dalla città possono essere meno intense.  Chissà.  

Domani comunque partirà il tratto finale della Route 66. 

Il mio viaggio nel tempo sta per finire, sto tornando nel 2017.

Route 66 2017 LIVE.———-DAY 9

Pubblicato: Maggio 13, 2017 in Route 66

Holbrook – Kingman

Km:

La Route 66 è emozione.  Un viaggio che rimane indelebilmente impresso nella memoria di chi lo intraprende. 

Quella che qui a Kingman (Az)  si sta per concludere è senza dubbio una giornata tra le più emozionanti del viaggio. 

Dopo un primo noioso tratto di I40 (dal confine con il New Mexico fino più o meno ad Ash Fork,  la Route 66 è stata abbondantemente sostituita dalla Interstate) la Mother Road torna ad allietare il viaggio.  Alcune brevi soste per vedere frammenti dal passato e si arriva ad Ash Fork, per visitare un trading post,  lo Zettler’s. 

Dopo aver detto al proprietario di esserci passato anche lo scorso anno (circostanza che lui ha ricordato attraverso alcuni aneddoti che gli ho raccontato), mi ha chiesto se poteva filmare me ed il mio compagno di viaggio mentre rispondevamo ad alcune sue domande sulla Route 66,  una sorta di breve intervista che avrebbe messo nella sua pagina Facebook e sul suo sito. 

È stato molto divertente e fra un po’ vedremo il risultato. 

E poi via verso Seligman con tappa immediata alla barberia di Angel Delgadillo. 

Mi ero portato due copie di una pagina che raccoglie le foto fatte insieme lo scorso anno. Una da lasciare ad Angel e l’altra,  con un suo autografo,  da portare a casa. 

In negozio Angel non c’era e ci viene detto che non era previsto il suo arrivo in giornata. 

Decido allora di prendere tempo con gustoso pranzo al Roadkill Café  e di ritentare nel pomeriggio. 

Angel non c’era ancora e quindi a malincuore decido di lasciare la foto alla figlia pregandola di darla a suo padre, ma mentre glie la sto per lasciare lei mi suggerisce di aspettare ancora un po’ perché Angel sarebbe arrivato verso le 4 per incontrare dei tedeschi. 

Ovviamente seguo il suo consiglio.  Angel arriva puntuale,  come al solito in bicicletta, lo avvicino e finalmente gli consegno la foto e mi faccio firmare quella che avrei portato a casa. 

È stato emozionante incontrarlo ancora, ha appena compiuto 90 anni ma ha l’energia di un ragazzino. 

La serata si è piacevolmente conclusa in un locale 

Di Kingman a sorseggiare un bicchiere di vino in compagnia dello scrittore Jim Hinckley e di sua moglie.  Il suo entusiasmo e la sua conoscenza della Route 66 sono straordinarie,  un’inesauribile fonte di ispirazione per un affamato di informazioni sulla Mother Road, come me. 

E domani ci aspetta il deserto.


Route 66 2017 LIVE.———-DAY 8

Pubblicato: Maggio 13, 2017 in Route 66

Albuquerque – Holbrook

 

 

Km:

Sono entrato nel tratto ovest della route 66 da un po’ ma sta crescendo la nostalgia per quello est.  Non che non mi piaccia questa parte, anzi, offre tanti spunti fotografici e posti da vedere,  ma la parte est la adoro. 

È più romantica, i paesi sono spesso dei piccoli gioielli (mi viene in mente Dwight in Illinois che in questo periodo dell’anno è stupenda). 

Ma ormai l’est fa parte del passato.  Oggi partenza da Albuquerque in direzione Holbrook,  dove sono ora,  ed in mezzo il Canyon de Chelly,  il painted desert (senza la petrified) ed un po’ di Route 66.  Sono parchi che ho gia visto altre volte ma che mi fa sempre piacere rivedere anche perché sono più o meno in zona. 

Di Route 66 ce n’è poca in questo tratto e poca ce ne sarà domani fino a Flagstaff. Dopo tornerà più bella ed affascinante che mai.  

Tra un tratto di I40 ed uno di 66 si passa per San Fidel con i suoi resti di vecchi locali, il rio puerco bridge,  un ponte storico su un tratto di Route 66 in disuso.  Ora sono ad Holbrook,  come nove mesi fa al Globetrotter Lodge.  Anche qui il wifi è stato il primo a salutarmi. Domani mi aspetta una cena con Jim Hinckley,  lo scrittore che ha dedicato tanti libri alla Route 66 (Route 66 Encyclopedia ad esempio)  e che ho incontrato lo scorso anno a Kingman.  La Route 66 continua a regalarmi emozioni. 

Route 66 2017 LIVE.———-DAY 7

Pubblicato: Maggio 12, 2017 in Route 66

Tucumcari – Albuquerque

 

 

Km:

Io sono un instancabile abitudinario, adoro fare le stesse cose, soprattutto sulla Route 66. 

Stamattina,  molto presto, come ho fatto nei precedenti 3 anni, sono uscito per fotografare il risveglio di Tucumcari. 

È uno dei miei riti,  così come  la colazione al Kix on 66 ed il successivo caffè preso nella lobby del Blue Swallow mentre chiacchiero con i proprietari del motel. 

Ormai ci si conosce e quindi le nostre chiacchierate sono sempre più piacevoli ed informali. 

E dopo questa serie di rituali che hanno lo scopo di allontanare la partenza, arriva il tempo di lasciare a malincuore Tucumcari.  Adoro questo piccolo agglomerato di vecchi ricordi del passato. Ma nonostante la nostalgia, c’è la certezza di tornare ancora il prossimo anno. 

Si parte quindi in direzione ovest e la prima tappa è Moriartry,  dove c’è una vecchia stazione di servizio recentemente ristrutturata. 

La I40 in questo, come in altri successivi tratti tra il New Mexico e l’inizio dell’Arizona,  è eccessivamente invadente.  

Si arriva a Santa Fe per una passeggiata e poi via verso Albuquerque,  al Monterey Motel,  altra struttura storica. 

Anche qui il cellulare aggancia la rete automaticamente (ci sono stato solo 9 mesi fa).  Sono sempre a casa. 

E poi è stata la volta di un altro rito,  la cena al 66 Diner.  Un classico. 

Domani si proseguirà  per Holbrook con deviazione per il canyon de chelly.  Anche qui,  come per la Route 66,  sarà la mia terza volta. 

Route 66 2017 LIVE.———-DAY 6

Pubblicato: Maggio 11, 2017 in Route 66

Amarillo – Tucumcari

Km:

Ho incontrato tanta gente fin’ora lungo la Mother Road,  gente di Facebook che avevo incrociato virtualmente nei gruppi dedicati alla Strada e che sapendo che l’avrei percorsa di nuovo hanno espresso il desiderio di incontrarmi. 

È una bella sensazione,  una di quelle cose che scatenano  la nostalgia una volta tornato a casa. 

Stamattina tutto è cominciato lentamente,  del resto la tappa sarebbe stata tucumcari,  solo 200 km da Amarillo. 

Si è passati per il Cadillac Ranch, Vega,  Adrian con il suo midpoint ed infine le 18 miglia della strada sterrata tra Glenrio e San Jon. 

Ho raggiunto il midpoint quindi  l’est è definivamente archiviato. 

Se devo scegliere un’immagine del viaggio su quel tratto di strada che porterò nel cuore è senza dubbio quella del mio soggiorno al Munger Moss Motel di Lebanon. 

La sveglia la mattina presto per fare le foto,  il verde dei campi intorno a me e la chiacchierata con Ramona,  la dolcissima proprietaria del motel.

Ed ora sono ad ovest,  sono nella mia Tucumcari. 

Per entrare in città ho, come l’anno scorso, scelto di ascoltare una canzone di cars,  “our town” di James Taylor. 

È la mia quarta volta qui e la quarta volta al Blue Swallow Motel. 

Appena arrivato il telefono ha cominciato ad emettere una serie continua di suoni: aveva automaticamente agganciato il wi fi del motel.  Un piacevole “bentornato a casa”. 

E poi il benvenuto di Kevin il proprietario e la lunga chiacchierata con lui sul meraviglioso mondo della route 66,  quella grande famiglia costituita dal popolo della Mother Road. 

Ho scattato come al solito centinaia di foto al motel,  ho come al solito passeggiato lungo la Route 66, ho come al solito atteso che la luce del sole venisse sostituita da quella dei neon. 

Lo scorso anno pensavo di tornare ma non ne ero certo,  ma ora sono qui, in un mondo che sento un po’ anche mio. 

Ed intanto a Kevin ho gia dato appuntamento all’anno prossimo. 


Route 66 2017 LIVE.———-DAY 5

Pubblicato: Maggio 10, 2017 in Route 66

Chandler – Amarillo

 

Km:

Oggi ho lasciato l’est,  la parte della Route 66 che amo di più.

L’est e l’ovest del midpoint sono completamente diversi tra loro: l’ovest è a volte estremo, visivamente violento mentre l’est ti avvolge sempre in un tenero abbraccio. 

Anche se è ad ovest la mia cittadina preferita. 

Non è la Route 66 dell’immaginario collettivo quella ad est,  e questo, secondo me, gioca a suo favore,  perché quando la vedi resti sorpreso. 

La giornata comincia con una visita alla gallery di Jerry Mcclanahan,  l’artista che,  tra le altre cose, ha realizzato la EZ 66,  la famosissima guida della Strada Madre. 

Una piacevole conversazione sulla route,  sul suo recente matrimonio e sulla strada che devo ancora percorrere verso los angeles, con i suoi preziosi suggerimenti,  sono stati uno splendido modo per dare avvio alla mia giornata lungo la Mother Road. 

E dopo i saluti via verso ovest:  il round barn di arcadia, pops, Shamrock,  la sempre emozionante Lucille’s Service Station di Hydro ed altro ancora. 

Tappa finale è Amarillo,  non molto distante dal midpoint. 

Domani mi aspetterà il new Mexico e la splendida Tucumcari, la mia cittadina preferita lungo la US 66. 

Route 66 2017 LIVE.———-DAY 4

Pubblicato: Maggio 8, 2017 in Route 66

Lebanon – Chandler

 

Km:

La passione è il filo che lega tutti gli innamorati della Route 66.

La passione per una vecchia strada,  per le sue storie e per un periodo che chi non lo ha vissuto ama farselo raccontare da chi c’era.

Quando ci si incontra, tra appassionati,  anche senza conoscersi è come se ci si fosse frequentati per anni.

Ho iniziato la giornata molto presto,  il richiamo della strada e dello splendido Munger Moss Motel di Lebanon era troppo forte per resistere  alla tentazione di fare qualche foto all’alba.

E poi,  dopo le foto, una piacevole chiacchierata con Ramona,  la storica proprietaria del Munger Moss.

Mentre sorseggiavo un caffè ascoltavo i suoi racconti e parlavamo delle persone di cui condividiamo la conoscenza.

Alla fine ci scattiamo una foto insieme e ci salutiamo come fossimo stati vecchi amici.

Le ho anticipato il mio desiderio di tornare il prossimo anno.

Prima tappa della giornata è stata la Gay Parita,  la replica di una gas station degli anni 30 appartenuta al mitico Gary Turner (scomparso nel 2015) ed ora gestita dalla figlia.  Ci ha accolto il genero di Gary ed anche con lui ho passato momenti piacevoli parlando della mother road e di Gary.

E poi via verso il Kansas,  non prima di una breve tappa a Carterville dove c’era un amico di Facebook da incontrare.  Sapendo che avrei percorso la Route 66,  Micky mi ha chiesto di passare da lui per un saluto. Arrivato li cercavo di capire dove fosse quando sento un americanissimo “Franco” risuonare da dentro un ufficio.  È stato un altro bel momento.  Foto insieme e via in direzione ovest.

A Catoosa,  in Oklahoma,  mi fermo come di consueto per rivedere la Blue Whale.

Sapevo che li avrei trovato Linda, una simpatica amica di Facebook che lavora li.  Anche in questo caso è stato un incontro davvero emozionante.

Nel frattempo ricevo un messaggio da un altro amico di Facebook con il quale spero di incontrarmi ad Amarillo.

per concludere la giornata ceniamo al Rock Café di Stroud in Oklahoma,  dove incontriamo il figlio del proprietario del Blue Swallow,  che conoscevo per aver alloggiato 3 volte al suo motel, con il quale scambio 4 chiacchiere e gli do appuntamento fra 3 giorni.

È la magia di questa strada:

persone diverse accomunate da un’unica passione.

Come diceva Sally Carrera in Cars la Route 66 non è solo una strada,  è molto di più.

Route 66 2017 LIVE.———-DAY 3

Pubblicato: Maggio 8, 2017 in Route 66

Springfield – Lebanon

 

Km:

Ogni volta che percorro la Route 66 cerco di immaginarla ai suoi tempi d’oro.  Cerco di immaginare il traffico intenso su quella piccola (per i canoni odierni)  striscia di asfalto, le pompe di benzina con la coda di macchine in attesa di essere servite,  immagino i neon accesi a colorare le città. Ho cominciato la giornata con una piccola strada ed una stazione di servizio. 

La Auburn Brick Road,  la strada in mattoni rossi l’ho percorsa presto,  erano le 8, con la campagna circostante nel dormiveglia,  non l’avrei mai voluta lasciare.  E poi attraverso Carlinville,  l’Ariston Café  di Litchfield sono arrivato a Mt.  Olive dove ad aspettarmi c’era la splendida Soulsby Service Station.  È stata l’ultima stazione di servizio storica dell’Illinois ad arrendersi alla modernità. 

E poi ancora l’Henry Rabbit Ranch con i suoi conigli,  le sue Wolksvagen ed una piacevole chiacchierata su Bob Waldmire,  il mitico artista e caro amico del proprietario del locale, che ha trascorso la sua vita lungo la Route 66. 

Una passeggiata lungo il Chain Of Rock Bridge chiude il viaggio attraverso l’Illinois. 

Il Missouri si presenta come al solito splendido,  seppur sofferente per le recenti alluvioni che hanno seriamente danneggiato un luogo storico della Route 66 (l’Elbow Inn)  ma soprattutto ha tolto la casa a molta gente.  Le strade sono tutte aperte e la Route è completamente percorribile,  ad eccezione del devil’s elbow bridge che è attraversabile solo a piedi per motivi di sicurezza.  E poi sono arrivato nella splendida Cuba,  con i suoi murales ed il Wagon Wheel Motel.  E poi una opportuna deviazione per visitare un luogo pazzesco,  il Bob’s Gasoline Alley,  un insieme di meraviglie del passato raccolte e posizionate con cura dal gestore in 14 anni di ricerche e di passione.  Un luogo strardinario. 

Chiudo la giornata con una cena al Route 66 Diner di St.  ROBERT ed ora sono qui a Lebanon,  nello splendido Munger Moss Motel di Mrs.  Ramona,  una delle figure storiche della Route 66. Domani proseguiro’ per chandler in Oklahoma.  

 

Route 66 2017 LIVE.———-DAY 2

Pubblicato: Maggio 7, 2017 in Route 66

Chicago – Springfield

 

 

Km:

Un viaggio lungo la Route 66 coinvolge e regala emozioni.
E’ totalizzante, si torna a casa consapevoli di aver attraversato gli Stati Uniti nello spazio e nel tempo.
Sono tanti gli aspetti che lo rendono unico, diverso, e tra i più affascinanti c’è sicuramente l’interazione con gli altri viaggiatori, lo scambio di informazioni, la condivisione delle esperienze e dell’entusiasmo per aver incrociato quel piccolo grande mondo raccontato dalla Mother Road.
Oggi è partito il mio terzo viaggio nel tempo e la Route 66 e mi ha regalato fin da subito una piacevolissima sorpresa.
Nello stesso motel di Chicago dove mi trovavo pernottava un gruppo della Route 66 Association of Holland. Il loro presidente è tra le mie amicizie di facebook, ma entrambi, presi dai rispettivi preparativi, non ci eravamo accorti della concomitanza delle nostre date.
Ci siamo incontrati a colazione, non ci eravamo mai visti prima e l’incontro è stato molto divertente.
Abbiamo chiacchierato un po’ per poi darci appuntamento on the Road, lungo la nostra US 66.
Oggi in una parte dell’Illinois c’era il Red Carpet un festival che coinvolgeva diversi paesi, una sorta di grande fiera, con bancarelle, colonne di automobili d’epoca, di Harley, di gente cercava di coinvolgerti solo per raccontarti qualcosa di se e della Route 66.
E’ stato un vero e proprio salto indietro nel tempo.
Le vecchie stazioni di servizio erano circondate da colonne d’auto d’epoca per una foto davanti alla pompa di benzina come se per incanto il tempo si fosse fermato agli anni d’oro della US 66.
La Mother Road si è mostrata oggi in tutto il suo splendore.
E’ stato un bellissimo evento che ha reso tutto ancora più piacevole e coinvolgente.
Durante il viaggio verso Springfield (IL), dove mi trovo adesso, gli incontri sono proseguiti.
Tra la folla del Red Carpet a Wilmington, davanti al Gemini Giant, incrocio una moto con targa italiana, chiedo conferma al motociclista sulla sua provenienza e cominciamo a raccontarci il viaggio su quella Strada.
stava girando mezzo mondo in moto ma non aveva tante informazioni sulla Route 66.
Ci ha chiesto se poteva seguirci, visto che gli avevo detto di aver percorso altre volte la Strada, e così abbiamo viaggiato insieme fino ad Atlanta per poi salutarci e darci appuntamento nei prossimi giorni.
E’ stato un altro piacevolissimo incontro.
E’ stata una giornata intensa, emozionante ed è volata via senza che quasi me ne accorgessi.
Ho scattato centinaia di foto che si aggiungeranno a quelle che ho già fatto negli anni passati.
Visitare di nuovo quei posti è’ stato come incontrare dei vecchi amici.
Ora sono a Springfield, Illinois al Route 66 hotel & conference center, circondato da emblemi della strada più famosa del mondo.
Domani si parte per Lebanon, in Missouri.