Deep South & Route 66. Atlanta – Nashville

Pubblicato: settembre 22, 2019 in USA

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Tratto Atlanta – Nashville
Data 16 Agosto 2019
Hotel Days Inn by Wyndham Joelton/Nashville
Km Percorsi 482,2

Il 16 Agosto è partito l’on the road vero e proprio.

Il consueto viaggio itinerante, vissuto prevalentemente “sulla strada”, come solitamente faccio negli USA.

Negli ultimi anni ho sempre percorso la Route 66, che è il viaggio on the road per antonomasia, ma anche questa volta, nonostante fossi distante dalla Mother Road, non vedevo l’ora di cominciare a fare sul serio.

Anche se il primo approccio non è dei più belli, visto che gran parte di questo spostamento, che mi avrebbe condotto a Nashville, lo  avrei percorso sulla Interstate 75.

Percorrere le interstates è alienante.

Si viaggia incastrati nella propria corsia a velocità costante, con il cruise control impostato, le gambe incrociate ed una Redbull per tenersi svegli.

La Route 66 è tutta un’altra storia.

Ma ci arriverò anche quest’anno.

La prima tappa è stata l’Old Car City USA di White, sempre in Georgia, una classica bizzarria americana.

Si autoproclama il più grande sfasciacarrozze del mondo, e probabilmente lo è.

Ci vogliono diverse ore per visitarlo tutto; l’aspetto che lo rende unico, è la simbiosi che c’è tra le carcasse delle vecchie automobili e la natura circostante.

Una sorta di bosco di alberi e lamiere senza soluzione di continuità.

Per entrare si paga, ed anche parecchio (25 dollari a persona) e la cosa un po’ mi ha infastidito perché subito ho pensato che cose di questo tipo sulla Route 66 le trovi gratis.

Ma in fondo questo è un posto molto diverso da quelli che si incontrano sulla Mother Road, è un enorme insieme di rottami e vegetazione (il terreno è grande circa 14 ettari) che custodisce anche carcasse di automobili appartenute a personaggi famosi dello spettacolo americano (Elvis e Johnny Cash tanto per citane un paio) e quindi il pagamento di un biglietto ad un costo abbastanza alto ci può stare.

Quando non mi trovo lungo la Route 66 mi capita spesso di fare paragoni e mi rendo conto che altrettanto spesso sono improbabili perché la Mother Road è unica.

Passo un po’ di tempo li dentro, passeggiando per quelle strade sterrate facendo attenzione agli incroci, cercando punti di riferimento per riuscire a tornare indietro senza perdermi.

È una sorta di enorme labirinto senza molte indicazioni se non alcuni vecchi cartelli che fanno da perfetto complemento a quello scenario surreale.

La tappa successiva è stata la Jack Daniel’s Distillery di Lynchburg in Tennessee.

Un bel posto dove trascorrere un po’ di tempo.

Jack Daniel’s è un’icona, uno dei marchi americani più popolari e visitare la distilleria è stata una piacevole esperienza.

Non sono mai stato un bevitore di whiskey ma il suo nome leggendario lo ricordo spesso associato a bands Heavy Metal che ascoltavo (ed ascolto ancora) da bambino.

Purtroppo all’interno, come in diversi altri “musei”, non è possibile fare foto e video, ed io non ho contravvenuto a questa regola.

Le regole vanno sempre rispettate.

Abbiamo visitato le stanze che custodiscono le botti dove il distillato viene stoccato, i locali dove viene filtrato fino all’imbottigliamento che viene fatto con il determinante contributo dell’uomo.

I tappi, la scelta delle bottiglie, il controllo qualità insomma, ma anche molto altro, sono ancora fatti da esseri umani e non da macchine.

Non sono spesso mestieri qualificanti, ma vedere che nel paese della tecnologia si usi ancora l’uomo fa piacere.

Ho riflettuto molto su questo aspetto mentre ero li, anche nel visitare la piccola ma piacevole Lynchburg.

Gli USA sono un paese sconfinato, un continente, ma la gente pian piano si sta concentrando nelle metropoli lasciando che i paesi diventino delle ghost towns.

Gli USA sono pieni di ghost towns reali e di ghost towns in prospettiva.

E’ banale, ma se si continua ad accentrare qualsiasi genere di business nelle grandi città, le piccole comunità si avvieranno ad un inarrestabile declino, fino a a scomparire.

Ben vengano quindi le Jack Daniel’s.

Tornando alla visita della distilleria, avendo scelto quella con la degustazione, alla fine del giro siamo stati introdotti nella sala adibita, appunto, all’assaggio dei diversi distillati prodotti dalla casa.

Erano 5 diversi tipi di whiskey, dal classico Old N°7 al Tennessee Fire alla cannella.

Un ottimo modo per concludere il tour e, per gli inesperti come me, per assaggiare i prodotti di questo marchio leggendario.



Le “dirette” video

WHITE – Old Car City USA

 

LYNCHBURG – Jack Daniel’s Distillery

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