12 - Tucumcari - Shamrock


28 Agosto 2019. Route 66: “Tucumcari – Shamrock”

Non è mai semplice lasciare il Blue Swallow.
Non è solo un motel, è pura poesia.
La mattina ha seguito lo stesso schema del passato: sveglia presto, macchina fotografica al collo e lato della Route 66 da percorrere per immortalare il suo risveglio.
Il cielo era coperto e quindi i colori dell’alba sono stati soffocati dalle nuvole.
Ma è stato bello lo stesso.
E poi, come tradizione, colazione al Kix on 66 prima di impacchettare tutto e partire.
Il saluto con Nancy e Kevin è stato come sempre caloroso.
Ci rivedremo presto di sicuro.
Sono davvero due splendide persone.
Una fermata al museo della Route 66 di Tucumcari ed un successivo stop al Russel’s Truck travel center di Glenrio, per un saluto a Jerry, hanno dato il definitivo via alla giornata.
E poi i classici midpoint, con torta annessa, Cadillac Ranch e le prime stazioni di servizio del Texas che si incontrano arrivando da ovest.
Nel tardo pomeriggio sono arrivato a Shamrock, al Western motel.
Il titolare, mio amico su Facebook, mi ha riservato la stanza proprio di fronte allo splendido U-DROP IN, che, con le prime luci della sera, ha cominciato ad illuminare la vecchia highway.

Affacciarsi sulla Route 66 è una bella sensazione.

 

11 - Abilene - Tucumcari


27 Agosto 2019. Deep South: “Abilene – Tucumcari”

E sono 6.
6 volte a Tucumcari ed al Blue Swallow Motel.
Eppure, nonostante possa definirmi ormai un veterano sono arrivato al motel emozionato.
E’ il posto che amo di più lungo la Route 66.
È stata una giornata di viaggio, Abilene serviva solo per spezzare i tanti km che avrei dovuto percorrere per raggiungere Tucumcari.
Solo oggi sono stati 560 km percorsi tra le pianure texane.
Il clima alla partenza era decisamente più fresco del giorno prima ed un vento forte gettava violentemente sulle macchine le gocce di pioggia che cadevano copiose.
Man mano che ci si allontanava da Abilene la temperatura scendeva fino ad arrivare ai 20 gradi circa di Tucumcari.
Per me che amo il fresco migliore accoglienza non poteva esserci.
Ma è comunque nulla in confronto a quella che Nancy e Kevin più tardi mi avrebbero fatto.
Sono arrivato a Tucumcari da sud, un arrivo insolito quindi, non percorrendo la Route 66 come le volte precedenti.
Ma come le volte precedenti ho ascoltato un pezzo dalla colonna sonora di Cars, Find yourself di Brad Paisley.
Sono arrivato lentamente al motel, godendomi lo scenario intorno a me.
Ed una volta parcheggiato di fianco all’insegna la stessa scena delle volte precedenti si é ripetuta, ma ancora più lentamente, quasi a voler fermare quei momenti.
Mi ha accolto Nancy e dopo aver chiacchierato un po’ nella lobby mi ha annunciato la sorpresa.
Mi hanno regalato un upgrade di stanza, permettendomi di soggiornare nella Lillian Redman Suite, la più bella, quella dedicata a miss Lillian.
Miglior sorpresa non potevo avere.
Comincio a fotografarla, prima di invaderla con i bagagli, e giro la prima diretta.
E poi ancora un giro per Tucumcari e le sue splendide icone.
Sono felice di vederle ancora una volta, e credo che un po’ lo siano anche loro nel vedere me.
Vorrei che le giornate a Tucumcari ed al Blue Swallow non terminassero mai, ed anche questa volta non ho voglia di chiuderla qui.

10 - San Antonio - Abilene


26 Agosto 2019. Deep South: “San Atonio – Abilene”

Il clima si è sostanzialmente modificato.
Dal caldo umido siamo passati al caldo torrido secco.
Nel pomeriggio ad Abilene siamo arrivati a 43 gradi, sembrava di avere un gigantesco phon puntato addosso.
Continua la fase di avvicinamento alla Route 66.
Dopo una mattinata trascorsa a San Antonio, tra il coinvolgente The Alamo e la sua storia, parte fondamentale di quella dell’intero stato del Texas, ed una passeggiata sul River Walk, un corridoio che si snoda intorno al fiume, sono partito per Abilene.
Si attraversa la campagna texana, incrociando ogni tanto alcune cittadine dall’architettura tipica di queste parti.
Tutto è davvero ben curato nonostante queste cittadine siano ben lontane da qualsiasi giro turistico.
Quella di Abilene è esclusivamente una tappa di transito senza particolari pretese.
Da ricordare qui ci sarà solo, come detto, il caldo torrido, ma anche un’ottimo filetto mangiato al Texas Roadhouse, una steak house tipicamente texana.
Domani percorrerò una delle tappe più lunghe del viaggio, oltre 500Km, al termine dei quali incontrerò ancora una volta una mia vecchia amica: la US Highway 66.

 

09 - Houston - San Antonio


25 Agosto 2019. Deep South: “Houston – San Antonio”

A volte facciamo fatica a ricordarci cose fatte il giorno prima ma spesso riusciamo a tirar fuori dai cassetti della nostra memoria ricordi lontanissimi.
Spesso sono ricordi confusi di eventi poco significativi della nostra infanzia.
O magari non lo sono.

Oggi la giornata è stata dedicata allo Space Center della NASA a Houston.
Un posto emozionante.
Un luogo le cui opere, perché in fondo di questo si tratta, restituiscono la potenza di questo paese e, più importante, la straordinaria capacità dell’uomo di superare ostacoli apparentemente invalicabili.
L’affascinante descrizione della vita degli astronauti a bordo delle navicelle spaziali ne è un esempio.
L’umidità dei capelli, dopo un particolarissimo modo di farsi lo shampoo, viene catturata da sensori collegati ad una macchina che la trasformerà in acqua da bere, cosi come tutti gli altri liquidi corporei.
Tutto ciò fa riflettere su cosa l’uomo potrebbe fare quaggiù, sulla terra, se solo lo volesse.
Lo Space Center è un misto tra gioco e scienza, dove l’uno e funzionale all’altra per perseguire l’obiettivo di far arrivare il suo messaggio a tutti, adulti e bambini.
La visita alla Mission Control Room della missione Apollo 11 è stato un momento emozionante.
Un perfetto stargate all’interno della mia memoria.
Ricordo immagini confuse su un televisore in bianco e nero ed io, che avevo poco più di 2 anni, in braccio a mio padre seduto sul divano che chiedevo quale fosse il sole e quale la luna tra quei due goffi figuri che saltellavano qua e la sullo schermo.
Ricordo solo questo, ed è un ricordo custodito con amore e che ogni tanto salta fuori da uno dei miei cassetti.
Come è accaduto oggi.
E poi la sala controllo della prossima missione sulla Luna e quella su Marte, lo Space Shuttle e la Stazione Spaziale Internazionale.
Lo Space Center è un posto davvero affascinante.
Il tempo anche qui ha fatto le bizze, dal sole della mattina si è passati ad un nubifragio mentre eravamo nello Space Center.
Ma questo non ha limitato la voglia di curiosare tra il passato ed il futuro dei voli spaziali.

Ed ora sono a San Antonio, ancora Texas, ancora un pezzo importante di storia di questo paese.

Domani, dopo una visita ad Alamo, si andrà verso nord.

08 - New Orleans - Houston


24 Agosto 2019. Deep South: “New Orleans – Houston”

Recentemente ho letto un post riguardo alla Route 66, dove veniva suggerito di percorrere l’interstate perché un certo tratto della Mother Road non era nulla di speciale.
Tralasciando il fatto che qualsiasi tratto della Mother Road, anche il più insignificante (e non ce ne sono) vale più di qualsiasi interstate, percorrere quest’ultime è decisamente alienante.

Oggi giornata di viaggio, da New Orleans mi sono spostato a Houston, oltre 500km quasi tutti percorsi sulla Interstate 10.
Un’esperienza, appunto, alienante.
Ho dovuto far ricorso a tutte le mie energie e ad un paio di Redbull per restare sveglio.
Guidare sulle interstate è per chi non ama guidare.

Con oggi inizia la fase di avvicinamento alla Route 66.
Houston, San Antonio ed Abilene sono il giusto compromesso per evitare di percorrere inutilmente tanti km per raggiungere, dal profondo sud, la Mother Road.
Sono un giusto compromesso perchè, soprattutto a Houston ed a San Antonio, ci sono belle cose da vedere.
Domani trascorreremo la mattinata allo Space Center della NASA e lunedì, a San Antonio, ci si concentrerà soprattutto su Alamo.

Non c’è stato tempo per fare molto oggi qui a Houston, solo una rigenerante passeggiata al Buffalo Bayou Park, utile per sgranchire le gambe e scattare qualche foto allo skyline, soprattutto di notte.
Gli skylines delle città americane sono quasi sempre affascinanti da vedere ed interessanti da fotografare.

 

07 - New Orleans


23 Agosto 2019. Deep South: “New Orleans”

Quando si viaggia si è alla costante ricerca di emozioni che, una volta a casa, si ricordano con nostalgia, provando, al solo pensiero, le stesse sensazioni di quando le hai vissute.
Non c’è nessun elisir più potente della musica per staccarti dalla tua realta e riportarti al passato.
Tutti i miei ricordi sono legati ad un brano musicale.
Per questo, per rendere nei miei ricordi un viaggio distinguibile un altro, per attribuirgli un marchio indelebile che lo renda riconoscibile, prima di partire acquisto cd che so mi possono piacere ma che non ascolterò prima di essere on the road.
Alla fine del viaggio, una volta a casa, mi basteranno poche note di una canzone per farmi battere il cuore.
Anche quest’anno ho fatto così.
Ma sono ancora qui e non c’è spazio per nient’altro se non per le emozioni che sto vivendo.
Emozioni come un’escursione su una piccola barca nel Bayou.
Una bellissima esperienza, un’immersione nella natura selvaggia delle paludi della Louisiana.
Ero indeciso se farla o meno, ma per fortuna ho fatto la scelta giusta.
E’ stato emozionante e sorprendente.
Un’escursione davvero molto bella che vale la pena fare, condita dalle tante informazioni che la bravissima guida mi ha dato.
New Orleans.
Come ho scritto, non amo le città americane, non amo il caos, la smodata frenesia che le avvolge.
Ma lei, New Orleans è diversa.
Ho aspettato ovviamente la fine di questi 3 giorni e mezzo per farmi un’idea definiva.
E questa idea è positiva.
New Orleans è molto bella, ti rapisce.
È multiforme.
Il garden district è pura poesia, un posto magico.
Vedi le case e pensi che costruzioni come quelle ci sono solo nelle fiabe.
All’inizio del soggiorno qui dicevo: “facciamo tutto il possibile perché non credo ritorneremo”, ma adesso non sono più così sicuro di quella mia frettolosa affermazione.
Gli aspetti negativi sono quelli comuni a tutte le grandi città americane, e sono frutto di una società troppo competitiva e forse poco attenta agli ultimi.
Ma queste sono considerazioni che meriterebbero un discorso a parte e che poco avrebbero a che fare con un semplice diario di viaggio.
Comunque la città mi è piaciuta molto, ed è anche un ottimo punto di appoggio per visitare le tante piantagioni della zona.

Non escludo che un giorno possa tornare, ma intanto domani riprenderò il viaggio.

Direzione west.

 

07 - New Orleans


22 Agosto 2019. Deep South: “New Orleans”

È un viaggio dalle tante sfumature quello di quest’anno.
Da Atlanta fino a New Orleans, dove mi trovo ora, percorrendo vari sentieri musicali.
Dal country di Nashville, al rock’n’roll ed al blues di Memphis e della 61, al jazz per le strade di New Orleans.
Fra qualche giorno, la “mia” 66.
In mezzo a tutto ciò i memoriali dedicati a Martin Luther King ed alla sua lotta per i diritti civili.
Qui in Louisiana sto ripercorrendo l’antefatto che ha portato all’avvio di questa lotta, attraverso la visita ad alcune piantagioni che raccontano la deportazione di migliaia di uomini e di donne dall’Africa e la loro riduzione in schiavitù.
Ieri quegli anni li ho “ripercorsi” dal punto di vista dei proprietari delle piantagioni, con la Oak Alley Plantation, ed oggi l’amaro punto di vista degli schiavi, visitando la Whitney Plantation.
Visitare la Whitney Plantation è un’esperienza toccante, amara ed illuminante.
90 minuti immersi in quegli anni raccontati attraverso ricostruzioni storiche e testimonianze lasciate da coloro che quegli anni li hanno vissuti.
La Whitney Plantation sarà uno dei picchi di questo viaggio.
Un luogo che resta nel cuore.

E poi ancora New Orleans.
Ancora il sorprendente, stupendo Garden District.
Piccoli vicoli cinti da un insieme di bellissime case in stile coloniale incastonate tra gli alberi.
Passeggiare lungo quei vicoli è rigenerante.

Il caldo oggi è sembrato più intenso di ieri, ma non così tanto da creare ostacoli alla mia voglia di godermi fino in fondo questa bellissima avventura.

07 - New Orleans


21 Agosto 2019. Deep South: “New Orleans”

A volte dopo i miei viaggi negli USA ho davvero bisogno di ferie.
La giornate sono sempre molto lunghe e piene, con tante ore di macchina o interminabili camminate.
Lo spazio ed il tempo, quando si è qui, hanno un ordine di grandezza diverso rispetto al nostro.
Dopo un’ora di macchina da New Orleans sono arrivato alla Oak Alley Plantation.
È una piantagione molto famosa grazie ai molti film che l’hanno vista come protagonista, tra cui forse quello più conosciuto è “Intervista col vampiro” il film basato su un romanzo di Anne Rice ed interpretato da Tom Cruise, Brad Pitt, Christian Slater ed Antonio Banderas.
La villa è meravigliosa, è visitabile anche l’interno con una guida davvero molto brava nel raccontare la storia di quel luogo e delle famiglie che l’hanno posseduta.
Il viale poi, da solo vale il prezzo del biglietto.
Un corridoio di circa 200 metri con ai lati due file di enormi querce secolari i cui rami si intrecciano a formare una sorta di ponte.
La vista della villa e del viale sono suggestive.

Il clima ha cominciato a fare le sue bizze di stagione, gia la mattina alla partenza per la piantagione aveva piovuto, un acquazzone consistente che si è spento dopo pochi minuti per far posto di nuovo ad un sole tenue.
Un favore all’umidità.
Dopo la Oak Alley si decide per una passeggiata nel sontuoso Garden District, una zona residenziale con una serie di splendide ville in stile coloniale.
E poi decidiamo di chiudere qui questa giornata.
Adoro questo viaggio, ma al ritorno avrò bisogno di ferie.

06 - Memphis - Natchez


20 Agosto 2019. Deep South: “Natchez – New Orleans”

Partiamo da ieri: la Brandon Hall Plantation.
Sono arrivato alle 20.30, era buio, il cancello si è aperto automaticamente dopo aver  inserito un codice, il portone della villa anche, e appena l’ho aperto la meraviglia.
Stamattina, come previsto, sveglia presto per immortalare tanta bellezza con i primi raggi del sole che si facevano strada tra gli alberi.
Le foto fatte col cellulare, quelle che posto qui, non rendono l’idea.
Ho passeggiato intorno alla villa scortato dai due gatti dal pelo rosso che mi avevano accolto ieri sera.
A volte mi superavano per saltare su un vaso in attesa che mi avvicinassi per coccolarli.
Io adoro i gatti e magari loro se ne sono accorti.
E poi una splendida colazione insieme agli altri ospiti.
Eravamo 8, una coppia di ragazzi spagnoli e gli altri tutti americani.
Dopo alcuni suggerimenti del gestore della struttura, riguardo a come trascorrere il resto della giornata in zona, passo un’altra ora intorno alla villa a scattare foto ed a filmare la consueta “diretta”, sempre immancabilmente scortato dai due gatti rossi.
Abbiamo lasciato la Brandon Hall più tardi del previsto.
La giornata è proseguita con un giro a Natchez, lungo il fiume e tra le ville e poi via verso New Orleans, dove mi trovo adesso.
Non ho avuto modo di “apprezzare” il clima torrido di queste parti, poiché alle 18, ora del mio arrivo, la temperatura e l’umidità non erano male.
Ma so che non durerà, di giorno, con il sole, non sarà la stessa cosa.
Un veloce giro nel quartiere francese non è stato sufficiente per farmi un’idea della città.
Io parto da due presupposti di base:
Non amo le città americane
Non amo il casino

New Orleans è ovviamente americana e nel quartiere francese il casino è ai massimi livelli.

Tuttavia non ho avuto sentimenti ostili ad un primo sguardo, è questo è un buon segnale.

 

 

05 - Memphis - Natchez


19 Agosto 2019. Deep South: “Memphis – Natchez”

Oggi è cominciato l’avvicinamento a New Orleans attraverso la US Hwy 61, la Blues Hwy.

La giornata comincia con un contrattempo, una ruota bucata che complessivamente, tra la sostituzione col ruotino e la ricerca di un gommista mi ha fatto perdere un paio d’ore.

Il viaggio ne ha risentito, soprattutto perché alcune cose ho dovuto saltarle.

Comincio a Memphis con il museo dei diritti civili, realizzato nel Lorraine Motel, dove nell’aprile del 1968 veniva assassinato Martin Luther King, per poi proseguire verso sud sulla 61 sulle tracce degli eroi del Blues.

Il visitor center di Tunica, con il suo museo, e poi Robert Johnson, tra il crossroads ed i cimiteri che ne rivendicano le spoglie, sono state tra le tappe di oggi.
Il clima comincia ad essere quello tipico di queste parti: ancora più caldo ed ancora più umido.

Arriviamo verso le 20 a Natchez, alla Brandon Hall Plantation, una villa dell’800 dove passerò la notte.
La villa è splendida e domani prevedo di svegliarmi presto per scattare qualche foto all’alba.