USA 2019. Deep South & Route 66. Chicago – Italia

Pubblicato: settembre 3, 2019 in Route 66

17 - Chicago - Italia


2 Settembre 2019. Deep South & Route 66: “Chicago – Italia”

Il diario di viaggio si chiude qui, da casa.
E’ un primo bilancio a caldo, con il jetlag in costante agguato.
È stato un bellissimo viaggio, molto articolato, che ha spaziato dai diritti civili, difesi fino all’estremo sacrificio da Martin Luther King, alla schiavitù vista dal lato opulento dei padroni e da quello silenzioso degli schiavi.
Ed è incredibile come il canovaccio sia sempre lo stesso, nei secoli dei secoli.
Non far sapere la reale condizione degli schiavi ed anzi diffondere notizie sulla loro felicità permetteva, a chi beneficiava della loro manodopera, di perseverare.
Le piantagioni quindi, splendide nello sgargiante vestito dei signori, squallide ed amare quando il vestito era quello degli schiavi.
E poi la villa dell’800 dove abbiamo dormito.
Così bella da lasciare senza fiato.
La colazione servita insieme agli altri ospiti, il manager prodigo di consigli ed ammirato dal nostro paese di provenienza.
La stupenda palude di New Orleans, un luogo selvaggio, popolato da animali selvatici ed insetti pericolosi.
New Orleans stessa, bella come non mi aspettavo, ma calda ed umida oltre le mie aspettative.
La musica di Nashville, Memphis e New Orleans, così lontana dai miei gusti ma che questo viaggio l’ha fatta sentire un po’ mia.
Elvis e la sua Graceland mi hanno commosso, restituendomi l’immagine di un re umano, molto più di quello che potevo immaginare.
La potente, enorme influenza che ha avuto sulla musica, anche e soprattutto sulla “mia”, e sul costume del mondo intero hanno ovviamente oscurato un affascinante e commovente lato umano.
Ed anche Johnny Cash, che conoscevo solo di nome, ma che grazie a questo viaggio ho scoperto di amare (prima di partire avevo visto “Walk the line”, il film, e l’ho rivisto molto più consapevolmente sul volo di ritorno).
Ho anche acquistato un suo 45 giri al Sun Studio di Memphis, altra tappa bellissima.
E poi la NASA di Houston, il sogno di ogni bambino.
Vedere cosa l’uomo è in grado di fare quando le condizioni in cui deve operare sono essenziali e non lasciano spazio alla ridondanza, fa riflettere.
La storia del Texas con Alamo a San Antonio, l’orgoglio di ogni texano arriva da li.
E poi lei, la “mia” Route 66.
Di lei non parlerò, perché sarei di parte e finirei per ripetermi.
Voglio tuttavia parlare ancora della sua gente, del popolo della Route 66, raccontando cosa ha fatto, ancora una volta, per noi.
Ho preso ancora di più la consapevolezza che dopo 5 volte che l’ho percorsa (4 interamente più la parte est di quest’anno) e le tante foto che posto continuamente nei tanti gruppi di Facebook, non posso più passare inosservato.
Sono seguito e coccolato ed è una splendida sensazione.
Viaggiare ed essere atteso, viaggiare verso il sorriso e la disponibilità di un amico.
Il popolo della Route è fantastico.
Al Blue Swallow Kevin e Nancy mi hanno regalato la Lillian Redman Suite, un sogno per me che adoro quel motel e Miss Lillian.
E poi ancora una targa del loro motel in regalo dopo che hanno saputo di un mio imminente progetto.
Al Western Motel di Shamrock il titolare, al telefono, mi ha informato di avermi riservato la stanza proprio davanti al loro monumento: l’U-DROP INN.
O al Desert Hills di Tulsa dove al check out il titolare mi ha regalato un cuscino con lo splendido neon serigrafato sopra.
E Penny, una mia amica di Facebook che ho incontrato per la prima volta che mi ha invitato a colazione in uno dei diners più belli della zona, un posto da veri roadies, vietandomi, la prossima volta che sarò li, di prenotare motels, perché mi ospiterà a casa sua, a Springfield (Il).
La sua amica, che realizza splendide magliette della Route 66, ne ha regalata una a me ed una a mia moglie.
Tutto ciò lascia senza parole.
Tutto ciò accresce il mio amore per quella strada e per la sua gente.
No, della Route 66 in questa conclusione del diario non ne voglio parlare.
Non ce n’è bisogno.
Preferisco lasciare la scena a loro, alla gente della Mother Road.
Nessuno la saprebbe descrivere meglio.

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Linda della Blue Whale

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Connie del Wagon Wheel Motel

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Con Penny ed il proprietario del Motorheads Grill

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Il mitico John Hargrove di Arcadia

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Con Holly e Tully del Launching Pad Drive In

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Con Nancy e Kevin del Blue Swallow Motel di Tucumcari (NM)

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Marie e Penny

 

commenti
  1. Mauro ha detto:

    Spettacolo fino all’ultimo metro. Grazie di avermi fatto percorrere questa strada straordinaria

    Piace a 1 persona

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