
Qualche foto scattata in occasione delle mie 5 volte a Chicago: Where the Mother Road begins.

























































Qualche foto scattata in occasione delle mie 5 volte a Chicago: Where the Mother Road begins.

























































Abilene (TX) – Shamrock (TX)
Le tappe:
Ci siamo finalmente ricongiunti alla Route 66, l’abbiamo “agganciata” a Tucumcari.
E’ stata la nostra 6^ volta nella piccola cittadina del New Mexico e per la sesta volta abbiamo dormito al Blue Swallow Motel.
E’ stata l’ultima volta che abbiamo visto Nancy e Kevin, i vecchi proprietari del motel, poiché l’anno successivo, nel 2020 in piena pandemia, lo avrebbero venduto.
Da Tucumcari è partito il nostro viaggio verso Chicago, il quinto per il tratto est della Route 66.
Il viaggio ci ha portato al Russel’s Truck & Travel Center di Glenrio, dove abbiamo incontrato ancora una volta il nostro amico Jerry, e poi Adrian con il suo Midpoint, il Cadillac Ranch di Amarillo (per la prima volta senza pozzanghere), Groom con la Giant Cross, McLean ed infine Shamrock dove abbiamo dormito al Western Motel, una splendida struttura posizionata di fronte al U-DROP INN, la monumentale stazione di servizio emblema di questo tratto della Route 66.
Il tramonto a Shamrock è stato memorabile, e non da meno sarebbe stata l’alba del giorno successivo.

New Orleans (LA) – Abilene (TX)
Le tappe:
La terza parte del video racconta il nostro soggiorno a New Orleans con delle escursioni a due piantagioni: la Oak Alley Plantation, location di molti film tra i quali “Intervista col vampiro”, e la Whitney Plantation.
Sempre da New Orleans è partita la nostra escursione verso le paludi del Mississippi, una delle più belle visite del viaggio.
E poi Houston con il suo Space Center, un viaggio attraverso i voli spaziali, San Antonio con il Fort Alamo ed infine una tappa ad Abilene prima di agganciare la Route 66.

Memphis (TN) – New Orleans (LA)
Le tappe:
La seconda parte inizia con la visita al Sun Studio di Memphis, uno straordinario concentrato di storia della musica, un luogo iconico che ha visto passare alcuni tra i più grandi musicisti americani, da Elvis a Johnny Cash e tanti altri.
Si prosegue poi con Graceland, la dimora di Elvis, un luogo nel quale sono raccolti i cimeli del grande artista e le sue spoglie.
E poi, dopo la visita al Lorraine Motel, il luogo dove venne assassinato Martin Luher King jr, ci siamo diretti verso sud attraverso la Hwy 61, la Blues Highway, con le sue storie ed i suoi leggendari musicisti con un’attenzione particolare a Robert Johnson con l’arrivo a Clarcksdale a “The Crossroads”, l’incrocio tra la Hwy 61 e la Hwy 49, dove la leggenda narra che Robert abbia venduto l’anima al diavolo pur di diventare il più grande musicista di sempre.
La giornata si è conclusa con l’arrivo alla splendida Brandon Hall Plantation di Natchez dove abbiamo dormito, una residenza storica tra le più belle visitate nel profondo sud.
Il giorno successivo si è ripartiti dalla Brandon Hall Plantation per arrivare nel pomeriggio a New Orleans, sempre percorrendo la Hwy 61.

Atlanta (GA) – Nashville (TN)
Le tappe:
Il viaggio negli USA del 2019, il mio undicesimo, ha coinvolto gli stati del sud ed ovviamente la Route 66, della quale abbiamo percorso il tratto est, da Tucumcari a Chicago.
Il viaggio ha avuto inizio ad Atlanta per poi proseguire per Nashville, Memphis, Natchez, New Orleans, Houston, San Antonio, Abilene ed infine, come detto, la Route 66 agganciata a Tucumcari dove abbiamo dormito per la sesta volta al Blue Swallow Motel.
Questa è la prima parte del video nel quale raccontiamo la visita ad Atlanta, con le locations di “The walking dead”, e Nashville, con uno stop a Lynchburg per visitare la Jack Daniel’s Distillery.
Ogni mio viaggio è caratterizzato da tantissime foto; del resto fare foto è il mio lavoro.
Ed una volta a casa realizzo e stampo un fotolibro che contiene quelle che mi sono piaciute di più.
Del viaggio negli USA del 2019, il mio undicesimo, non lo avevo ancora fatto.
E’ stato uno dei viaggi più belli, insieme a quello dell’anno precedente quando avevo percorso la Route 66 “al contrario” (da LA a Chicago).
Nel 2019 ho viaggiato nel sud degli USA, partendo da Atlanta, verso Nashville, Memphis, New Orleans, Houston, San Antonio e poi l’immancabile Route 66, che ancora una volta, come l’anno prima, ho percorso “al contrario” (Eastbound), da Tucumcari a Chicago.
E’ stata la mia sesta volta a Tucumcari (ed al Blue Swallow Motel) e la quinta lungo il tratto est della Mother Road.
Ho rivisto tanti amici, ho salutato Nancy e Kevin del Blue Swallow (il motel sarebbe stato venduto l’anno successivo), che mi hanno riempito di regali tra i quali la notte alla Lillian Redman Suite, la stanza più bella del motel, quella dedicata alla sua storica proprietaria.
E’ stato un viaggio meraviglioso del quale mi restano bellissimi ricordi, tante foto e l’immancabile fotolibro.
Questa è la pagina con il diario di quel viaggio:
Questa è la pagina con il resoconto una volta a casa con i video girati lungo il percorso:
E questo è il fotolibro:

| Tratto | Chicago – Italia |
| Data | 2 Settembre 2019 |
| Hotel | |
| Km Percorsi |
E’ stato un viaggio emozionante.
Un viaggio che mi ha permesso di visitare gli stati del sud, e di ripercorrere, ancora una volta, il mio tratto preferito della Route 66.
Sono tornato ancora una volta nella “mia” Tucumcari e nello splendido Blue Swallow Motel; sono ormai 6 volte consecutive che mi fermo nella splendida cittadina del New Mexico e nel suo storico, meraviglioso motel.
Ed essere li è un po’ come sentirsi a casa.
E’ stato un viaggio che mi ha fatto conoscere posti e storie che avevo fino ad ora trascurato, che mi ha fatto innamorare di personaggi che conoscevo ma dei quali non avevo mai approfondito la storia.
E’ stato un viaggio lungo e dispendioso, ma che mi a lasciato dentro immagini ed emozioni straordinarie.
Un video che raccoglie una sintesi delle immagini del viaggio

| Tratto | Carlinville – Chicago |
| Data | 1 Settembre 2019 |
| Hotel | Super 8 Elk Grove |
| Km Percorsi | 415,5 |
Il primo settembre è stato l’ultimo giorno di questo mio splendido viaggio, la cui conclusione non poteva che essere lungo la mia strada preferita.
Da Carlinville avrei raggiunto Chicago da dove, il giorno successivo, sarei tornato a casa.
E’ un tratto denso di cimeli e di storie, un tratto che resta nel cuore.
Svegliarsi con la pace di Carlinville e del suo Carlin Villa Motel è stata una bella esperienza.
Non solo è stato un tuffo nel passato, come del resto quasi ovunque lungo la vecchia highway, ma è stata una boccata d’ossigeno, un respiro a pieni polmoni a contatto con la splendida campagna dell’Illinois.
La mattina, prima di lasciare il motel, ci siamo scambiati alcuni messaggi con Penny, un’amica di Facebook che avrei già dovuto incontrare lo scorso anno ma, per problemi di tempo, non ci riuscii.
Stavolta è andata meglio.
Ma prima dell’incontro c’era ancora da percorrere uno dei tratti più belli di questa zona, quello che un tempo, prima dell’avvento della US Highway 66, si chiamava IL4.
Si trovano su questo splendido tracciato le Turkey Tracks, le impronte lasciate da un manipolo di tacchini sul cemento ancora fresco prima che quel tratto diventasse US66, e soprattutto, poco più avanti, si incontra la splendida Auburn Brick Road, quel breve tracciato in mattoni rossi che non è solo una strada ma pura poesia.
L’ho attraversata 5 volte, all’alba, al tramonto, con le nuvole e con il sole ed ha sempre regalato emozioni.
E’ stato bello attraversarla ancora.
Arrivati a Springfield finalmente ho incontrato Penny, insieme a sua madre ed a Marie, una sua amica, un artista che crea splendide magliette della Route 66.
Consumiamo un’ottima colazione al Motorheads Bar & Grill, un diner di recente costruzione ma dalle grandi ambizioni.
Adiacente al locale, di suo già molto bello, sta nascendo un museo della Mother Road.
Passiamo bei momenti insieme, Penny è una forza della natura, una vera appassionata della Mother Road.
Ripreso il viaggio le fermate sono sempre numerose.
Atlanta con il suo Tall Paul, Pontiac, Funks Grove, Gardner e le splendide stazioni di servizio di Odell e soprattutto Dwight.
Tutto sembrava li fermo ad aspettarmi, a solo un anno di distanza dall’ultima volta.
E poi Wilmington, con il suo Launching Pad Drive In, il diner adiacente al Gemini Giant, il primo Muffler Man che si incontra percorrendo la vecchia highway westbound.
Il locale è stato riaperto da poco più di un anno, ha operato come gift shop e tourist information center fino a poco prima dell’estate per poi, finalmente, tornare operativo come ristorante.
L’impegno di Tully e Holly, i due simpaticissimi proprietari, è stato immenso.
Li abbiamo finalmente conosciuti, dopo che lo scorso anno non riuscimmo ad arrivare in tempo.
Sono amico di Holly su facebook, ma non ci eravamo mai incontrati.
È stato un incontro piacevole, mi hanno raccontato un po’ di loro, del loro imminente matrimonio e del loro viaggio di nozze in Europa che forse includerà anche Roma.
Il mio invito ad incontrarsi qualora dovessero venire nella mia città non è mancato.
Nel locale poi c’era un altro amico di Facebook ed il direttore della rivista più famosa della Mother Road, “Route 66”, che con piacere ho conosciuto.
Abbiamo trascorso parecchio tempo li dentro a fotografare il locale ed il piccolo museo posto al suo interno, e poi ancora altre foto fuori.
Il viaggio era ormai al termine.
Ho fatto benzina, ho ripreso il viaggio verso Chicago ed ho cominciato, dentro di me, a tracciare un primo bilancio.
E’ stato un viaggio lungo, intenso e terribilmente appassionante.
Il Riviera Restaurant
Il Tall Paul

| Tratto | Cuba – Carlinville |
| Data | 31 Agosto 2019 |
| Hotel | Carlin Villa Motel |
| Km Percorsi | 323,8 |
L’alba quest’anno a Cuba è stata fredda e nuvolosa; lo scorso anno la temperatura era decisamente più estiva con un’afa molto intensa.
Ho passeggiato per un bel po’ scattando la solita enorme quantità di foto; Cuba è un altro di quei posti lungo la 66 dove sfogo sempre la mia voglia di fotografare.
Finalmente la mattina ho incontrato Connie, la simpaticissima proprietaria del motel.
E’ sempre un piacere conversare con lei in un contesto come quello del suo negozio che è un misto tra una baita di montagna ed un classico locale sulla 66.
Sono rimasto li un bel po’ parlandole del mio viaggio ed ascoltando i suoi racconti su questo ultimo anno nel suo motel.
Dopo la consueta colazione da Shelly’s ho ripreso il viaggio verso est con destinazione Carlinville in Illinois.
Il tempo è stato clemente e mi ha permesso di fermarmi diverse volte durante il viaggio.
Ma prima di lasciare Cuba era d’obbligo tornare un po’ indietro, giusto qualche km per visitare ancora una volta il Bob’s Gasoline Alley ed il Fanning Route 66 Outpost con la sua enorme sedia a dondolo sempre in bella vista.
Prima di lasciare il Missouri si attraversa St. Louis, una città che non mi ha mai attratto particolarmente.
Il tratto della Route 66 che l’attraversa, fino al Chain of Rocks Bridge, trasmette sempre sensazioni di pericolo; non è affatto una bella zona.
Per pranzo, prima di affrontare l’ultimo tratto giornaliero in Illinois, ho fatto una breve deviazione verso il Twistee Treat Diner di Livingston, un locale molto bello dove si può anche mangiare un ottimo hamburger.
Trascorrere del tempo nel diner è piacevole, così come passeggiare all’interno dell’enorme magazzino adiacente, pieno di oggetti ogni tipo, da vecchi mobili, varie chincaglierie d’epoca, fino ai classici souvenir della Route 66.
E prima di lasciare il locale è d’obbligo un passaggio nel negozio di dolci sempre adiacente al diner.
E poi l’Henry’s Rabbit Ranch del simpaticissimo Rich.
Sono passato diverse volte da Rich ed ogni volta è piacevole conversare con lui, la sua è senza dubbio una delle tappe più belle del tratto della vecchia highway in Illinois.
Carlinville non era lontana e le tappe si sono succedute in sequenza.
Litchfield, Mt Olive ed un pezzo di Italia con il santuario della Vergine Maria a Raymond, una statua in marmo di Carrara fatta arrivare negli anni 50 direttamente dal nostro paese.
Da li a Carlinville il tragitto è breve, ad aspettarmi c’era il Carlinvilla Motel dove avrei trascorso la notte.
Di solito in questa zona mi fermo a Springfield al Route 66 Motel and Conference Center, ma questa volta ho preferito fermarmi lontano dalla città, ed il Carlinvilla è decisamente meglio del più appariscente hotel di Springfield.
Carlinville è molto bella, una piccola perla incastonata nel verde dei campi dell’Illinois.
Ho passeggiato un po’ intorno alla piazza del paese, sbirciando tra le vetrine ed in quello che un tempo fu il locale occupato dallo storico Ariston Cafè, prima che il riallineamento della Route 66 verso Litchfield portò via anche lui.
Ho scattato diverse foto, prima di rientrare nel motel, aspettando il buio; il mio solito tentativo di allungare il più possibile la giornata.
La fine del viaggio si stava avvicinando e con lei la nostalgia per tutti i bei posti e le belle persone che avevo avuto modo di vedere ancora.
Ma c’era l’ultimo tratto ancora da percorrere, uno dei più belli della vecchia 66.
Il Chain of Rocks Bridge
Shrine of Our Lady of the Highways

| Tratto | Tulsa – Cuba |
| Data | 30 Agosto 2019 |
| Hotel | Wagon Wheel Motel |
| Km Percorsi | 579,5 |
Anche a Tulsa mi sono svegliato presto.
Nonostante sia una città molto grande, il tratto che scorre davanti al Desert Hills, la vecchia US 66 denominata 11 Str., ha un fascino molto forte.
Il cielo era minaccioso e la mattina presto avevo ricevuto un paio di messaggi di allerta flash flood che in realtà, fortunatamente, non c’è stato.
Ho trascorso parecchio tempo li fuori al motel a scattare foto alla sua splendida insegna, è davvero una delle più belle della vecchia highway.
Alla partenza, appena entrato nella reception per restituire le chiavi, la titolare allunga le mani verso di me per porgermi un cuscino bianco con la serigrafia della splendida insegna del motel.
Io rimasi sorpreso e le chiesi se fosse per me e lei confermò.
È stato un gesto davvero carino, e non dovuto, da parte della splendida coppia di titolari, un gesto che fa capire bene di che pasta è fatta la gente della Route 66.
Sono rimasto li con loro a chiacchierare un po’ del motel e della difficoltà che molti dall’Italia (me compreso) hanno nel trovare una mail per prenotare; il titolare mi ha dato un biglietto da visita e mi ha ringraziato.
Prima di arrivare ad una delle tappe più attese del viaggio, sono rimasto ancora un po’ nella dormiente Tulsa per scattare qualche foto ai nuovi cimeli, lo Space Cowboy, un nuovo muffler man (o space man come più correttamente è identificato) ed alla nuova scultura posta in una delle rotonde del vecchio tratto della Route 66.
Ho ripreso il viaggio verso est, ma subito c’è quella che ho appena definito la fermata più attesa: la Blue Whale di Catoosa della mia amica Linda.
Sono arrivato li con il gift shop ancora chiuso e con nessun turista all’interno.
Dopo un po’ è arrivata Linda e mentre era intenta ad aprire il negozio l’ho salutata e lei mi ha chiesto da dove venissi.
Le ho risposto “Linda, ma non mi riconosci?”, e lei girandosi mi vede e mi viene incontro per abbracciarmi.
È stato molto divertente, ero sicuramente l’ultima persona che si aspettava di vedere li la mattina presto.
Sono rimasto con lei parecchio a parlare del futuro della Blue Whale, del suo futuro e di tante altre cose.
Ci siamo scattati diverse foto dopodiché ho ripreso il viaggio verso gli altri splendidi cimeli che questo tratto regala, su tutti la splendida Ribbon Road, affascinante come sempre.
E poi ancora Commerce con le sue splendide stazioni di servizio ed il Kansas con il Cars on The Route ed il bellissimo Rainbow bridge incastonato nei boschi il cui verde quel giorno era enfatizzato dalla pioggia caduta copiosa durante la notte.
E poi il Missouri, un altro stato il cui tratto della vecchia Highway lascia senza fiato.
Le fermate sono state come al solito numerose.
Una tappa veloce alla Gay Parita Gas Station di Paris Springs per consegnare a George e Barbara una foto scattata insieme l’anno prima, poi la ricerca dei cimeli meno conosciuti della Mother Road, come il John’s Modern Cabins, ma soprattutto lo Stonydell Artesian Well di Arlington.
Lo Stonydell Artesian Well, come si evince dal nome, è un pozzo artesiano il cui tubo, con l’effige della Route 66, affiora dal terreno.
Scorre ancora acqua da quel pozzo, che un tempo alimentava un resort che si trova li vicino e che ha il suo stesso nome.
La gente del posto ricorda ancora i bagni fatti in una piscina alimentata dall’acqua gelida.
E’ un cimelio da appassionati che io da anni volevo vedere.
Lo scorso anno la chiusura per lavori della I44 me lo impedì.
E’ infatti più facilmente raggiungibile dalla I44 (solo a pochi metri dalla strada) piuttosto che dalla Hwy D, il nome assunto oggi dalla Route 66, anche se parcheggiare sulla corsia di emergenza di una Interstate non è mai cosa tranquilla.
Ma, nonostante la pioggia tenue, non potevo non fermarmi per vederlo; finalmente.
La giornata si è conclusa con l’arrivo al Wagon Wheel Motel di Connie, era la mia seconda volta in quel motel, uno dei più belli della Route 66.
Dopo la cena al Missouri Hick Barbecue (preferisco di gran lunga il Four way) parte la consueta caccia alla foto più bella della splendida insegna del Wagon Wheel.
Quest’anno il motel era cinto da una luce blu, cosa che l’anno scorso non c’era.
Ho trascorso più di un’ora li fuori a scattare foto, quest’anno con una temperatura decisamente più fredda dell’anno scorso.
La giornata si è conclusa ancora una volta molto tardi, a notte fonda, con la mente piena di bellissimi ricordi.
Il nascondiglio di Bonnie e Clyde
Il Gasconade Bridge
La Gay Parita Gas station