Missouri – Punti di interesse

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Meramec Caverns

Dopo circa un’ora di viaggio da St. Louis si arriva a Stanton dove si trova una delle attrazioni più famose e belle di questo tratto di Route 66: le Meramec Caverns.
Sono delle splendide grotte in origine utilizzate come cave di salnitro fino a quando furono acquistate negli anni 30 da Lester Dill che le trasformò in un’attrazione pubblica.
Lester ha continuato a scavare nelle grotte portando alla luce nuove stanze e, attraverso gli oggetti che trovò in una di queste, giunse alla conclusione che le grotte furono utilizzate dal bandito Jesse James come nascondiglio.
Le Meramec Caverns da allora, ed ancora oggi, sono pubblicizzate come “il nascondiglio di Jesse James”.
Sono molto belle da visitare e le luci sapientemente posizionate esaltano la loro bellezza.
Alla fine del tour c’è una stanza nella quale, sulle note di “God Bless America”, si può assistere ad un gioco di luci più intenso e coinvolgente.
C’è anche un gift shop al suo interno ed un bel parco dove trascorrere un po’ di tempo.


Wagon Wheel Motel

Il Wagon Wheel Motel di Cuba è uno dei motel storici più famosi della Route 66.
Fu costruito negli anni 30 da un muratore di origine tedesca ed ha operato inizialmente come motel, gas station e ristorante.
La Pixar, per il suo primo “Cars”, prese spunto dal nome di questo motel per il Wheel Well Motel (il mozzo della ruota nella versione italiana).


Bob’s Gasoline Alley

Nella splendida comunità di Cuba, poco fuori il percorso della Route 66, si incontra un posto pazzesco, una straordinaria collezione di memorabilia della Mother Road e non solo: il Bob’s Gasoline Alley.
E’ un posto che lascia a bocca aperta per la cura con cui è disposta una quantità enorme di ricordi del passato che Bob ha raccolto in 14 anni di viaggi.
Una infinita quantità di pompe di benzina e di cartelli circondano la proprietà, che è anche un ristorante per grandi gruppi di persone.
All’interno c’è una splendida sala ristorante, una più piccola di fianco e nel piano superiore una ulteriore raccolta di oggetti che richiamano gli anni 50 e 60.
Ci sono altre costruzioni adiacenti a quella principale dove Bob con cura ha disposto giocattoli d’epoca, modellini di vecchie automobili ed altre cose ancora.
Una tappa da non perdere assolutamente.


Fanning 66 Outpost

Sulla Hwy ZZ, la denominazione oggi assunta dalla US Highway 66 in questa parte del Missouri, si incontra il 66 Outpost di Fanning.
Il locale è stato chiuso più o meno dall’agosto 2016 all’agosto 2017 quando i nuovi proprietari lo hanno riaperto al pubblico e lo stanno pian piano riportando agli splendori del passato.
Il 66 Outpost è fondamentalmente un general store la cui caratteristica più evidente è l’enorme sedia a dondolo posta davanti alla costruzione.
Per un periodo ha potuto fregiarsi del titolo di sedia a dondolo più grande del mondo (riconosciuto anche nel Guinnes dei primati), titolo poi perso in favore di un’altra sedia realizzata in Illinois.
In origine la sedia era nera per poi essere completamente ridipinta di rosso.
Nonostante l’attrazione sia molto recente, lo spirito che ha portato alla sua realizzazione è quello tipico degli anni d’oro della Route 66: un modo stravagante per attirare l’attenzione dei viaggiatori.
Il general store prima della sua chiusura era molto bello e molto fornito di gadget della Route 66 e non solo.
È una delle tappe più conosciute di questo tratto della Mother Road.


Devil’s Elbow Bridge

Il Devil’s Elbow Bridge, uno dei ponti più belli e famosi della Route 66, fu costruito nel 1923, quindi prima della nascita della US Highway 66, ed ha fatto parte del percorso della Mother Road fino all’inizio della seconda guerra mondiale quando fu bypassato in conseguenza della realizzazione di un nuovo tratto di strada a 4 corsie nelle sue vicinanze.
Il ponte era infatti inadeguato per dimensioni e tortuosità del percorso ad accogliere i blindati che in quel periodo si spostavano lungo il paese.
Il ponte, che attraversa il Big Piney River, sembrerebbe debba il suo nome al fatto che proprio per la tortuosità del percorso, fatto di curve a gomito, era oggetto di frequenti e caotici ingorghi.


Elbow Inn Bar & BBQ

E’ uno dei locali storici più noti e frequentati della Route 66, l’Elbow Inn Bar & BBQ si trova lungo un vecchio tratto della Route 66, adiacente il Devil’s Elbow Bridge, una porzione di strada abbandonata verso la metà degli anni 40 quando fu costruito un nuovo tratto a 4 corsie della Mother Road non molto distante.
Occupa quello che un tempo era il locale del Munger Moss Sandwich Shop, l’antesignano del successivo Munger Moss Motel di Lebanon.
L’Elbow Inn Bar & BBQ è un bellissimo locale, molto frequentato dai viaggiatori della Mother Road.
Ha la caratteristica di avere il soffitto completamente coperto da reggiseni autografati dalle gentili viaggiatrici che li donano al locale.


The Mule Trading Post

Il The Mule Trading Post è un locale che risale agli anni 40; originariamente era stato aperto a Pacific, sempre in Missouri, per poi spostarsi a Rolla in conseguenza di riallineamenti della Route 66.
E’ un locale che vende gadgets della Mother Road e tanti altri articoli.


Totem Pole Trading Post

Il Totem Pole Trading Post di Rolla è un locale che risale agli anni 30, ha cambiato location diverse volte in conseguenza delle variazioni di percorso della Route 66.
E’ anche una gas station.
Vale la pena fermarsi per acquistare gadgets della Mother Road ed anche per essere coinvolti dal gestore nei racconti sulla storia del locale e della cittadina in cui si trova.


Route 66 Diner

E’ tra i diners più belli tra quelli che si incontrano durante il viaggio, si trova a St. Robert.
La location è in pieno stile anni 50, un posto che merita una sosta per spezzare il viaggio lungo la Mother Road.


Pecos Dr.

E’ uno splendido tratto di Route 66 in Missouri, la cui denominazione oggi è “Pecos Dr.”, che conduce il viaggiatore a Lebanon.
Una continua serie di saliscendi in mezzo al verde dei boschi che non può lasciare indifferenti.
Va sicuramente incluso tra i tratti più belli dell’intero percorso della Route 66.


Gasconade Bridge

Il Gasconade Bridge, situato poco più ad ovest del Devil’s Elbow, è uno dei ponti storici della Route 66.
Realizzato negli anni 20 il Gasconade Bridge è stato chiuso nel 2014, poiché ritenuto pericoloso, con l’intenzione di abbatterlo e di costruirne uno nuovo.
Questa iniziativa ha trovato tuttavia l’opposizione delle comunità che sorgono vicine al ponte che, unite in un’associazione per tutelare l’interesse storico del Gasconade Bridge, ne chiedono il restauro.
Sembrerebbe che il dipartimento dei trasporti dello stato del Missouri abbia accolto le istanze della gente che cerca di salvare il ponte, ma per ora (2017), di certo c’è che ponte è chiuso al traffico e per proseguire nel viaggio lungo la Route 66 occorre prendere la I44 per un breve tratto.
Nel 2108 dovrebbero cominciare i lavori di sistemazione del Gasconade Bridge.


Spencer Service Station

La Spencer Service Station si trova su un vecchio tratto di Route 66 poche miglia dopo la Gay Parita Service Station (nel percorso westbound).
Non è stata solo una gas station, ma anche un barber shop ed un general store; si trova nella piccola comunità di Spencer, ormai una ghost town, in un tratto di Route 66 che negli anni 60 fu abbandonato per essere sostituito da una porzione più ampia e sicura della Main Street of America.
Anche il breve tratto di Route 66 su cui si trova la stazione di servizio è molto bello, circondato dal verde dei campi dello splendido Missouri.


Hogs & Hot Rods Saloon

Risale alla metà degli anni 20 quello che un tempo era conosciuto con il nome di “State Line Cafè” ed oggi assume il nome di Hogs & Hot Rods Saloon.
Si trova al confine con il Kansas ed è l’ultimo baluardo dello stupendo tratto di Route 66 in Missouri.


Jessie James Museum

Si trova a Stanton in prossimità delle Meramec Caverns e, così come in parte queste grotte, racconta la storia del bandito Jessie James.
E’ un museo che raccoglie un po’ di testimonianze legate alla figura del famoso bandito.


The Four Way

The Four Way è un diner molto quotato lungo la Route 66.
Occupa quella che un tempo è stata la “Carr Service Station”, una stazione di servizio della Phillips 66 aperta agli inizi degli anni 30.
Di lato, su uno dei muri del diner, trovano posto degli splendidi murales.


John’s Modern Cabins

E’ una delle “perle” della Route 66, John’s Modern Cabins è stato un primitivo motel, con delle capanne in legno come stanze, risalente agli anni 30.
Negli anni della grande depressione era un modo abbastanza economico di trascorrere la notte per coloro che si trovavano in viaggio.
Negli anni ’50 la struttura fu acquistata da John Dausch che l’ha gestita fino agli inizi degli anni ’70 quando ormai il business era decisamente più scarso in conseguenza dell’apertura della I44 nella metà degli anni 60.
Oggi la struttura sta quasi del tutto sparendo, restano in piedi poche capanne della vecchia struttura.


Wrink’s Market

Il Wrink’s Martket è stato un negozio di alimentari aperto nel 1950 e chiuso alla morte del gestore, Glenn Wrinkle, nel 2005.
Dopo vari tentativi, nel corso del 2017 il market è stato riaperto dalla nipote di Glenn.


Best Western Route 66 Rail Haven

E’ uno dei motel storici più famosi, risale alla fine degli anni 30 ed è inserito nel Registro Nazionale dei Luoghi storici.


Boots Court

E’ mia profonda convinzione che per vivere fino in fondo un viaggio lungo la Route 66 bisogna fermarsi a dormire nei motels storici.
La Route 66 non è una strada qualunque ed un cosiddetto “viaggio on the road” lungo il suo percorso non è come fare la stessa cosa altrove.
La Route 66 è un viaggio nel tempo e come tale per renderlo completo bisogna, secondo me, dormire in queste strutture che arrivano a noi dal glorioso passato della vecchia highway.
A Carthage in Missouri c’è uno dei motels storici più belli, il Boots Court.
Risale al 1939 e fu realizzato da Arthur Boots che lo ha gestito per una decina d’anni prima di venderlo.
Ha cambiato diversi proprietari dalla sua realizzazione fino ad arrivare ai giorni nostri quando due sorelle, nel 2012, lo hanno salvato dalla demolizione e lo hanno riportato a nuova vita.
Come diverse strutture simili lungo la Route 66, anche il Boots Court ha subito il contraccolpo dovuto alla dismissione della Mother Road ed al cambiamento delle abitudini dei viaggiatori.
Oggi dormire al Boots Motel è un vero e proprio tuffo nel passato.
Affascina il suo modo ingenuo (relazionato all’attualità) di pubblicizzare la presenza di radio in ogni camera.
Ed è proprio la radio il colpo al cuore assestato dal Boots Court per far innamorare il viaggiatore moderno.
Arrivati in stanza è la radio accesa con musica degli anni 50 ad accoglierci; anche per un metallaro come me è stata un’esperienza che ancora oggi ricordo con emozione.
Non può lasciare indifferenti.
Il Boots Court è un motel magico, terribilmente romantico come del resto lo è la strada su cui si trova.


66 Drive-In Theatre

E’ un popolare Drive In aperto verso la fine degli anni 40.
Dopo un periodo di chiusura il Drive In fu riaperto verso la fine degli anni 90 ed è tutt’ora operativo.


Ted Drewes Frozen Custard

Ted Drewes Frozen Custard è uno dei locali storici più popolari non solo di St. Louis ma di tutta la Route 66.
L’attività fu avviata verso la fine degli anni 20 del secolo scorso da Ted Drewes Sr. Il quale, per mezzo di un furgone, cominciò a girare gli Stati Uniti producendo e vendendo il suo gelato.
Nel 1935 ha aperto a St. Louis il suo primo stand fisso e nel 1941 ne ha aperto un altro lungo la  Chippewa Str., il nome assunto in città dalla Route 66.


Eat-Rite Diner

“Eat-Rite or don’t eat at all” è il suo motto.
Quello che oggi è un piccolo diner in realtà è stato un po’ di tutto fin dalla sua nascita, intorno agli anni 10 del 1900.
Da una rivendita di carbone, ad una gas station a, con diverse denominazioni, un ristorante ed un sandwich shop.
Nella metà degli anni 80 è diventato Eat-Rite ed ha operato fino al 2017 quando chiuse definitivamente.
Il periodo di chiusura è stato tuttavia piuttosto breve poichè, agli inizi del 2018, il locale ha cambiato proprietà ed è stato riaperto.
Si trova nel tratto cittadino della Route 66 a St. Louis.


Shelly’s Cafè

Il locale, col nome di Dairy Queen, risale agli anni 50 e solo in tempi recenti ha assunto l’attuale denominazione, Shelly’s appunto.
Shelly’s è uno dei diner più popolari della Route 66, un locale dove si possono consumare ottime colazioni immersi nello straordinario clima della Route 66 e della piccola ma stupenda comunità di Cuba.


Trail of Tears

A Jerome, in Missouri, lungo un bel tratto di Route 66, si incontra un luogo mistico: il Trail of Tears.
Non ha legami con la storia della Route 66, ma trovandosi proprio lungo il suo percorso, nonostante sia stato chiuso per diversi anni ed i lavori di restauro siano ancora in corso, ne è diventato negli anni una delle tappe.
Il Trail of Tears è un luogo realizzato da un tal Larry Bagget, ed in origine doveva diventare un campeggio.
Per raccontare cosa sia il Trail of Tears occorre andare indietro nel tempo fino alla prima metà del 1800 quando l’allora presidente degli Stati Uniti Jackson emanò una legge che di fatto avviava una deportazione forzata dei nativi americani dai luoghi di nascita verso quello che poi sarebbe diventato lo stato dell’Oklahoma.
Non poteva esserci progresso se gli indiani continuavano a stanziare nei loro luoghi d’origine, questo sosteneva il presidente Jackson.
Questa deportazione di massa causò terribili conseguenze sulle popolazioni indiane.
Fame, malattie e morte accompagnarono quel viaggio che divenne noto con il nome di Trail of Tears (sentiero delle lacrime).
Fu, per le popolazioni indiane, una devastante deportazione.
Larry Bagget, trasferitosi a vivere a Jerome, raccontava che ogni notte sentiva bussare alla sua porta ma che quando la apriva non trovava nessuno.
Un giorno Larry incontrò un vecchio indiano che gli rivelò che quella proprietà si trovava proprio lungo il percorso del Trail of Tears e che questo impediva agli spiriti degli indiani di procedere nel loro cammino.
Larry quindi trasformò la sua proprietà in un tributo agli indiani morti durante quella deportazione dandole il nome, appunto, di Trail of Tears.
Tutte le realizzazioni all’interno della proprietà, raccontava Larry, furono a lui suggerite da quell’indiano e servivano ad agevolare il cammino degli spiriti di quegli indiani deportati.
Larry Bagget morì nel 2003 e la sua proprietà è rimasta per lungo tempo chiusa.
Quest’anno sono cominciati i lavori di recupero e restauro curati da volontari della zona con l’intento di non perdere un luogo mistico a cui tengono molto.
Lo scorso agosto siamo stati accompagnati nel giro all’interno del trail of tears da uno di questi volontari, che con enfasi e sincera passione ci ha raccontato la storia di quel posto ed il significato mistico ricoperto da ciascuna delle piccole realizzazioni di Larry.
Il Trail of Tears è un luogo che dona uno straordinario senso di pace.


Uranus Fudge Factory

Uranus Fudge Factory è un luogo sopra le righe così come il suo “colorato” proprietario, autoproclamatosi sindaco di una cittadina che non esiste.
Uranus infatti non è una cittadina, ma una sorta di variopinto centro commerciale che contiene un general store, una fabbrica di caramello, un pub ed altro.
Non passa inosservata quando ci si trova in zona, siamo in prossimità di St. Robert.
Il suo proprietario ha attirato le attenzioni della stampa locale, e non solo, per essersi autoproclamato sindaco e per aver dato vita ad un organo di stampa locale, un giornale che racconta le vicende di questo stravagante angolo di Route 66.
Uranus esiste in questa forma dagli inizi degli anni 2000 ed è in continua evoluzione.


Red Oak II

Non si trova lungo il percorso della Route 66, occorre infatti lasciare la Mother Road per un breve tratto, ma negli anni è diventata una tappa importante tra i viaggiatori della vecchia highway.
E’ un luogo affascinante, un tuffo nel passato, una piccola comunità che può sembrare una ghost town, ma non lo è.
È il risultato della passione di un artista, Lowell Davis, un personaggio come ce ne possono essere solo negli USA.
Originario di Red Oak, una piccola comunità del Missouri, Lowell dopo aver girovagato una vita per gli States e non solo, decide di tornare ma trova la sua vecchia Red Oak ormai ridotta ad una ghost town.
Il progresso ha portato i suoi abitanti a lasciarla per andare a vivere nelle grandi città.
Siamo negli anni 70 e Lowell decide di acquistare gli immobili che un tempo costituivano Red Oak e di spostarli in una nuova sede, non molto distante da quella originale, dove nel frattempo ha deciso di vivere.
Assembla quindi una piccola comunità fuori dal tempo, una nuova Red Oak, mantenendone il nome ed aggiungendoci solo il 2.
Un paio di stazioni di servizio, una chiesa, un general store, e tante altre cose si possono trovare a Red Oak II.
Lowell ha venduto a privati alcune proprietà ed ha tenuto per se quella dove vive.
E’ sposato con una donna di origini filippine di 25 anni più giovane di lui, conosciuta durante un viaggio con un suo amico.
Lei gestisce un po’ tutto li dentro, mentre Lowell si dedica alla sua arte.
Dipinge, costruisce, si intrattiene a conversare con i visitatori, nonostante l’età, 80 anni, è ancora molto attivo.
E quando non lavora, si siede davanti alla sua casa ed ammira la sua Red Oak II.
E’ un posto che merita una visita, uno dei più belli che si incontrano durante un viaggio lungo la Route 66.