15 - Cuba - Carlinville


31 Agosto 2019. Route 66: “Cuba – Carlinville”

Il Wagon Wheel è un bellissimo motel, una pietra preziosa della Route 66 incastonata nel verde Missouri.
Ti sembra di stare in montagna per via della sua forma particolare e, questa volta, anche del tempo fresco e nuvoloso.
Dopo una piacevole chiacchierata con la simpatica Connie, la proprietaria del motel, abbiamo fatto una veloce visita ai vicini Bob’s Gasoline Alley e Fanning 66 Outpost, con la sua enerme sedia a dondolo, prima di metterci in viaggio pronti a lasciare il Missouri ed entrare nell’ultimo stato per chi, come noi, sta percorrendo la Route 66 verso est: l’Illinois.
L’est della Route 66 è la parte che preferisco, per il paesaggio e per la sinuosità della strada che si nasconde nei boschi, una combinazione che la rende romantica, dolce, irresistibile.
Entrati in Illinois ci fermiamo al Twistee Treat, un bellissimo locale in stile anni 50 dove fanno degli ottimi hamburger, sicuramente i più buoni mangiati quest’anno.
E poi una tappa immancabile, quella dal grande Rich all’Henry Rabbit Ranch.
È sempre bellissimo fermarsi li, chiacchierare con lui mentre i suoi simpatici conigli ci guardano sonnecchianti.
Rich è una bellissima persona della Route 66.
Il tragitto oggi era piuttosto breve, la Route 66 ci avrebbe condotto nella bellissima Carlinville, una cittadina che si trova sul vecchio tratto della Route 66, quello che dopo gli anni 30 sarebbe stato sostituito con uno più ad est, verso Litchfield, dove si trova l’Ariston Café, uno dei ristoranti storici più famosi della vecchia highway.
E proprio l’Ariston Café, prima di questo spostamento di percorso, si trovava a Carlinville, sulla sua bellissima piazza.
Domani affronteremo l’ultimo tratto della Mother Road, un tratto molto bello e denso di cimeli.

 

14 - Tulsa - Cuba


30 Agosto 2019. Route 66: “Tulsa – Cuba”

Cominciano a mancarmi le parole per descrivere cosa sia realmente la Route 66.
Credo di averlo scritto in ogni modo.
La Route 66 non è il diner, non è la gas station arrivata a noi dagli anni 30 e men che meno lo scudetto sull’asfalto.
La Route 66 è la sua gente.
Persone speciali che costantemente ti fanno sentire a casa tua.
Stamattina al Desert Hills di Tulsa, il motel dove avevo dormito, al check out la titolare mi ha chiesto conferma del numero della stanza dopodiché ha allungato verso di me le sue mani che tenevano un piccolo cuscino con sopra lo stemma del loro motel e la sua bellissima insegna al neon.
Resto senza parole per quel gesto cosi carino ed inaspettato.
La giornata meglio di così non poteva iniziare.
Ho passato un po’ di tempo a Tulsa stamattina, a fotografare le sue icone legate alla Mother Road, alcune ci arrivano da un tempo lontano, altre sono piuttosto recenti, come la splendida scultura in ferro a forma di scudetto della Route 66, inaugurata meno di un anno fa, o il muffler man “space cowboy” che ha solo qualche mese.
È buon segno che in città grandi come Tulsa si pensi alla vecchia highway.
L’immancabile tappa successiva è la Blue Whale di Catoosa della mia amica Linda.
Siamo in contatto su Facebook da tanti anni e ci siamo incontrati due anni fa.
Fu un incontro molto divertente.
Stamattina ero li alle 10, il cancello era aperto ma nel gift shop non c’era nessuno.
Dopo qualche minuto è arrivata Linda, mi ha visto e mentre apriva la porta del locale mi ha chiesto di dove fossi.
Non mi aveva riconosciuto.
A quel punto le ho detto sorridendo: “sono Franco non mi ricosci?”
Ha realizzato subito ed è venuta verso di me per abbracciarmi.
Abbiamo trascorso un bel po’ di tempo a chiacchierare di tutto: del passato e del futuro della Blue Whale, di lei, dei miei viaggi sulla 66 e dei personaggi improbabili che spesso capitano li.
Davvero una splendida mattinata.
Dopo i saluti ho proseguito verso est, sotto una pioggia intermittente.
Uno stop alla sempre bellissima Ribbon Road di Narcissa, al Cars on the Route di Galena, al Gay Parita di Paris Spring in Missouri hanno scandito la mia giornata.
Giornata conclusasi con una visita a vecchi cimeli di questo tratto della Route 66: lo Stonydell Resort, il pozzo artesiano che con la sua freddissima acqua ne alimentava la  piscina ed il John’s Modern Cabins.
Ed ora sono qui nello splendido Wagon Wheel Motel di Cuba, in attesa che spiova per scattare, ancora una volta, centinaia di foto alla struttura illuminata da bellissimi neon.

 

 

 

13 - Shamrock - Tulsa


29 Agosto 2019. Route 66: “Shamrock – Tulsa”

Stamattina l’alba a Shamrock era bellissima, di quelle che solo la Route 66 sa regalare.
Non potevo quindi non scendere in strada presto ed immortalarla con la solita quantità infinita di scatti.
l’imponente U-DROP INN aveva ancora i neon accesi, sa di essere bello e ce la metteva tutta per fornirmi le pose migliori.
Dopo una piacevole visita al gift shop ed al diner del U-DROP INN, siamo partiti in direzione est.
La tappa più importante per me era quella alla tomba di Lucille Hamons, la Mother of the Mother Road, una delle figure più amate dal popolo della Route 66, ed anche da me.
Ho letto tanto su di lei ed è sicuramente una delle persone che mi sarebbe piaciuto conoscere.
Prima però mi sono fermato ancora alla sua bellissima gas station, ho controllato la presenza dei miei adesivi attaccati lo scorso anno e ne ho attaccati di nuovi.
Ed ovviamente ho scattato le solite tantissime foto.
Sono passato ancora una volta da John Hargrove di Arcadia, uno straordinario artista che ho incontrato altre due volte in occasione dei miei precedenti viaggi lungo la Route 66.
Sono arrivato a Tulsa di sera, con lo splendido neon del Desert Hills gia acceso.
È uno dei più belli della Mother Road, ed ovviamente mi ha catturato tenendomi prigioniero dei suoi colori per un bel po’.
Sono giornate queste che vorrei non finissero mai.

 

12 - Tucumcari - Shamrock


28 Agosto 2019. Route 66: “Tucumcari – Shamrock”

Non è mai semplice lasciare il Blue Swallow.
Non è solo un motel, è pura poesia.
La mattina ha seguito lo stesso schema del passato: sveglia presto, macchina fotografica al collo e lato della Route 66 da percorrere per immortalare il suo risveglio.
Il cielo era coperto e quindi i colori dell’alba sono stati soffocati dalle nuvole.
Ma è stato bello lo stesso.
E poi, come tradizione, colazione al Kix on 66 prima di impacchettare tutto e partire.
Il saluto con Nancy e Kevin è stato come sempre caloroso.
Ci rivedremo presto di sicuro.
Sono davvero due splendide persone.
Una fermata al museo della Route 66 di Tucumcari ed un successivo stop al Russel’s Truck travel center di Glenrio, per un saluto a Jerry, hanno dato il definitivo via alla giornata.
E poi i classici midpoint, con torta annessa, Cadillac Ranch e le prime stazioni di servizio del Texas che si incontrano arrivando da ovest.
Nel tardo pomeriggio sono arrivato a Shamrock, al Western motel.
Il titolare, mio amico su Facebook, mi ha riservato la stanza proprio di fronte allo splendido U-DROP IN, che, con le prime luci della sera, ha cominciato ad illuminare la vecchia highway.

Affacciarsi sulla Route 66 è una bella sensazione.

 

11 - Abilene - Tucumcari


27 Agosto 2019. Deep South: “Abilene – Tucumcari”

E sono 6.
6 volte a Tucumcari ed al Blue Swallow Motel.
Eppure, nonostante possa definirmi ormai un veterano sono arrivato al motel emozionato.
E’ il posto che amo di più lungo la Route 66.
È stata una giornata di viaggio, Abilene serviva solo per spezzare i tanti km che avrei dovuto percorrere per raggiungere Tucumcari.
Solo oggi sono stati 560 km percorsi tra le pianure texane.
Il clima alla partenza era decisamente più fresco del giorno prima ed un vento forte gettava violentemente sulle macchine le gocce di pioggia che cadevano copiose.
Man mano che ci si allontanava da Abilene la temperatura scendeva fino ad arrivare ai 20 gradi circa di Tucumcari.
Per me che amo il fresco migliore accoglienza non poteva esserci.
Ma è comunque nulla in confronto a quella che Nancy e Kevin più tardi mi avrebbero fatto.
Sono arrivato a Tucumcari da sud, un arrivo insolito quindi, non percorrendo la Route 66 come le volte precedenti.
Ma come le volte precedenti ho ascoltato un pezzo dalla colonna sonora di Cars, Find yourself di Brad Paisley.
Sono arrivato lentamente al motel, godendomi lo scenario intorno a me.
Ed una volta parcheggiato di fianco all’insegna la stessa scena delle volte precedenti si é ripetuta, ma ancora più lentamente, quasi a voler fermare quei momenti.
Mi ha accolto Nancy e dopo aver chiacchierato un po’ nella lobby mi ha annunciato la sorpresa.
Mi hanno regalato un upgrade di stanza, permettendomi di soggiornare nella Lillian Redman Suite, la più bella, quella dedicata a miss Lillian.
Miglior sorpresa non potevo avere.
Comincio a fotografarla, prima di invaderla con i bagagli, e giro la prima diretta.
E poi ancora un giro per Tucumcari e le sue splendide icone.
Sono felice di vederle ancora una volta, e credo che un po’ lo siano anche loro nel vedere me.
Vorrei che le giornate a Tucumcari ed al Blue Swallow non terminassero mai, ed anche questa volta non ho voglia di chiuderla qui.

10 - San Antonio - Abilene


26 Agosto 2019. Deep South: “San Atonio – Abilene”

Il clima si è sostanzialmente modificato.
Dal caldo umido siamo passati al caldo torrido secco.
Nel pomeriggio ad Abilene siamo arrivati a 43 gradi, sembrava di avere un gigantesco phon puntato addosso.
Continua la fase di avvicinamento alla Route 66.
Dopo una mattinata trascorsa a San Antonio, tra il coinvolgente The Alamo e la sua storia, parte fondamentale di quella dell’intero stato del Texas, ed una passeggiata sul River Walk, un corridoio che si snoda intorno al fiume, sono partito per Abilene.
Si attraversa la campagna texana, incrociando ogni tanto alcune cittadine dall’architettura tipica di queste parti.
Tutto è davvero ben curato nonostante queste cittadine siano ben lontane da qualsiasi giro turistico.
Quella di Abilene è esclusivamente una tappa di transito senza particolari pretese.
Da ricordare qui ci sarà solo, come detto, il caldo torrido, ma anche un’ottimo filetto mangiato al Texas Roadhouse, una steak house tipicamente texana.
Domani percorrerò una delle tappe più lunghe del viaggio, oltre 500Km, al termine dei quali incontrerò ancora una volta una mia vecchia amica: la US Highway 66.

 

09 - Houston - San Antonio


25 Agosto 2019. Deep South: “Houston – San Antonio”

A volte facciamo fatica a ricordarci cose fatte il giorno prima ma spesso riusciamo a tirar fuori dai cassetti della nostra memoria ricordi lontanissimi.
Spesso sono ricordi confusi di eventi poco significativi della nostra infanzia.
O magari non lo sono.

Oggi la giornata è stata dedicata allo Space Center della NASA a Houston.
Un posto emozionante.
Un luogo le cui opere, perché in fondo di questo si tratta, restituiscono la potenza di questo paese e, più importante, la straordinaria capacità dell’uomo di superare ostacoli apparentemente invalicabili.
L’affascinante descrizione della vita degli astronauti a bordo delle navicelle spaziali ne è un esempio.
L’umidità dei capelli, dopo un particolarissimo modo di farsi lo shampoo, viene catturata da sensori collegati ad una macchina che la trasformerà in acqua da bere, cosi come tutti gli altri liquidi corporei.
Tutto ciò fa riflettere su cosa l’uomo potrebbe fare quaggiù, sulla terra, se solo lo volesse.
Lo Space Center è un misto tra gioco e scienza, dove l’uno e funzionale all’altra per perseguire l’obiettivo di far arrivare il suo messaggio a tutti, adulti e bambini.
La visita alla Mission Control Room della missione Apollo 11 è stato un momento emozionante.
Un perfetto stargate all’interno della mia memoria.
Ricordo immagini confuse su un televisore in bianco e nero ed io, che avevo poco più di 2 anni, in braccio a mio padre seduto sul divano che chiedevo quale fosse il sole e quale la luna tra quei due goffi figuri che saltellavano qua e la sullo schermo.
Ricordo solo questo, ed è un ricordo custodito con amore e che ogni tanto salta fuori da uno dei miei cassetti.
Come è accaduto oggi.
E poi la sala controllo della prossima missione sulla Luna e quella su Marte, lo Space Shuttle e la Stazione Spaziale Internazionale.
Lo Space Center è un posto davvero affascinante.
Il tempo anche qui ha fatto le bizze, dal sole della mattina si è passati ad un nubifragio mentre eravamo nello Space Center.
Ma questo non ha limitato la voglia di curiosare tra il passato ed il futuro dei voli spaziali.

Ed ora sono a San Antonio, ancora Texas, ancora un pezzo importante di storia di questo paese.

Domani, dopo una visita ad Alamo, si andrà verso nord.

08 - New Orleans - Houston


24 Agosto 2019. Deep South: “New Orleans – Houston”

Recentemente ho letto un post riguardo alla Route 66, dove veniva suggerito di percorrere l’interstate perché un certo tratto della Mother Road non era nulla di speciale.
Tralasciando il fatto che qualsiasi tratto della Mother Road, anche il più insignificante (e non ce ne sono) vale più di qualsiasi interstate, percorrere quest’ultime è decisamente alienante.

Oggi giornata di viaggio, da New Orleans mi sono spostato a Houston, oltre 500km quasi tutti percorsi sulla Interstate 10.
Un’esperienza, appunto, alienante.
Ho dovuto far ricorso a tutte le mie energie e ad un paio di Redbull per restare sveglio.
Guidare sulle interstate è per chi non ama guidare.

Con oggi inizia la fase di avvicinamento alla Route 66.
Houston, San Antonio ed Abilene sono il giusto compromesso per evitare di percorrere inutilmente tanti km per raggiungere, dal profondo sud, la Mother Road.
Sono un giusto compromesso perchè, soprattutto a Houston ed a San Antonio, ci sono belle cose da vedere.
Domani trascorreremo la mattinata allo Space Center della NASA e lunedì, a San Antonio, ci si concentrerà soprattutto su Alamo.

Non c’è stato tempo per fare molto oggi qui a Houston, solo una rigenerante passeggiata al Buffalo Bayou Park, utile per sgranchire le gambe e scattare qualche foto allo skyline, soprattutto di notte.
Gli skylines delle città americane sono quasi sempre affascinanti da vedere ed interessanti da fotografare.

 

07 - New Orleans


23 Agosto 2019. Deep South: “New Orleans”

Quando si viaggia si è alla costante ricerca di emozioni che, una volta a casa, si ricordano con nostalgia, provando, al solo pensiero, le stesse sensazioni di quando le hai vissute.
Non c’è nessun elisir più potente della musica per staccarti dalla tua realta e riportarti al passato.
Tutti i miei ricordi sono legati ad un brano musicale.
Per questo, per rendere nei miei ricordi un viaggio distinguibile un altro, per attribuirgli un marchio indelebile che lo renda riconoscibile, prima di partire acquisto cd che so mi possono piacere ma che non ascolterò prima di essere on the road.
Alla fine del viaggio, una volta a casa, mi basteranno poche note di una canzone per farmi battere il cuore.
Anche quest’anno ho fatto così.
Ma sono ancora qui e non c’è spazio per nient’altro se non per le emozioni che sto vivendo.
Emozioni come un’escursione su una piccola barca nel Bayou.
Una bellissima esperienza, un’immersione nella natura selvaggia delle paludi della Louisiana.
Ero indeciso se farla o meno, ma per fortuna ho fatto la scelta giusta.
E’ stato emozionante e sorprendente.
Un’escursione davvero molto bella che vale la pena fare, condita dalle tante informazioni che la bravissima guida mi ha dato.
New Orleans.
Come ho scritto, non amo le città americane, non amo il caos, la smodata frenesia che le avvolge.
Ma lei, New Orleans è diversa.
Ho aspettato ovviamente la fine di questi 3 giorni e mezzo per farmi un’idea definiva.
E questa idea è positiva.
New Orleans è molto bella, ti rapisce.
È multiforme.
Il garden district è pura poesia, un posto magico.
Vedi le case e pensi che costruzioni come quelle ci sono solo nelle fiabe.
All’inizio del soggiorno qui dicevo: “facciamo tutto il possibile perché non credo ritorneremo”, ma adesso non sono più così sicuro di quella mia frettolosa affermazione.
Gli aspetti negativi sono quelli comuni a tutte le grandi città americane, e sono frutto di una società troppo competitiva e forse poco attenta agli ultimi.
Ma queste sono considerazioni che meriterebbero un discorso a parte e che poco avrebbero a che fare con un semplice diario di viaggio.
Comunque la città mi è piaciuta molto, ed è anche un ottimo punto di appoggio per visitare le tante piantagioni della zona.

Non escludo che un giorno possa tornare, ma intanto domani riprenderò il viaggio.

Direzione west.

 

07 - New Orleans


22 Agosto 2019. Deep South: “New Orleans”

È un viaggio dalle tante sfumature quello di quest’anno.
Da Atlanta fino a New Orleans, dove mi trovo ora, percorrendo vari sentieri musicali.
Dal country di Nashville, al rock’n’roll ed al blues di Memphis e della 61, al jazz per le strade di New Orleans.
Fra qualche giorno, la “mia” 66.
In mezzo a tutto ciò i memoriali dedicati a Martin Luther King ed alla sua lotta per i diritti civili.
Qui in Louisiana sto ripercorrendo l’antefatto che ha portato all’avvio di questa lotta, attraverso la visita ad alcune piantagioni che raccontano la deportazione di migliaia di uomini e di donne dall’Africa e la loro riduzione in schiavitù.
Ieri quegli anni li ho “ripercorsi” dal punto di vista dei proprietari delle piantagioni, con la Oak Alley Plantation, ed oggi l’amaro punto di vista degli schiavi, visitando la Whitney Plantation.
Visitare la Whitney Plantation è un’esperienza toccante, amara ed illuminante.
90 minuti immersi in quegli anni raccontati attraverso ricostruzioni storiche e testimonianze lasciate da coloro che quegli anni li hanno vissuti.
La Whitney Plantation sarà uno dei picchi di questo viaggio.
Un luogo che resta nel cuore.

E poi ancora New Orleans.
Ancora il sorprendente, stupendo Garden District.
Piccoli vicoli cinti da un insieme di bellissime case in stile coloniale incastonate tra gli alberi.
Passeggiare lungo quei vicoli è rigenerante.

Il caldo oggi è sembrato più intenso di ieri, ma non così tanto da creare ostacoli alla mia voglia di godermi fino in fondo questa bellissima avventura.