Lewis Kingman era un ingegnere civile che, verso la fine del 1800, aveva il compito di ispezionare diversi territori (dal New Mexico alla California attraverso il deserto del Mojave) sui quali sarebbe stata costruita una ferrovia.
Tra l’altro l’attuale cittadina di Kingman (Arizona) lungo la Route 66, prende il nome proprio da questo ingegnere.
Per una questione puramente pratica (semplificare il compito ai telegrafisti e per rendere facilmente memorizzabili quei posti), attribuì alle stazioni nel tratto adiacente al Mojave desert dei nomi in ordine alfabetico:
Amboy, Bolo, Cadiz, Danby, Essex, Fenner, Goffs, Homer, Ibis, Java.
Questi paesi sono noti con il nome di “Alphabet towns”.
Molti di questi paesi conobbero momenti di discreta ricchezza ed espansione demografica, grazie alla ferrovia ma anche grazie a quella che per un lungo periodo fu l’unica autostrada che attraversava il deserto: la Route 66.
Con l’apertura della I40, all’inizio degli anni 70, cominciò il loro rapido declino ed oggi questi piccoli paesi sono ridotti a ghost towns o poco più.
La foto è stata fatta al Roy’s Cafe ad Amboy sulla attuale National Trails Highway, ovvero la old Route 66.
Questo è uno dei tratti più belli, selvaggi ed emozionanti della Route 66.
A seguito della sua dismissione, nella metà degli anni 80, la US 66 fu rimossa dall’Highway System americano e conseguentemente dalle cartine stradali.
Molti dei tratti rimasti in servizio, per ragioni legate principalmente alla nuova viabilità, furono rinominati.
In Missouri si può percorrere la 266, la 366 o la ZZ, da altre parti si percorre la BL (Business Loop) o la Frontage Road.
Queste sono alcune delle denominazioni attribuite oggi alla vecchia Highway 66.
Grazie principalmente all’interesse delle varie associazioni sorte dopo la sua dismissione, che hanno sollecitato gli stati attraversati a non disperdere il patrimonio storico rappresentato dalla Mother Road, alla US 66, in diversi tratti, è stato assegnato lo status di Scenic Byways o State Historic Route (percorsi storici di interesse nazionale).
Su questi tratti di strada si possono spesso incontrare cartelli e scritte sull’asfalto per ricordare al viaggiatore che, nonostante il cambio di nome, quella che sta percorrendo è la vecchia Route 66.
Uno dei tratti più caratteristici, desertici e selvaggi è oggi denominato Goffs Rd e si trova in California.
Inizia poco dopo l’incrocio con la US 95 (Harrowhead Junction) a nord ovest di Needles (California), costeggia in parte il Mojave Desert ed è uno dei tratti più belli dell’intera Route 66.
Quando fu avviato il piano autostradale americano (negli anni 20), l’Oklahoma, che era uno stato prevalentemente rurale e privo di strade che si potessero definire tali, attraverso aiuti federali, riuscì a migliorare la sua viabilità ed a realizzare anche un tratto di strada che collegava Miami ad Afton.
La leggenda narra che, per collegare queste due località, l’Oklahoma avesse i soldi per fare solo metà strada.
Quindi pensarono di farla per intero ma ad una sola corsia.
Nella realtà il traffico locale dell’epoca non giustificava la costruzione di una strada più larga e decisero quindi di realizzarla ad una sola corsia valutando l’opportunità di allargarla successivamente (cosa che peraltro non fecero).
Questo tratto di strada, per un breve periodo incluso nel percorso della US 66, è oggi chiamato “The ribbon road” o “Sidewalk road” ed è ancora percorribile in una piccola porzione.
E’ molto stretta, ha curve a gomito ed è oggi poco più che una strada di campagna, ma è molto bella ed è bello il paesaggio rurale che attraversa.
E’ un pezzo di storia della storica US Highway 66.

Quando nella metà degli anni 20 fu costituita la US HIGHWAY 66, per motivi economici e per velocizzare la sua realizzazione, gli 8 stati coinvolti utilizzarono inizialmente dei tratti di strada esistenti.
L’Illinois utilizzò per il progetto la sua IL4 che collegava Chicago a St. Louis.
Questo fu uno dei primi tratti “pavimentati” dell’intera US 66, la cui completa pavimentazione terminò alla fine degli anni 30.
C’è un pezzo molto bello della vecchia US66/IL4 tra Chatham ed Auburn, oggi denominato Snell Rd, in parte pavimentato in cemento ed in parte, un paio di Km nei pressi di Auburn, pavimentato con dei mattoni rossi.
Questo tratto di strada ha fatto parte della US 66 fino al 1930, successivamente, a causa dell’aumento del traffico che ne rese pericolosa la percorrenza, fu sostituito da quello che ancora oggi corre di fianco alla Interstate 55 e che raggiunge Litchfield.
L’Auburn Brick Road (il nome con il quale è anche nota questa strada) è ancora percorribile ed è uno dei tratti più belli di tutta la Route 66.
Negli anni d’oro della Route 66 (anni 50/60) il traffico automobilistico era molto intenso, tale da rendere la Mother Road, ed i paesi attraversati, centri economici e commerciali molto importanti.
Tantissime erano le attività commerciali che si potevano incontrare durante il viaggio, molte delle quali fornivano gli stessi servizi: diners, pompe di benzina, motels, officine meccaniche.
La Mother Road era cinta da insegne al neon di ogni genere e la concorrenza era quindi spietata.
Ciascun esercizio commerciale cercava di attrarre su di se l’interesse dei viaggiatori cercando di colpire la loro fantasia.
Uno dei modi utilizzati era quello di posizionare davanti al proprio negozio degli enormi pupazzi in vetroresina.
Era il caso del Tall Paul, originariamente destinato ad una stazione di servizio ma poi acquistato dal proprietario del Bunyon’s Hotdogs a Cicero (illinois), che lo ha riadattato facendogli tenere tra le braccia un enorme hot dog (oggi il locale è chiuso ed il Tall Paul è stato “trasferito” ad Atlanta, Illinois, sempre sulla Route 66).
Oppure Il Gemini Giant, altro gigantesco pupazzo in vetroresina, posizionato inizialmente (fino al 2024) davanti al ristorante Launching Pad Drive In a Wilmington (Illinois).
Questi grossi pupazzi di vetroresina erano originariamente utilizzati dalle stazioni di servizio, dalle officine meccaniche e spesso tenevano tra le braccia oggetti che richiamavano l’automobile: pneumatici, marmitte, ecc..
Proprio la marmitta ha fornito il nome con il quale vengono comunemente identificati: muffler men.
Negli USA ci sono diversi muffler men storici ed alcuni di questi si possono ammirare lungo la Route 66; tra questi, oltre ai già citati Gemini Giant e Tall Paul, si possono incontrare il Lauterbach a Springfield (Illinois), il Muffler Man Cowboy ad Amarillo (Texas) ed il Louie the Lumberjack a Flagstaff.
Si sta vivendo un revival dei muffler man lungo la Route 66, sono infatti diversi i pupazzi in vetroresina posizionati davanti a nuove attività commerciali.
Hugh Davis era direttore dello zoo di Tulsa (Oklahoma) e condivideva con la moglie la passione per la natura e gli animali.
Nel suo terreno a Catoosa (Oklahoma) aveva un piccolo lago solitamente utilizzato dai figli per giocare, pescare e divertirsi.
Per l’anniversario del suo matrimonio, negli anni 70, pensò di costruire qualcosa in quel lago da regalare alla moglie e realizzò, con l’aiuto di altri amici del posto, una grande balena.
Una balena con degli scivoli, piccoli trampolini e tutto ciò che serviva per utilizzare al meglio il piccolo lago dentro cui era costruita.
Nel tempo quel laghetto cominciò ad essere frequentato assiduamente da sempre da più persone della comunità di Catoosa a tal punto da indurre Hugh ad aprirlo al pubblico attrezzandolo con tavolini e posti dove fare il barbecue.
Non solo la gente di Catoosa frequentava quel laghetto, ma anche i viaggiatori della Route 66, attratti da quella grande balena, cominciarono a fermarsi per uno spuntino, per rilassarsi qualche minuto, per spezzare la fatica del viaggio lungo la Mother Road.
Con il passar del tempo e con l’invecchiamento dei proprietari, il piccolo parco ed il lago furono chiusi.
Dopo la morte di Hugh e di sua moglie, attraverso una raccolta fondi, il parco e la balena blu furono ristrutturati ed il posto riaperto al pubblico.
La Blue Whale di Catoosa è diventata nel tempo una delle icone più famose della Route 66 ed è ancora oggi una tappa immancabile per qualsiasi viaggiatore della Mother Road.
Lucille Hamons rilevò col marito la Provine Service Station ad Hydro (Oklahoma) all’inizio degli anni ‘40 e l’ha gestita per quasi 60 anni.
Ha rappresentato un incredibile punto di riferimento per i viaggiatori della Route 66 soprattutto, negli anni successivi alla grande depressione, per coloro che si spostavano in California alla ricerca di un lavoro e di un futuro migliore.
A queste persone Lucille offriva cibo ed ospitalità, spesso senza chiedere soldi.
Anzi, a volte era lei che acquistava da loro quel poco che avevano e, con quei pochi soldi, queste persone potevano proseguire il loro viaggio verso ovest.
Il posto è stato una stazione di servizio ed un piccolo motel fino all’apertura della interstate 40, un negozio di birra e poi un gift shop negli ultimi anni della sua vita.
Tutto il bene che Lucille faceva ai disperati in cerca di fortuna le fece guadagnare il soprannome di “The mother of the Mother Road”.
Oggi la sua stazione di servizio, la “Lucille’s Service Station”, è una delle attrazioni più belle della Route 66. E tra le vecchie stazioni di servizio della Strada Madre è la mia preferita.








