Route 66. I tributi alla “Mother Road”

Pubblicato: ottobre 7, 2016 in Route 66
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Henning Motel, Newberry Springs (California), set del film “Bagdad Cafè” (foto Agosto 2016)

La Route 66 è stata una strada di successo, un’importante fonte di ispirazione per canzoni, libri e film.

Molti artisti hanno narrato le loro storie intrecciandole con quelle della vecchia autostrada.

Get your kicks on Route 66”, di Bobby Troup, ad esempio, portata al successo da Nat King Cole, una vera e propria colonna sonora della Strada Madre.

Molti sono stati gli artisti che l’hanno riproposta adattandola al proprio stile, da Chuck Berry ai Rolling Stones fino ai Depeche Mode.

Anche il cinema ha pagato il suo tributo alla Strada madre.

Cars”, il film di animazione della Pixar, un vero e proprio omaggio alla gente della Route 66.

Gran parte delle costruzioni della sua Radiator Springs trovano una reale collocazione lungo la Mother Road ed i personaggi stessi richiamano persone reali che vivono lungo la vecchia autostrada.

E “Bagdad Cafè” della metà degli anni 80 di Percy Adlon, interamente girato nel Sidewinder Cafè di Newbery Springs nel tratto desertico della Route 66 in California.

Un film stupendo che racconta l’amicizia tra due donne completamente diverse tra loro.

Successivamente, a questo piccolo locale nel deserto “tra Vegas ed il nulla”, è stato dato il nome utilizzato nel film, Bagdad Cafè appunto.

Oppure “The Hitcher – La lunga strada della paura”, girato, in alcune sue scene, nel Roy’s Cafè di Amboy in California.

Anche in letteratura si è spesso fatto uso della 66 per raccontare delle storie.

Jack Kerouac nel suo “On the road” fa percorrere al protagonista (che poi in realtà è lui stesso) tratti della 66, durante il suo peregrinare su e giù per gli Stati Uniti.

Ma l’opera più importante è senza dubbio “Furore” (“The grapes of wrath”) di John Steinbeck del 1939.

La Route 66 è stata, negli anni della grande depressione e del Dust Bowl, testimone di storie di ordinaria disperazione ma anche di straordinaria umanità.

Migliaia di “Okies” si riversarono sulla 66 con i loro mezzi di fortuna in direzione ovest, verso la California, alla ricerca di un futuro migliore.

“Furore” racconta la storia di una di queste famiglie, la famiglia Joad, che lascia la propria terra ed attraverso US 66 giunge in California dove si trova ad affrontare una realtà diversa da come l’avevano immaginata.

Una realtà fatta di discriminazione, di soprusi perpetrati dai proprietari terrieri nei confronti di quei disperati in fuga.

Steinbeck parla della 66 e la chiama “Strada Madre”, un nome che identificherà per sempre la vecchia Highway.

Dal romanzo (vincitore del premio Pulitzer), John Ford, il mitico regista di tanti western, ne ricava uno splendido ed amaro film, con uno straordinario Henry Fonda nel ruolo di Tom, il giovane ed irrequieto componente della famiglia Joad.

 Tra l’altro “The ghost of Tom Joad” è anche il nome di un album e di una canzone del “Boss”, Bruce Springsteen.

La Route 66 nell’immaginario collettivo è sempre stata sinonimo di libertà, di viaggi “On the Road” senza meta.

Ma l’irresistibile fascino della Route 66 è soprattutto nelle sue storie, raccontate dai paesi e dai vecchi motels.

Ed è bello fermarsi ad ascoltarle.

I film ed i video girati lungo la Mother Road:

TITOLO
VIDEOCLIP/FILM
ANNO
ATTORI/Regista
TRATTO INTERESSATO
Cars Film 2006 Film di animazione
Furore Film 1940 John Ford (R) Oklahoma/California
1997: Fuga da New York Film 1980 John Carpenter (R) Chain of Rocks Bridge (Illinois/Missouri)
Bagdad Cafè Film 1987 Percy Adlon (R) Bagdad Cafè, Newberry Springs (CA)
The Hitcher Film 1986 Rutger Hauer Roy’s Cafè, Amboy (CA)
Kalifornia Film 1993 Brad Pitt, David Duchovny Roy’s Cafè, Amboy (CA)
Southbound Film 2015 Episodi Roy’s Cafè, Amboy (CA)
Starman Film 1984 John Carpenter Meteor City Trading Post, Meteor City (AZ)
Forrest Gump Film 1994 Tom Hanks Twin Arrows Trading Post
Easy Rider Film 1969 Dennis Hopper, Peter Fonda, Jack Nicholson Trails Arch Bridge (CA, AZ),
Louie the Lumberjack (Flagstaff, AZ)
Universal Solidier Film 1992 Dolph Lundgren, Jean-Claude Van Damme Cool Springs (AZ)
Rain Man Film 1988 Dustin Hoffman, Tom Cruise Big 8$ Motel, El Reno (OK)
Kill Bill 2 Film 2004 Quentin Tarantino Emma Jean’s Holland Burger Cafè, Victorville (CA)
Wake (Beneath the dark) Film 2010 Chad Feehan (R) Roy’s Cafè, Amboy (CA)
Road to Paloma Film 2014 Jason Momoa (R) Needles (CA)
Kingman (AZ)
Roy’s Cafè, Amboy (CA)
The Weatherman – L’uomo delle previsioni Film 2005 Nicholas Cage Lou Mitchel’s (Chicago, Illinois)
Wake up – Il risveglio Film 2019 Francesca Eastwood Skyliner Motel (Stroud, Oklahoma)
Natural Born Killer Film 1994 Oliver Stone (R) Gallup
Encounter Film 2021 Micheal Pearce (R) Roy’s Cafè, Amboy Crater, tratto desertico
Un’ultima risata Film 2019 Chevy Chase, Richard Dreyfuss – Tucumcari (NM) Del’s Restaurant, Roadrunner Motel ed altre location lungo la Tucumcari Blvd/Route 66
– Albuquerque (NM) (Monterey Non Smokers Motel)
Hell or High Water Film 2016 David Mackenzie (R) Tucumcari (NM)
Sunset Motel (Moriarty, NM)
Whiting Bros Gas Station (Moriarty, NM)
Route 66 Casino Hotel
(Albuquerque, NM)
Breaking Bad Serie televisiva 2008 – 2013 Albuquerque (NM)
Zia Motor Lodge
De Anza Motor Lodge
Crossroads Motel
ed altre locations
This Is What It Feels Like Videoclip 2013 Armin van Buuren Bagdad Cafè (Newberry Springs), Roy’s Cafè, Amboy (CA)
Hero Videoclip 2001 Enrique Iglesias Roy’s Cafè, Amboy (CA)
Driving Videoclip 2018 Emma Lee Vari posti da Tulsa (OK) a Santa Monica
Spicifrin Boy Videoclip 2010 Zucchero Historic Seligman Sundries (Seligman, AZ)
The Lost Art Of Keeping A Secret Videoclip 2000 Queens Of The Stone Age Roy’s Cafè, Amboy (CA)
Good Guys Videoclip 2020 Lany Roy’s Cafè, Amboy (CA)
Life is a highway Videoclip 2015 FM Hotel Melrose, Barstow Pharmacy (Barstow anno 1954 – CA) tratto da “Show ‘Em the Road 1954 Mobilgas Film”

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Immagine  —  Pubblicato: ottobre 1, 2016 in Foto

Io sono la US Highway 66

Pubblicato: settembre 29, 2016 in Route 66

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Luogo e data di nascita:
Springfield (Missouri), 30 Aprile 1926

Data di nascita ufficiale:
11 Novembre 1926

Nome di battesimo:
US66

Come avrebbero voluto chiamarmi:
US60, US62

I miei soprannomi:
The Main Street of America, The Great Diagonal Way, Will Rogers Highway ed anche Bloody 66. Ma per tutti io sono la sola ed unica Mother Road!

Stati che beneficiano del mio passaggio:
sono 8: Illinois, Missouri, Kansas, Oklahoma, Texas, New Mexico, Arizona, California

Città da cui parto:
Chicago (Illinois)

Città dove arrivo:
Inizialmente Los Angeles (California), successivamente hanno reclamato la mia presenza a Santa Monica (California)

Estensione del mio percorso:
E’ difficile da stabilire con certezza, sono molto irrequieta ed ho cambiato spesso percorso negli anni. Fidiamoci del Midpoint, 2.278 miglia (3.666 Km)

Caratteristiche:
Sinuosa, irrequieta, semplicemente irresistibile.

Età:
Non è educato chiedere l’età ad una signora, ma poiché ho accettato di dare la mia data di nascita, il calcolo è facile: sono 90 e ben portati!

Data del pensionamento:
27 Giugno 1985. Ma una leggenda non va mai in pensione!

Ora non sono più semplicemente la US Highway 66, io sono storia:
sono la Historic Route 66!

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Da venerdì 23 Settembre 2016 c’è un motivo in più per fermarsi a Winslow (Arizona), la piccola comunità lungo la US Highway 66.

In occasione dell’annuale “Standing on the corner park festival” è stata inaugurata una statua dedicata a Glenn Frey (venuto a mancare lo scorso gennaio), membro degli Eagles e co autore assieme a Jackson Browne del pezzo “Take it easy”.

Una strofa del pezzo è un tributo alla piccola comunità di Winslow:

Well, I’m a standing on a corner in Winslow, Arizona, such a fine sight to see,
It’s a girl, my Lord, in a flatbed Ford slowing down to take a look at me.

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The Pony Bridge (Oklahoma)

Uno dei ponti storici più famosi e longevi della Route 66 (inaugurato agli inizi degli anni 30), il Pony Bridge di Bridgeport (Oklahoma), sta per essere definitivamente chiuso al traffico.

Le condizioni del ponte non permettono un utilizzo in sicurezza ed il dipartimento dei trasporti dello stato dell’Oklahoma ne ha pertanto deciso la prossima chiusura.

Verrà tuttavia lasciato disponibile agli appassionati viaggiatori della Route 66 che potranno visitarlo attraversandolo a piedi.

Route 66. Il Roy’s Cafè (Amboy, CA)

Pubblicato: settembre 18, 2016 in Route 66

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Subito dopo la costituzione della US highway 66, per velocizzare la realizzazione dell’intero percorso da Chicago a Los Angeles, sono stati utilizzati alcuni tratti di strade storiche.

È il caso, ad esempio, dell’Ozark Trail Road, nei territori del Missouri, Oklahoma, Texas e New Mexico, della IL4 in Illinois o della National Old Trails Road dal New Mexico fino a Los Angeles attraverso il deserto del Mojave.

Erano strade sterrate e non adatte a lunghe percorrenze, così come del resto non lo erano le poche automobili circolanti in quel periodo.

Il treno era ancora il mezzo più veloce e sicuro per spostarsi.

Con la diffusione dell’automobile come mezzo di locomozione di massa e la conseguente definizione di un moderno piano di autostrade interstatali, gli USA hanno dato vita ad un nuovo modo di concepire i viaggi.
La Main Street of America, ha cominciato quindi ad organizzarsi per fornire ai viaggiatori tutto quello di cui avevano bisogno durante il viaggio.

Una strada più sicura e confortevole, grazie al completamento della pavimentazione dell’intero percorso, servizi di assistenza per le automobili ed anche per i viaggiatori.

La concentrazione di queste attività era diventata molto elevata in alcuni suoi tratti, mentre in altri la loro presenza rappresentava una vera e propria oasi.

È questo il caso del Roy’s Cafè di Amboy in California, un locale ed una piccola comunità situate nel tratto desertico della National Old Trail Road, una delle antenate della US Highway 66, inclusa nel suo percorso dopo il 1926.

La zona intorno ad Amboy, è stata, verso la fine del 1800, un’importante sede di estrazione del sale, attività questa che ha permesso la nascita della piccola comunità e, qualche anno più tardi, la realizzazione di una stazione ferroviaria.

Amboy è la prima delle Alphabet Towns, la serie di comunità, identificate con dei nomi in ordine alfabetico, che dal deserto del Mojave arrivavano fino al confine con l’Arizona (Amboy, Bolo, Cadiz, Danby, Essex ecc.).

Il crescente business derivante dall’aumento dei viaggiatori lungo quel tratto desertico, convinse un agente di polizia della zona, Roy Crowl, ad aprire ad Amboy un’attività commerciale.

Un’attività tra le più diffuse ed utili in quegli anni di pionierismo automobilistico: un officina meccanica ed una gas station.
Nel 1938 nasceva il Roy’s Garage che, assieme ad altre attività lungo la Main Street della piccola Amboy, ha permesso alla comunità di conoscere anni di discreta prosperità a dispetto della difficile collocazione geografica.

Siamo verso la fine degli anni 30, e quella era ancora un’America a conduzione familiare.

Pochi anni dopo, in società con quello che presto sarebbe diventato suo genero, Roy ha aggiunto alla stazione di servizio un Cafè ed un piccolo Motel.

Il Roy’s Garage si era quindi trasformato, assumendo il nome che ancora oggi identifica una delle icone più famose della Route 66: il Roy’s Motel and Cafè.

Qualche anno più tardi, nel 1958, è stata inoltre realizzata la sua famosa insegna, una delle più amate e fotografate dell’intero percorso della Strada Madre.

Gli affari per il Roy’s Cafè andavano a gonfie vele negli anni d’oro della Main Street of America ed il personale operante nella struttura arrivò a contare una settantina di persone circa.

Ma, come è accaduto un po’ ovunque lungo il percorso della Mother Road, il destino per quell’oasi nel deserto del Mojave era segnato.

Con l’apertura della Interstate 40, agli inizi degli anni 70, il traffico dei viaggiatori lungo quel tratto di Route 66 si interruppe repentinamente gettando Amboy nell’oblio.

Progressivamente le circa 700 persone che vivevano in quella piccola cittadina nel deserto, cominciarono ad abbandonarla al suo inevitabile destino.

Con la nuova e più veloce intestate nessuno aveva più l’interesse a percorrere quella striscia d’asfalto nel deserto.

Il Roy’s Cafe e la comunità di Amboy, entrambe di proprietà della famiglia di Roy, hanno subito, negli anni successivi all’apertura della I40, alcuni cambi di gestione.

Le principali attività del Roy’s Cafè erano ormai cessate ed i nuovi gestori hanno cercato di sfruttare l’appeal di quella che era ormai diventata una “sinistra” ghost town nel deserto, provando ad attirare gli investimenti del mondo dorato di Hollywood.

Ad Amboy, e nel Roy’s Cafè, sono stati realizzati dei film (The Hitcher – La lunga strada della paura), spot pubblicitari ed anche videoclip musicali (Enrique Iglesias – Hero).

Nel 2005 sia Amboy che il Roy’s Cafè, sono stati acquistati, per 425.000, dollari da un imprenditore proprietario di una famosa catena di fast food.

L’intento dell’imprenditore, tra l’altro anche proprietario del primo McDonald’s di San Bernardino in California, oggi un museo, era di riportare Amboy ai fasti di un tempo, riaprendo il Cafè ed il motel.

Ad oggi il solo Cafè e la stazione di servizio hanno ripreso regolarmente a funzionare ed Amboy conta in totale 4 abitanti, i gestori del locale.

Amboy è una ghost town, come tante altre lungo il percorso della Route 66; il mitico cafè, la stazione di servizio, l’ufficio postale (tutti funzionanti), la scuola e poco altro sono gli unici legami col passato ancora visibili ai viaggiatori.
Ma del Roy’s Cafè resta anche il suo irresistibile fascino, qualcosa che nessuno, neanche la modernità potrà mai usurpare.

Route 66. Hackberry General Store (AZ)

Pubblicato: settembre 11, 2016 in Route 66

 

L’apertura al traffico delle interstates ha avuto un effetto devastante per vita delle piccole comunità della  US Highway 66.

La gente le ha rapidamente abbandonate, lasciando dietro di se solo il ricordo di quello che sono state ed il glorioso asfalto che le attraversava ha repentinamente cessato di fornire supporto ai viaggiatori.

Il tratto da Seligman a Kingman è stato tra quelli che più di altri ha sofferto di questa forzata abdicazione.

Le cittadine di Truxton, Peach Springs, Hackberry e Seligman hanno subito con violenza l’abbattersi del vento della modernità.

Questo è il tratto di strada che ha ispirato la Radiator Springs di Cars e che ospita la Seligman di Angel Delgadillo.

Un tratto che, a differenza di altri sopravvissuti all’ombra delle moderne highways, si allontana dalla I40, quasi a volerne sottolineare orgogliosamente la differenza: un pezzo di asfalto senza storia non può confondersi con quella che sarebbe presto diventata la Historic Route 66.
Ed è qui, non molto distante da Kingman, che appare quella che probabilmente è tra le icone più famose della Route 66: l’Hackberry General Store.

Hackberry è stata una piccola comunità cresciuta grazie alle miniere di argento ed alla ferrovia, oltre che al traffico della vecchia highway.
Il locale, costruito negli anni 30 con il nome di Northside Grocery, forniva alla comunità quei servizi primari che altrimenti sarebbero dovuti arrivare da Kingman.

E’ stata anche una stazione di servizio, rimasta operativa fino al 1978, quando la I40 prese il posto della Main Street of America.

Dopo alcuni anni di chiusura, nel 1992 il locale fu rilevato da una delle personalità più amate dal popolo della Mother Road: l’artista itinerante Bob Waldmire.
Bob, che ha avuto legami fortissimi con la Route 66 (la sua famiglia è anche proprietaria del famoso Cozy Dog Drive Inn di Springfield, Illinois) ne ha fatto una sorta di piccolo museo, di tourist information e gift shop, rendendolo quello che è ancora oggi.

Qualche anno più tardi, nel 1998, Bob ha venduto il locale che comunque ha continuato ad incuriosire ed estasiare i viaggiatori.
Il tempo, in quell’angolo di Arizona, sembra essersi fermato: vecchie automobili, pompe di benzina, insegne, sembrano oggetti vivi che trasmettono passione.

Passione come quella di Amy, la donna che agli inizi del 2016 ne ha rilevato la proprietà.
Non c’è più l’iconica corvette del 57, emblema principe di quel tempo glorioso a cui appartiene la Mother Road, ma il fascino di questo luogo rimane intatto.

L’Hackberry General Store è senza dubbio un’icona che ci racconta, con il suo modo ingenuo e stravagante, di un tempo in cui la vita era più semplice ed i motori ruggivano solo sulla US Highway 66.

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Il 23 & 24 settembre 2016 a Kingman (AZ) lungo la Historic Route 66, si terrà l’annuale festival “Best of the West on 66 Fest”.
Il calendario è denso di eventi, concerti e parate di auto d’epoca.
Per coloro che si trovano in viaggio lungo la Route 66 è sicuramente un evento da non perdere.
Per informazioni:

http://www.gokingman.com/event-best-of-the-west-on-66/

http://us13.campaign-archive1.com/?u=144e91ba7cc2102796ac7849f&id=3bbf028ad4

Route 66 2016 – “End of the trail”

Pubblicato: agosto 31, 2016 in Route 66

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Finisce il mio viaggio.
Ho completato per la seconda volta il percorso della Route 66 ed a breve inizierò ad organizzare il mio terzo per il prossimo anno.
Maggio dovrebbe essere il mese.
È stato il viaggio degli incontri e delle sorprese.
La Route 66 mi si e mostrata nella sua veste migliore,  con il suo meraviglioso popolo come ambasciatore.
È stato emozionante scendere dalla macchina al Blue Swallow e vedere il mio amico del Missouri venirmi incontro per salutarmi,  incontrare Jim e sentire dalla sua viva voce quello che tante volte ho letto nei suoi libri sulla Route 66, vedere tanta gente al party incuriosita dalla mia passione per la ”loro” icona, vedere l’emozione di un uomo leggendario quando gli ripetevo le sue frasi.

“We, the people”, è solito ripetere Angel Delgadillo, e me ne ha spiegato il significato.
Noi possiamo ottenere grandi cose se solo lo vogliamo, superando difficoltà ed imprevisti, semplicemente credendoci fino in fondo.
La Route 66 e la sua gente sono una cosa sola: una straordinaria combinazione di emozioni e di passione.
Non sei mai un estraneo quando percorri quella strada, sei uno di loro.
Sei parte del popolo della US Highway 66, e lo sarai per sempre.

Route 66 & WEST – LIVE (2016)

Pubblicato: agosto 30, 2016 in Uncategorized

San Francisco, ultimo giorno di viaggio.

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Sorgente: Route 66 & WEST – LIVE (2016)