Archivio per la categoria ‘USA’

Deep South & Route 66. Memphis

Pubblicato: settembre 29, 2019 in USA

IMG_20190818_205353


Tratto Nashville – Memphis
Data 18 Agosto 2019
Hotel Motel 6 Memphis Downtown
Km Percorsi 399,8

E’ stata una nuova giornata di viaggio che mi avrebbe condotto a Memphis.

Dovevo fare presto perché nel pomeriggio, alle 15, era previsto l’ingresso a Graceland, la villa di Elvis.

Ho prenotato la visita prima di partire per evitare che, una volta li, avessi dovuto accontentarmi di un orario che poteva non andarmi bene.

Per raggiungere Memphis si doveva prevalentemente percorrere la I40, la stessa odiata I40 responsabile della “morte” della Route 66 e che oggi corre spesso parallela alla vecchia highway nella sua parte centro occidentale.

La parte est della I40 non è molto diversa da quella che affianca la Route 66, come non è diversa dalle altre alienanti interstates.

Ma questa volta il viaggio on the road non era importante, la strada, come detto, era un semplice tramite verso Memphis.

Sono arrivato in città, come previsto, abbastanza presto e quindi ne ho approfittato per anticipare la visita ad un altro monumento mondiale della musica: il Sun Studio.

Vedere la sagoma della chitarra agganciata alla facciata è stato emozionante, è come quando incontri una persona che ammiri e che prima di allora hai visto solo in fotografia.

Entrare nel locale è come entrare in un tempio.

Li dentro sono passati gli artisti più importanti della scena musicale mondiale, musicisti che hanno influenzato un’infinità di bands dai generi più svariati.

Dopo aver acquistato il biglietto per visitare l’interno degli studios, nell’attesa che il tour partisse, ho trascorso un po’ di tempo girovagando per un piccolo spazio pieno di vecchie foto e vecchi dischi.

Ho acquistato un 45 giri di Johnny Cash.

Ovviamente.

Il tour nel piccolo Sun Studio è stato emozionante, arricchito dai racconti della guida sulle origini del locale, su Sam Phillips e su quei giovani ragazzi che saranno diventati, da li a poco, delle leggende.

Johnny Cash, Carl Perkins, Jerry Lee Lewis e soprattutto The King: Elvis Presley.

La leggenda permea ogni angolo del Sun Studio, ciascuno dei numerosi oggetti che lo popolano, se potesse, sarebbe in grado di raccontare storie incredibili sui personaggi che lo hanno frequentato.

E’ stata una bellissima esperienza.

Usciti dal Sun Studio era ora di visitare un altro posto leggendario: la Graceland di Elvis.

Visitare Graceland è stato emozionante e commovente.

E’ stato commovente perché ha messo in luce più l’aspetto intimo del “Re” che le bizze di un giovane e idolatrato artista che segnerà per sempre la storia della musica.

Gli arredi, la stanza dei genitori ai quali aveva promesso una bella casa una volta diventato famoso, ed il tempo dedicato agli amici sono gli aspetti che più mi hanno colpito.

Mi aspettavo una residenza più eccentrica, in linea con il personaggio pubblico, ed invece sono stato piacevolmente sorpreso.

E poi le testimonianze dell’intero mondo della musica che, ovviamente, ha visto in Elvis una essenziale fonte di ispirazione per le proprie opere.

Da Johnny Cash, incantato dal suo modo di suonare la chitarra, al mondo metal dei Kiss e dei Def Leppard.

Tutti, nonostante siano comunque diventate delle star nel proprio genere, hanno sognato di essere lui, il “Re”.

All’interno della villa è vietato girare video e le foto sono possibili solo senza flash.

Era l’ultimo tour quello che avevo prenotato e quindi sono uscito con la struttura praticamente vuota.

La sera si è chiusa con una rilassante passeggiata lungo il Big River Crossing, il ponte pedonale sul Mississippi che collega il Tennessee all’Arkansas, e con due passi lungo la strada più famosa di Memphis: la luminosa Beale Street.



Le “dirette” video

Il Sun Studio

Graceland

Deep South & Route 66. Nashville

Pubblicato: settembre 28, 2019 in USA

DSC_3277


Tratto Nashville
Data 17 Agosto 2019
Hotel Days Inn by Wyndham Joelton/Nashville
Km Percorsi 113

 

Un viaggio attraverso il sud degli Stati Uniti, se lo si affronta con la conoscenza dei posti che si visiteranno, è terribilmente appassionante.

Non è il classico giro naturalistico nei parchi del west per il quale la preparazione è tutto sommato inutile.

In quel caso non c’è bisogno di documentarsi o di qualcuno che ti convinca che quello che vedrai è bello.

Documentarsi prima di partire per un viaggio come questo è importante, perchè i luoghi attraversati sono carichi di storie delle quali, alla fine, non potrai non innamorarti.

Mentre ero alla ricerca di informazioni, mi sono reso conto di essermi inconsapevolmente innamorato di Johnny Cash.

Già prima di partire, mentre ero alla ricerca  informazioni, mi ero reso conto di essermi inconsapevolmente innamorato di Johnny Cash.

Le mie passioni musicali sono un po’ diverse e nonostante sapessi chi fosse “The man in black” non ne avevo mai approfondito la storia e le canzoni.

Johnny Cash è stato unico, così sfacciatamente sopra le righe, ha vissuto una vita al massimo, ha sfornato canzoni potenti ed ha incontrato l’amore della sua vita con il quale è rimasto legato fino alla fine.

Un insieme di eventi straordinariamente coinvolgente.

La giornata è cominciata con un una deviazione verso Hendersonville, la città dove Johnny Cash viveva e dove oggi, assieme alla sua amata June, è sepolto.

Avevo preso le coordinate GPS della tomba in modo da non perdere troppo tempo nella ricerca, ed arrivato li davanti l’emozione è stata forte.

E’ stato un impatto potente che ha anche avviato molte riflessioni.

Da Hendersonville mi sono infine diretto a Nashville, una città molto legata a Johnny Cash ed al Country in generale.

Non a caso, tra le altre cose, c’è la Country Music Hall of Fame, dove ho trascorso parecchio tempo visitando i cimeli di un genere musicale che in passato non mi aveva coinvolto più di tanto.

Il biglietto costa circa 26 dollari a persona; non sarà alla fine un viaggio economico, ma posti come questo non si possono non vedere; ne vale davvero la pena.

Nashville è la città della musica e lo manifesta continuamente, senza interruzioni.

Passeggiando nel centro sembrava di essere parte di un enorme carnevale.

In tutti i locali della Broadway c’erano bands che suonavano dal vivo proiettando in strada il loro sound potente, mentre improbabili carrette, adibite al trasporto di persone dedite al consumo di birra, giravano per la città facendo ancora più rumore.

E’ difficile non restare coinvolti in tanta goliardia.

La giornata si è chiusa con la visita al Partenone di Nashville, un tributo, a grandezza naturale, al tempio dell’acropoli di Atene.

Ho lasciato Nashville per tornare in motel verso sera, e mentre mi allontanavo con la macchina la musica si dissolveva lentamente lasciando dietro di me gli echi della sua gioia.



 

Le “dirette” video

Johnny Cash

 

Nashville (Tennessee)

 

Deep South & Route 66. Atlanta – Nashville

Pubblicato: settembre 22, 2019 in USA

DSC_3228


Tratto Atlanta – Nashville
Data 16 Agosto 2019
Hotel Days Inn by Wyndham Joelton/Nashville
Km Percorsi 482,2

Il 16 Agosto è partito l’on the road vero e proprio.

Il consueto viaggio itinerante, vissuto prevalentemente “sulla strada”, come solitamente faccio negli USA.

Negli ultimi anni ho sempre percorso la Route 66, che è il viaggio on the road per antonomasia, ma anche questa volta, nonostante fossi distante dalla Mother Road, non vedevo l’ora di cominciare a fare sul serio.

Anche se il primo approccio non è dei più belli, visto che gran parte di questo spostamento, che mi avrebbe condotto a Nashville, lo  avrei percorso sulla Interstate 75.

Percorrere le interstates è alienante.

Si viaggia incastrati nella propria corsia a velocità costante, con il cruise control impostato, le gambe incrociate ed una Redbull per tenersi svegli.

La Route 66 è tutta un’altra storia.

Ma ci arriverò anche quest’anno.

La prima tappa è stata l’Old Car City USA di White, sempre in Georgia, una classica bizzarria americana.

Si autoproclama il più grande sfasciacarrozze del mondo, e probabilmente lo è.

Ci vogliono diverse ore per visitarlo tutto; l’aspetto che lo rende unico, è la simbiosi che c’è tra le carcasse delle vecchie automobili e la natura circostante.

Una sorta di bosco di alberi e lamiere senza soluzione di continuità.

Per entrare si paga, ed anche parecchio (25 dollari a persona) e la cosa un po’ mi ha infastidito perché subito ho pensato che cose di questo tipo sulla Route 66 le trovi gratis.

Ma in fondo questo è un posto molto diverso da quelli che si incontrano sulla Mother Road, è un enorme insieme di rottami e vegetazione (il terreno è grande circa 14 ettari) che custodisce anche carcasse di automobili appartenute a personaggi famosi dello spettacolo americano (Elvis e Johnny Cash tanto per citane un paio) e quindi il pagamento di un biglietto ad un costo abbastanza alto ci può stare.

Quando non mi trovo lungo la Route 66 mi capita spesso di fare paragoni e mi rendo conto che altrettanto spesso sono improbabili perché la Mother Road è unica.

Passo un po’ di tempo li dentro, passeggiando per quelle strade sterrate facendo attenzione agli incroci, cercando punti di riferimento per riuscire a tornare indietro senza perdermi.

È una sorta di enorme labirinto senza molte indicazioni se non alcuni vecchi cartelli che fanno da perfetto complemento a quello scenario surreale.

La tappa successiva è stata la Jack Daniel’s Distillery di Lynchburg in Tennessee.

Un bel posto dove trascorrere un po’ di tempo.

Jack Daniel’s è un’icona, uno dei marchi americani più popolari e visitare la distilleria è stata una piacevole esperienza.

Non sono mai stato un bevitore di whiskey ma il suo nome leggendario lo ricordo spesso associato a bands Heavy Metal che ascoltavo (ed ascolto ancora) da bambino.

Purtroppo all’interno, come in diversi altri “musei”, non è possibile fare foto e video, ed io non ho contravvenuto a questa regola.

Le regole vanno sempre rispettate.

Abbiamo visitato le stanze che custodiscono le botti dove il distillato viene stoccato, i locali dove viene filtrato fino all’imbottigliamento che viene fatto con il determinante contributo dell’uomo.

I tappi, la scelta delle bottiglie, il controllo qualità insomma, ma anche molto altro, sono ancora fatti da esseri umani e non da macchine.

Non sono spesso mestieri qualificanti, ma vedere che nel paese della tecnologia si usi ancora l’uomo fa piacere.

Ho riflettuto molto su questo aspetto mentre ero li, anche nel visitare la piccola ma piacevole Lynchburg.

Gli USA sono un paese sconfinato, un continente, ma la gente pian piano si sta concentrando nelle metropoli lasciando che i paesi diventino delle ghost towns.

Gli USA sono pieni di ghost towns reali e di ghost towns in prospettiva.

E’ banale, ma se si continua ad accentrare qualsiasi genere di business nelle grandi città, le piccole comunità si avvieranno ad un inarrestabile declino, fino a a scomparire.

Ben vengano quindi le Jack Daniel’s.

Tornando alla visita della distilleria, avendo scelto quella con la degustazione, alla fine del giro siamo stati introdotti nella sala adibita, appunto, all’assaggio dei diversi distillati prodotti dalla casa.

Erano 5 diversi tipi di whiskey, dal classico Old N°7 al Tennessee Fire alla cannella.

Un ottimo modo per concludere il tour e, per gli inesperti come me, per assaggiare i prodotti di questo marchio leggendario.



Le “dirette” video

WHITE – Old Car City USA

 

LYNCHBURG – Jack Daniel’s Distillery

Deep South & Route 66. Atlanta

Pubblicato: settembre 21, 2019 in USA

IMG_20190814_105212


Tratto Atlanta
Data 13 – 14 – 15 Agosto 2019
Hotel Relaxing, Comfortable, Private Bedroom
Km Percorsi 316,6

Atlanta è una città che si fa piacere.

La prima sensazione che abbiamo avuto è quella dell’organizzazione.

E’ una sensazione che abbiamo avuto fin dal nostro arrivo in aeroporto: le rapide procedure di immigration, i nostri 2 bagagli che erano già fuori dal nastro, uno di fianco all’altro.

Nonostante l’aeroporto fosse enorme, non c’era caos.

Il centro della città non è molto grande, tutto è molto ordinato, e le principali attrazioni si trovano tra loro abbastanza vicine.

La CNN, l’Olympic Park, World of Coca Cola ed il Martin Luther King National Historical Park, sono quelle più popolari.

Passeggiare la mattina in centro è rigenerante.

Lo è perché non c’è caos, in verità neanche più tardi lo si trova come in altre città americane, e perché la temperatura, nota dolente ad agosto, è molto più clemente.

Abbiamo trascorso 2 giorni pieni ad Atlanta ed oltre ai posti citati ci siamo messi alla ricerca delle locations di The Walking Dead.

Una simpatica ed avvincente “caccia al tesoro” che ci ha portato anche a più di 100km dalla capitale della Georgia.

A circa 60 km da Atlanta c’è Senoia, la piccola comunità dove la serie è principalmente girata e dove si trovano gli studios.

Gli studios erano chiusi al pubblico perché stanno girando la decima stagione, ma tutto intorno alla piccola comunità è un brulicare di luoghi utilizzati nella serie.

L’appartamento dove risiedevamo si trovava ad una decina di km dal centro di Atlanta, in una villetta immersa nel verde.

Davvero un bel posto dove stare.

Insomma, Atlanta ci è piaciuta.



Le “dirette” video

ATLANTA – Le locations di “The Walking Dead” – Parte 1

 

ATLANTA – Le locations di “The Walking Dead” – Parte 2

 

ATLANTA – World of Coca Cola

 

ATLANTA – CNN

 

La Brandon Hall Plantation (Natchez, MS)

Pubblicato: settembre 6, 2019 in USA
Le “dirette” video On the Road: La Brandon Hall Plantation (Natchez, Mississippi)

Brandon Hall Plantation


Ad Agosto 2019 ho trascorso una notte in una splendida villa in una piantagione di Natchez in Mississippi: La Brandon Hall Plantation.

L’atmosfera era straordinaria e la villa, risalente alla metà dell’800, era di una bellezza mozzafiato.

Questo è il video girato in quell’occasione con delle brevi indicazioni storiche.


11 - Abilene - Tucumcari


27 Agosto 2019. Deep South: “Abilene – Tucumcari”

E sono 6.
6 volte a Tucumcari ed al Blue Swallow Motel.
Eppure, nonostante possa definirmi ormai un veterano sono arrivato al motel emozionato.
E’ il posto che amo di più lungo la Route 66.
È stata una giornata di viaggio, Abilene serviva solo per spezzare i tanti km che avrei dovuto percorrere per raggiungere Tucumcari.
Solo oggi sono stati 560 km percorsi tra le pianure texane.
Il clima alla partenza era decisamente più fresco del giorno prima ed un vento forte gettava violentemente sulle macchine le gocce di pioggia che cadevano copiose.
Man mano che ci si allontanava da Abilene la temperatura scendeva fino ad arrivare ai 20 gradi circa di Tucumcari.
Per me che amo il fresco migliore accoglienza non poteva esserci.
Ma è comunque nulla in confronto a quella che Nancy e Kevin più tardi mi avrebbero fatto.
Sono arrivato a Tucumcari da sud, un arrivo insolito quindi, non percorrendo la Route 66 come le volte precedenti.
Ma come le volte precedenti ho ascoltato un pezzo dalla colonna sonora di Cars, Find yourself di Brad Paisley.
Sono arrivato lentamente al motel, godendomi lo scenario intorno a me.
Ed una volta parcheggiato di fianco all’insegna la stessa scena delle volte precedenti si é ripetuta, ma ancora più lentamente, quasi a voler fermare quei momenti.
Mi ha accolto Nancy e dopo aver chiacchierato un po’ nella lobby mi ha annunciato la sorpresa.
Mi hanno regalato un upgrade di stanza, permettendomi di soggiornare nella Lillian Redman Suite, la più bella, quella dedicata a miss Lillian.
Miglior sorpresa non potevo avere.
Comincio a fotografarla, prima di invaderla con i bagagli, e giro la prima diretta.
E poi ancora un giro per Tucumcari e le sue splendide icone.
Sono felice di vederle ancora una volta, e credo che un po’ lo siano anche loro nel vedere me.
Vorrei che le giornate a Tucumcari ed al Blue Swallow non terminassero mai, ed anche questa volta non ho voglia di chiuderla qui.

10 - San Antonio - Abilene


26 Agosto 2019. Deep South: “San Atonio – Abilene”

Il clima si è sostanzialmente modificato.
Dal caldo umido siamo passati al caldo torrido secco.
Nel pomeriggio ad Abilene siamo arrivati a 43 gradi, sembrava di avere un gigantesco phon puntato addosso.
Continua la fase di avvicinamento alla Route 66.
Dopo una mattinata trascorsa a San Antonio, tra il coinvolgente The Alamo e la sua storia, parte fondamentale di quella dell’intero stato del Texas, ed una passeggiata sul River Walk, un corridoio che si snoda intorno al fiume, sono partito per Abilene.
Si attraversa la campagna texana, incrociando ogni tanto alcune cittadine dall’architettura tipica di queste parti.
Tutto è davvero ben curato nonostante queste cittadine siano ben lontane da qualsiasi giro turistico.
Quella di Abilene è esclusivamente una tappa di transito senza particolari pretese.
Da ricordare qui ci sarà solo, come detto, il caldo torrido, ma anche un’ottimo filetto mangiato al Texas Roadhouse, una steak house tipicamente texana.
Domani percorrerò una delle tappe più lunghe del viaggio, oltre 500Km, al termine dei quali incontrerò ancora una volta una mia vecchia amica: la US Highway 66.

 

09 - Houston - San Antonio


25 Agosto 2019. Deep South: “Houston – San Antonio”

A volte facciamo fatica a ricordarci cose fatte il giorno prima ma spesso riusciamo a tirar fuori dai cassetti della nostra memoria ricordi lontanissimi.
Spesso sono ricordi confusi di eventi poco significativi della nostra infanzia.
O magari non lo sono.

Oggi la giornata è stata dedicata allo Space Center della NASA a Houston.
Un posto emozionante.
Un luogo le cui opere, perché in fondo di questo si tratta, restituiscono la potenza di questo paese e, più importante, la straordinaria capacità dell’uomo di superare ostacoli apparentemente invalicabili.
L’affascinante descrizione della vita degli astronauti a bordo delle navicelle spaziali ne è un esempio.
L’umidità dei capelli, dopo un particolarissimo modo di farsi lo shampoo, viene catturata da sensori collegati ad una macchina che la trasformerà in acqua da bere, cosi come tutti gli altri liquidi corporei.
Tutto ciò fa riflettere su cosa l’uomo potrebbe fare quaggiù, sulla terra, se solo lo volesse.
Lo Space Center è un misto tra gioco e scienza, dove l’uno e funzionale all’altra per perseguire l’obiettivo di far arrivare il suo messaggio a tutti, adulti e bambini.
La visita alla Mission Control Room della missione Apollo 11 è stato un momento emozionante.
Un perfetto stargate all’interno della mia memoria.
Ricordo immagini confuse su un televisore in bianco e nero ed io, che avevo poco più di 2 anni, in braccio a mio padre seduto sul divano che chiedevo quale fosse il sole e quale la luna tra quei due goffi figuri che saltellavano qua e la sullo schermo.
Ricordo solo questo, ed è un ricordo custodito con amore e che ogni tanto salta fuori da uno dei miei cassetti.
Come è accaduto oggi.
E poi la sala controllo della prossima missione sulla Luna e quella su Marte, lo Space Shuttle e la Stazione Spaziale Internazionale.
Lo Space Center è un posto davvero affascinante.
Il tempo anche qui ha fatto le bizze, dal sole della mattina si è passati ad un nubifragio mentre eravamo nello Space Center.
Ma questo non ha limitato la voglia di curiosare tra il passato ed il futuro dei voli spaziali.

Ed ora sono a San Antonio, ancora Texas, ancora un pezzo importante di storia di questo paese.

Domani, dopo una visita ad Alamo, si andrà verso nord.

08 - New Orleans - Houston


24 Agosto 2019. Deep South: “New Orleans – Houston”

Recentemente ho letto un post riguardo alla Route 66, dove veniva suggerito di percorrere l’interstate perché un certo tratto della Mother Road non era nulla di speciale.
Tralasciando il fatto che qualsiasi tratto della Mother Road, anche il più insignificante (e non ce ne sono) vale più di qualsiasi interstate, percorrere quest’ultime è decisamente alienante.

Oggi giornata di viaggio, da New Orleans mi sono spostato a Houston, oltre 500km quasi tutti percorsi sulla Interstate 10.
Un’esperienza, appunto, alienante.
Ho dovuto far ricorso a tutte le mie energie e ad un paio di Redbull per restare sveglio.
Guidare sulle interstate è per chi non ama guidare.

Con oggi inizia la fase di avvicinamento alla Route 66.
Houston, San Antonio ed Abilene sono il giusto compromesso per evitare di percorrere inutilmente tanti km per raggiungere, dal profondo sud, la Mother Road.
Sono un giusto compromesso perchè, soprattutto a Houston ed a San Antonio, ci sono belle cose da vedere.
Domani trascorreremo la mattinata allo Space Center della NASA e lunedì, a San Antonio, ci si concentrerà soprattutto su Alamo.

Non c’è stato tempo per fare molto oggi qui a Houston, solo una rigenerante passeggiata al Buffalo Bayou Park, utile per sgranchire le gambe e scattare qualche foto allo skyline, soprattutto di notte.
Gli skylines delle città americane sono quasi sempre affascinanti da vedere ed interessanti da fotografare.

 

07 - New Orleans


23 Agosto 2019. Deep South: “New Orleans”

Quando si viaggia si è alla costante ricerca di emozioni che, una volta a casa, si ricordano con nostalgia, provando, al solo pensiero, le stesse sensazioni di quando le hai vissute.
Non c’è nessun elisir più potente della musica per staccarti dalla tua realta e riportarti al passato.
Tutti i miei ricordi sono legati ad un brano musicale.
Per questo, per rendere nei miei ricordi un viaggio distinguibile un altro, per attribuirgli un marchio indelebile che lo renda riconoscibile, prima di partire acquisto cd che so mi possono piacere ma che non ascolterò prima di essere on the road.
Alla fine del viaggio, una volta a casa, mi basteranno poche note di una canzone per farmi battere il cuore.
Anche quest’anno ho fatto così.
Ma sono ancora qui e non c’è spazio per nient’altro se non per le emozioni che sto vivendo.
Emozioni come un’escursione su una piccola barca nel Bayou.
Una bellissima esperienza, un’immersione nella natura selvaggia delle paludi della Louisiana.
Ero indeciso se farla o meno, ma per fortuna ho fatto la scelta giusta.
E’ stato emozionante e sorprendente.
Un’escursione davvero molto bella che vale la pena fare, condita dalle tante informazioni che la bravissima guida mi ha dato.
New Orleans.
Come ho scritto, non amo le città americane, non amo il caos, la smodata frenesia che le avvolge.
Ma lei, New Orleans è diversa.
Ho aspettato ovviamente la fine di questi 3 giorni e mezzo per farmi un’idea definiva.
E questa idea è positiva.
New Orleans è molto bella, ti rapisce.
È multiforme.
Il garden district è pura poesia, un posto magico.
Vedi le case e pensi che costruzioni come quelle ci sono solo nelle fiabe.
All’inizio del soggiorno qui dicevo: “facciamo tutto il possibile perché non credo ritorneremo”, ma adesso non sono più così sicuro di quella mia frettolosa affermazione.
Gli aspetti negativi sono quelli comuni a tutte le grandi città americane, e sono frutto di una società troppo competitiva e forse poco attenta agli ultimi.
Ma queste sono considerazioni che meriterebbero un discorso a parte e che poco avrebbero a che fare con un semplice diario di viaggio.
Comunque la città mi è piaciuta molto, ed è anche un ottimo punto di appoggio per visitare le tante piantagioni della zona.

Non escludo che un giorno possa tornare, ma intanto domani riprenderò il viaggio.

Direzione west.