Deep South & Route 66. Shamrock – Tulsa

Pubblicato: novembre 16, 2019 in Route 66, USA

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Tratto Shamrock – Tulsa
Data 29 Agosto 2019
Hotel Desert Hills Motel
Km Percorsi 506,5

L’alba del 29 agosto a Shamrock è stata straordinaria.

Mi sono alzato presto per immortalare il sole che faceva capolino dietro al monumentale U-DROP INN.

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Gli spazi aperti che spesso la Mother Road offre al viaggiatore enfatizzano momenti come questi.

Ed è nelle piccole comunità che puoi goderne, quando davanti a te hai solo una splendida, lunga striscia di asfalto dal fascino magnetico.

E’ stata una giornata intensa quella che da Shamrock mi avrebbe condotto a Tulsa, un tratto lungo che conosco molto bene e che è denso di piccoli, grandi cimeli che toccano il cuore.

Ho iniziato trascorrendo un po’ di tempo all’interno del U-DROP INN, nel vecchio cafè, cercando di carpirne quel fascino vintage che trasmette con forza.

All’interno del locale sono stato avvicinato da due viaggiatori italiani che mi seguono attraverso internet, ho trascorso con loro un po’ di tempo scambiando pareri su alcune zone degli USA.

Dopo poche bellissime miglia di vecchio tracciato in cemento, sono entrato in Oklahoma, Texola è la prima comunità, una ghost town che affascina.

In Oklahoma c’è la storia della Route 66, quella che commuove e che entusiasma.

La Route 66 nasce qui.

I tratti sono tra i più belli dell’intero percorso della Mother Road, e percorrerli è straordinario.

La sosta per il pranzo è stata al Lucille’s Roadhouse, dove ho consumato un hamburger ordinario che non mi lascerà particolari ricordi.

A volte questi locali sono un po’ degli specchietti per le allodole, con la loro fattura accattivante e l’uso di scudetti della vecchia highway un po’ ovunque ed un nome, quello della “Mother della Mother Road”, che ha il solo scopo di attirare viaggiatori.

Era la seconda volte che mi fermavo li e non ho trovato sostanziali differenze.

C’è di meglio, molto meglio lungo la Route 66.

La Lucille Service Station, la stazione di servizio della Mother of the Mother Road è, come sempre, la tappa più importante quando mi trovo a percorrere la vecchia highway in questa zona.

Ma questa volta, finalmente, sono anche riuscito ad esaudire un mio desiderio, quello di fermarmi qualche minuto sulla tomba di Lucille, nel piccolo cimitero di Hydro.

Avevo le coordinate gps del cimitero e trovarlo è stato semplice.

Per la tomba avevo visto delle foto che mi avevano dato un’idea della sua collocazione.

Individuarla è stato semplicissimo: uno scudetto della strada su cui ha vissuto la sua intera vita è rappresentato sulla lapide.

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Il vento era fortissimo e mitigava il caldo di quella giornata.

Ho scattato un po’ di foto prima di dirigermi ancora una volta verso la stazione di servizio dove Lucille ha trascorso 60 anni della sua vita.

La strada che si trova li di fronte, la vecchia US Highway 66, è un concentrato di nostalgica poesia.

Si potrebbe scrivere tantissimo su questo breve tratto: dai saliscendi che la rendono simile delle dolci montagne russe, al suo scorrere parallelo alla odiata I40, al frastuono di questa paragonato al silenzio che la vecchia highway regala pur trovandosi solo a pochi metri, ma, soprattutto, pensando allo stato d’animo di Lucille, nel vedere le auto scorrere veloci e distratte sulla nuova autostrada, quelle stesse macchine che un tempo viaggiavano sulla sua US 66 e si fermavano da lei per un pieno di benzina, per una camera e, più tardi, anche per un autografo su una foto che la ritraeva.

Era la mia quinta volta li ma l’emozione è stata la stessa.

Ho scattato un’infinità di foto sia alla struttura che alle splendide dune formate dallo scorrere della vecchia highway; solo chi non ha cuore può non amare questo tratto.

Il viaggio verso Tulsa è ripreso percorrendo un tratto che amo profondamente, quello tra Hydro e El Reno; qui la vecchia highway da il meglio di se.

Il vecchio tracciato in cemento portland è un continuo, inarrestabile invito a fermarsi per immortalarlo e per godere dello splendido paesaggio che la vede arrampicarsi per poi scendere, curvare, nel rispetto della natura, dei campi che la cingono stringendola in un abbraccio.

Mi sono fermato spesso lungo questo tratto nonostante ormai qui sia di casa.

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Arrivato ad Arcadia, dopo una consueta sosta da Pops, questa volta di giorno con le luci ancora spente (lo scorso anno mi trovavo li di notte ed ho potuto finalmente riprendere i colori diffusi dall’enorme bottiglia), mi sono diretto verso quello che oggi è chiamato “OK County 66 – John’s Place”, il piccolo, grande mondo di John Hargrove.

Ho raccontato di John e dei miei 2 precedenti incontri con lui qui, due incontri emozionanti con una persona speciale.

Le ultime due volte, nel 2017 e nel 2018, non sono riuscito ad incontrarlo.

Il suo “regno” era chiuso.

Parlando con lui mi ha confidato che in realtà la mattina tende ad essere chiuso per poi aprire nel pomeriggio fino a tardi.

Arrivato li ho trovato il cancello aperto, ho preso le mie foto delle volte precedenti e glie le ho consegnate dopo averlo salutato.

E’ stato ancora una volta un bel momento, proseguito con l’illustrazione delle ultime opere su cui sta lavorando e con la nuova visita al suo piccolo drive in ed al diner , opere che spesso vengono usate dagli appassionati della Route 66 per proiettare video e per altri eventi che coinvolgono la Mother Road.

Abbiamo anche trascorso un po’ di tempo alla ricerca delle mie vecchie firme sui suoi guest books.

È incredibile, ma John conserva tutti i guest books in un armadio, tutti divisi per anno.

Passai da lui nel 2014 (a settembre) e nel 2015 (ad agosto) e siamo riusciti a trovare le mie dediche di allora.

Ero davvero felice di averlo incontrato ancora una volta.

Ripreso il viaggio verso est le fermate si sono susseguite frequenti, così come le dirette video.

Una di queste l’ho girata alla Threatt Filling Station di Luther, uno dei pochi luoghi nei quali i viaggiatori afro americani, ai tempi della segregazione, potevano fermarsi senza rischiare la vita.

Un luogo che, pur non figurando all’interno del Green Book, per anni ha rappresentato una delle poche oasi sicure per i viaggiatori di colore lungo la Route 66.

E poi ancora i cimeli di Sapulpa fino ad arrivare verso sera a Tulsa.

A Tulsa il motel è stato il Desert Hills, un luogo difficile da prenotare se non altro perché nel loro sito c’è solo il numero di telefono e nulla di più.

Ho cercato a lungo l’indirizzo mail che casualmente sono riuscito a recuperare.

La sua insegna al neon è stupenda, una delle più belle dell’intero percorso della vecchia highway.

Ha catturato la mia voglia di foto per tutta la serata.

E’ un’insegna che richiama la voglia di vivere intensamente la US Highway 66.



Le “dirette” video

John Hargrove (Arcadia, Oklahoma)

 

Tratto El Reno – Hydro (Oklahoma)

 

Threatt Fillin’ Station (Luther, Oklahoma)

 

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