Qualche foto scatta a Cartes, Punta del Dichoso.


Qualche foto scatta al Faro de Cabo Ajo e Santander.

Due brevi video dei primi giorni di viaggio:


Qualche foto scatta a Santillana del Mar e Playa de Barnejo-Berrellín.


Qualche foto scatta a Mundaka, Santander, San Juan de Gaztelugatxe.

Addio Fran.

Pubblicato: agosto 17, 2025 in Route 66, Route 66 news

Qualche giorno fa è venuta a mancare Fran Houser, una delle personalità più belle della Route 66, ispiratrice del personaggio di Flo del V8 Cafè di Cars.

Aveva 81 anni.

Fran al tempo della realizzazione di Cars gestiva il Midpoint Cafè di Adrian in Texas, e fu proprio lei ad attribuirgli quel nome che lo avrebbe per sempre collocato tra gli emblemi della Route 66.

Successivamente, nel 2012, ha venduto il Midpoint Cafè ed ha acquistato il locale adiacente trasformandolo in un elegante gift shop (il Sunflower Station).

Il 20 Giugno del 2021 Fran Houser ha annunciato il nome dei nuovi proprietari del Sunflower Station manifestando quindi l’intenzione di andare in pensione.

L’ho incontrata in uno dei miei viaggi lungo la Route 66 e come sempre accade con il popolo della Mother Road, è stata una bellissima esperienza.

E’ un’altra splendida persona della Route 66 che ci lascia.

Spagna del Nord 2025 – San Sebastian

Pubblicato: agosto 17, 2025 in Viaggi

Qualche foto scatta oggi a San Sebastian.

Spagna del Nord 2025

Pubblicato: agosto 17, 2025 in Viaggi

Quest’anno il viaggio estivo mi ha portato nel nord della Spagna: Paesi Baschi, Cantabria, Asturie e Galizia.

E’ stata una scelta dettata dall’incontro accidentale con una foto su Facebook, una foto che raffigurava delle scogliere che a prima vista mi ricordavano la Norvegia (un paese che amo).

E per colpa di quella foto, il giorno stesso (il 26 dicembre), ho prenotato tutto: voli, macchina ed hotel.

Ed ora sono qui, a Santander, arrivato ieri da Madrid in macchina dopo 4 ore di viaggio, in attesa di cominciare la vacanza armato, come sempre, del mio tour book, di drone, macchina fotografica e Gopro.

My Photography. Chicago

Pubblicato: luglio 26, 2025 in Foto, Route 66, USA, Viaggi

Qualche foto scattata in occasione delle mie 5 volte a Chicago: Where the Mother Road begins.





La Route 66 è da sempre testimone di successi e fallimenti, è così fin dal suo primo vagito, da quell’11 novembre del 1926.

Lei stessa, in fondo, è la realizzazione di un sogno che si è poi dissolto 59 anni dopo.

L’amara citazione di Michael Wallis trova applicazione anche agli anni che stiamo vivendo, caratterizzati da eventi nefasti che hanno minato l’esistenza di tante attività lungo la vecchia highway.

La pandemia da Covid 19, che oggi ci appare come un lontano ricordo, è stata una sorta di spartiacque: c’è chi l’ha superata, chi fatica ancora e chi ne è rimasto vittima.

Il Tumbleweed Grill di Texola in Oklahoma o il più famoso Bagdad Cafe di Newberry Springs in California, sono solo due esempi di attività storiche della Route 66 che ancora faticano a tornare in pista.

Ma sono tante le attività che sono invece sparite per sempre.

E’ il caso del Bono’s Restaurant di Fontana in California, ai bordi della Route 66, noto anche per lo stand a forma di arancia posto di fianco al locale.

Due locali storici in grado di raccontarci come era la vita lungo la vecchia highway nei suoi anni d’oro.

Ci troviamo non molto distanti dalla “Città degli Angeli”, sull’interminabile Foothill Blvd, il lunghissimo viale che conduce il viaggiatore della Route 66 verso il traguardo di Santa Monica.

Fontana ai tempi in cui nacque il Bono’s Restaurant non era ancora una città, ma una vasta distesa di frutteti e di vigneti che grazie al clima mite attirava molti italiani vogliosi di avviare attività che, in qualche modo, risultavano familiari.

La comunità nasce nel 1905 con il nome di Rosena e la sua connotazione agricola restò prevalente fino all’inizio degli anni 40 quando fu realizzata un’acciaieria che portò una svolta decisiva al suo sviluppo.

Nel 1913 Rosena diventò Fontana, dal nome della compagnia che acquistò diversi acri di terreno nella zona, e crebbe intorno alla ferrovia come molte altre comunità lungo la Route 66.

Il Bono’s Restaurant fu avviato qualche anno dopo, nel 1936, da James e Frances Bono, due coniugi originari della Sicilia (peraltro parenti di Sonny Bono ex marito della cantante Cher) che negli anni 20 si trasferirono nella zona per avviare una fattoria con frutteti e vigneti.

Per incrementare le entrate, che con la sola coltivazione erano piuttosto modeste, il 17 luglio del 1936 Frances aprì uno stand lungo la Foothill Blvd (la Route 66) nel quale vendeva arance, limoni e “tutto il succo d’arancia che potevi bere per 10 centesimi”, oltre all’uva ed al vino che i viaggiatori acquistavano a casse.

Tutto era di propria produzione.

Frances chiamò il suo stand Bono’s Hobby Nobby Market trasformato successivamente in Bono’s Italian Market quando, tramite il suocero che periodicamente si recava a Los Angeles per acquistare all’ingrosso prodotti italiani, si cominciò a vendere salumi fatti in casa, pasta, passata di pomodoro ed altre delizie del nostro paese.

L’ulteriore cambio di denominazione in Bono’s Restaurant & Deli si ha negli anni 50 quando Frances cominciò a vendere cibi cucinati, soprattutto spaghetti al pomodoro.

Frances ha gestito il ristorante insieme a suo figlio Joe, nel frattempo diventato avvocato, fino all’inizio degli anni 90 quando è venuta a mancare all’età di 83 anni.

Adiacente al ristorante era presente la Bono’s Historic Orange, uno stand a forma di arancia attraverso il quale si vendevano spremute ed altre bibite agli assetati viaggiatori della Route 66.

Uno stand storico che Joe Bono acquistò negli anni 90 e posizionò di fianco al ristorante (la sua collocazione originale era qualche km ad est del Bono’s Restaurant, sempre lungo la Route 66) al posto di quella originale (in seguito demolita) usata ai tempi in cui sua madre vendeva spremute; la vecchia arancia è uno dei pochi esemplari rimasti che ci ricorda quanto fosse diversa, più romantica rispetto ad oggi, la concezione del viaggio negli anni d’oro della Route 66.

Viaggiare negli anni 40/50 non era un semplice spostarsi rapidamente da un punto “A” ad un punto “B”, ma era parte della vacanza.

Locali come la vecchia arancia, quindi, erano molto popolari lungo le highways americane, per poi sparire del tutto con l’introduzione delle interstates.

La mia esperienza

La struttura che ha ospitato il Bono’s Restaurant è una costruzione storica che risale alla fine del 1800; dopo la cessazione dell’attività è rimasta chiusa per diversi anni fino a quando, nel 2018, un’altra famiglia di origine italiana la prese in gestione da Joe Bono stesso, il figlio di Frances.

Nei miei 4 viaggi lungo la Route 66 (5 relativamente al tratto in California) mi sono sempre fermato davanti alla vecchia arancia ed al ristorante, un modo per rendere omaggio alle due strutture per la piccola storia che raccontavano.

Ad agosto del 2018, mentre mi trovavo nuovamente li davanti per scattare delle foto, vidi avvicinarsi a me un anziano signore dal passo incerto che mi chiese se fossi stato interessato a visitare l’interno del locale.

Quel signore era Joe Bono, il figlio dei fondatori dell’attività.

Accettai con entusiasmo di seguirlo ed una volta entrato mi imbattei in persone che, con fare frenetico, erano intente a sistemare il ristorante spostando oggetti da una parte all’altra del locale.

Il ristorante era in ottimo stato, era evidente che i lavori fossero quasi giunti al termine e che l’attività si apprestava a tornare in vita.

Il rumore del chiacchiericcio prodotto dalle persone impegnate nei lavori aveva qualcosa di familiare.

Erano italiani e forse, avendo capito che anche io lo ero, mentre parlavano cercavano di evidenziare questa loro provenienza.

Mi intrattenni qualche minuto con il Sig. Bono il quale mi mostrò alcune foto d’epoca e mi raccontò la storia del locale.

Noi e Joe Bono

Ad un certo punto fermai quel frenetico va e vieni chiedendo ad uno di loro, in italiano, la sua provenienza.

Con due di loro ci sedemmo in una delle stanze del locale, quella che sembrava ormai pronta per ospitare clienti, e cominciammo a chiacchierare.

Era il mio primo giorno di viaggio quella volta (stavo percorrendo la Route 66 “Eastbound”, da Santa Monica a Chicago) e pensai che non avrei potuto desiderare un inizio migliore.

Erano due componenti di una famiglia originaria della Puglia, padre e figlio, che iniziarono a raccontarmi la loro storia e l’intenzione di aprire in quel luogo storico chiuso dal 1991, un ristorante italiano che avrebbero chiamato “Bella Italia” (il nome definitivo fu in realtà “Bella Italian. Family Restaurant”, ma l’indicazione Bono’s Italian Restaurant fu mantenuta).

Registrai con la mia telecamera quello che  ci siamo detti e questo è un breve estratto di quella chiacchierata:

Avevano in animo di inaugurare il locale alla fine del mese di agosto (io arrivai li a metà mese), ma in realtà riuscirono ad aprire solo nel marzo del 2019.

E’ stata una piacevole chiacchierata al termine della quale ci salutammo con la promessa che una volta aperti sarei passato nuovamente li al ristorante.

Il locale, come detto, aprì ed ebbe anche un buon successo (lo seguivo attraverso le loro pagine social, in quella Facebook è ancora condiviso il video che girai in occasione del nostro incontro), ma l’anno successivo alla loro apertura, come sappiamo, fu un anno funesto a causa della pandemia.

Le restrizioni introdotte per arginare la diffusione del contagio furono fatali per la nuova attività.

Nel mese di dicembre del 2020, inoltre, Joe Bono venne a mancare e, dalle informazioni che ho raccolto, i gestori avviarono una raccolta fondi poiché il nuovo proprietario chiese loro di acquistare la struttura ad un prezzo molto importante e qualora non avessero provveduto avrebbero dovuto lasciare il locale entro 30 giorni.

Purtroppo il locale non fu acquistato e l’attività chiuse.

Oggi dell’eredità del Bono’s Restaurant non resta niente.

La struttura ospita un ristorante peruviano ma non ci sono all’esterno indicazioni che la riconducano al suo passato.

E’ un peccato, ma purtroppo sono sempre di più i locali storici lungo la Route 66 che, quando va bene, perdono la propria identità attribuendosene una nuova senza storia, e quando va male vengono demoliti.

Anche la vecchia arancia ha cambiato sede, è rimasta sempre a Fontana ma non più lungo la Mother Road.

E’ amaro constatare quanto sia vero che “La Route 66 è la strada dei sogni realizzati e dei sogni perduti“, tuttavia mi resta il piacere di aver vissuto una bellissima esperienza venendo in contatto con i nuovi temporanei gestori di un locale storico e con Joe Bono, una persona che di quella storia è stato protagonista.



Route 66. Bent Door Cafè (Adrian, TX)

Pubblicato: aprile 20, 2025 in Route 66

Adrian non è solo il Midpoint ed il suo famoso cafè.

La piccola comunità texana, resa famosa tra i viaggiatori della Route 66 proprio dal popolare cartello che indica che la metà del percorso della vecchia highway è ormai alle spalle e che per arrivare alle sponde del Pacifico l’altra metà aspetta di essere percorsa, ha tante altre piccole perle da mostrare.

Tra queste, poco più ad est del midpoint, ci sono le rovine della Phillips 66 Gas Station con annesso il Bent Door Cafè, un locale chiuso dalla curiosa porta piegata.

Seppur non altrettanto famose quanto il midpoint, è sempre piacevole fermarsi qui per scattare qualche foto immaginando di trovarsi negli anni d’oro della Route 66 mentre si è fermi per un pieno di benzina ed una bibita.

Il Bent Door risale agli anni 20 del secolo scorso ed occupa una parte di quello che in precedenza è stato il Kozy Cottage Camp, un motel con una stazione di servizio ed un cafè.

Negli anni 40 il locale e la sua stazione di servizio erano così popolari da restare aperti aperti 24 ore su 24.

Nel 1947 entrambi furono distrutti da un incendio, mentre i bungalow della struttura ricettiva si salvarono e l’attività proseguì con il nome Adrian Court.

Verso la fine degli anni 40 Robert Harris, un reduce della seconda guerra mondiale, acquistò il luogo dove sorgevano il cafè e la stazione di servizio con l’obiettivo di realizzare il sogno di costruire un nuovo locale e di portarlo a diventare una delle attrazioni più popolari della Route 66.

Robert ampliò la struttura utilizzando dei materiali acquistati all’asta dall’aeroporto militare di Dalhart, in corso di dismissione, in particolare la parte superiore della torre di controllo che includeva delle finestre inclinate per la visualizzazione delle piste.

Robert utilizzò questa insolita parte dell’aeroporto come frontale della sua attività inserendo una “porta piegata” con la stessa inclinazione delle finestre, una bent door appunto.

Nonostante il nome con cui lo conosciamo oggi sia chiaramente mutuato dalla curiosa porta piegata, il locale non fu mai ufficialmente chiamato Bent Door Café.

Ci fu una grande festa per l’inaugurazione del locale che però fu chiuso il giorno successivo poiché Robert lasciò Adrian e partì per la Germania.

L’attività fu quindi ceduta dalla madre di Robert ad un nuovo gestore che, all’inizio degli anni 60, la chiamò Tommy’s Café.

Il locale fu molto popolare in quegli anni e la sua curiosa architettura, unita al buon cibo, erano un forte richiamo per i viaggiatori che attraversavano la piccola Adrian.

Il Tommy’s Cafè fu operativo fino al 1972 quando chiuse definitivamente, vittima di quel progresso rappresentato dall’introduzione delle nuove interstate highways, nello specifico di questa zona la I40.

Il locale fu quindi venduto ed i nuovi proprietari lo lasciarono andare in rovina fino a perderlo per il mancato pagamento delle tasse.

Nel 1995, quando il Tommy’s Cafè era ormai chiuso da tempo, Robert lo riacquistò per scongiurarne la demolizione; gli organi di governo della contea deliberarono infatti il suo abbattimento qualora il locale non fosse stato riaperto.

Robert lavorò giorno e notte per restaurare il locale e fissò come data per la sua riapertura il 9 settembre del 1995.

Tuttavia il cafè non fu mai riaperto. Ma neanche demolito.

Nel luglio 2006 Roy e Ramona Kiewert, proprietari anche del Fabulous 40 Motel, ubicato di fianco al Midpoint Cafè, acquistarono la struttura con l’intenzione di restaurarla e di riaprirla al pubblico, cosa che per il momento (2025) non è ancora avvenuta.

Il Bent Door Cafè, aperto o chiuso, è comunque un importante pezzo di storia di Adrian e della Route 66, perchè ci racconta di un sogno, quello di diventare parte dell’highway più famosa d’America attraverso un’iniziativa bizzarra, come quella di utilizzare un pezzo di una torre di controllo aereo per costruire un diner.

La Route 66 è sempre stata la strada dei sogni ed è per questo che noi viaggiatori non riusciamo a resistere al suo richiamo.