Route 66. “The Bunion Derby”, la gara dei calli.

Pubblicato: ottobre 15, 2016 in Route 66

locandina

Dopo la nascita della US Highway 66, Cyrus Avery, il padre della nuova autostrada, costituì un’associazione, la “US Highway 66 Association”, il cui scopo era di accelerare la sua pavimentazione e, contemporaneamente, di promuovere i viaggi attraverso il suo percorso.

Vennero finanziate importanti campagne pubblicitarie, utilizzando lo slogan “The Main Street of America”, ed organizzati diversi spettacoli nei paesi attraversati dalla neonata autostrada.

Furono tante le iniziative che l’associazione supportò per dare la spinta alla Mother Road e per convincere gli americani a superare la paura dei lunghi viaggi in automobile.

Tra queste iniziative, nel 1928, ce ne fu una decisamente bizzarra ed inusuale: una gara podistica.

Una gara che da Los Angeles, attraverso il percorso della US 66 fino a Chicago, avrebbe condotto i partecipanti a New York.

5.507Km, 65Km al giorno di media per 84 giorni,  attraverso il terribile deserto del Mojave, le montagne, il caldo torrido ed il freddo, seguendo un percorso prevalentemente sterrato e non certo confortevole.

Un’iniziativa stravagante che avrebbe avuto un’eco enorme, proprio quello di cui la nuova autostrada aveva bisogno.

Le piccole comunità lungo la US 66 sarebbero state avvolte dal clamore richiamato da un evento di tale portata.

Fu coinvolto nel progetto un famoso impresario sportivo dell’epoca, al quale fu demandato il compito di organizzare la corsa.

199 furono i partecipanti, ognuno dei quali pagò 25 dollari, più 100 come deposito, per rincorrere il sogno di afferrare i 25.000 dollari garantiti al vincitore.
Una cifra considerevole per quegli anni.

La prima “Transcontinental Foot Race”, più conosciuta come “The Bunion Derby”, la gara dei calli, partì il 4 marzo del 1928 dall’Ascot Speedway di Los Angeles.

Gli atleti provenivano da ogni parte del mondo, c’erano canadesi, europei, sudamericani, ma anche afro-americani e nativi americani.
C’erano professionisti, recordmen ma anche atleti improvvisati.
Alcuni dei partecipanti erano ricchi e molto noti all’epoca e la loro presenza serviva esclusivamente a scopo pubblicitario.

Prese parte alla gara anche un atleta italiano, di Trieste, Giusto Umek.

Fu un’impresa durissima per tutti, per via della distanza, per le condizioni climatiche, per la polvere che avvolgeva i partecipanti, per il fango, per la carente organizzazione che costringeva gli atleti a pernotti disumani in tende da campo e, per gli atleti di colore, anche per gli attacchi razziali di cui furono vittima in alcuni degli stati attraversati.

La corsa era strutturata in tappe giornaliere e ad ogni tappa venivano presi i tempi.

Durante la gara cominciò a farsi largo un giovane sconosciuto di origine Cherokee, Andrew Payne.

Un diciannovenne di Foyil in Oklahoma, trasferitosi in California in cerca di lavoro, un ragazzo che non si era mai cimentato in gare di questa portata.
Nonostante la fatica e gli acciacchi, Andy continuava di tappa in tappa a rimanere in testa alla gara, seguito da veri professionisti della corsa.

Quando gli atleti entrarono in Oklahoma, Andy fu scortato da automobili, bande musicali e persone festanti che celebravano il loro, fino ad allora, sconosciuto connazionale.

Tutti i giornali cominciarono ad interessarsi a questo giovane atleta che in una delle tappe fu anche accolto da Will Rogers, il famoso attore americano come lui di origine Cherokee e come lui dell’Oklahoma.

Nel frattempo la gara consumava la resistenza degli atleti, furono in molti ad abbandonare a causa della fatica e degli infortuni.

Il 26 maggio del 1928 la grande corsa si concluse al Madison Square Garden di New York con Andy vincitore.

Dei 199 atleti ne giunsero al traguardo solo 55, tra questi anche il nostro Giusto Umek che ottenne un onorevolissimo 5° posto.
I 25.000 dollari del primo premio furono utilizzati da Andy per tornare nel suo Oklahoma, per pagare il mutuo della fattoria di famiglia e per sposare la sua ragazza.

Una statua in onore di Andy Payne è oggi visitabile a Foyil in Oklahoma, suo paese di origine.

Il Bunion Derby fu forse l’evento più stravagante organizzato per pubblicizzare la nuova autostrada, non fu un successo dal punto di vista organizzativo, ma senza dubbio è passato alla storia per la portata dell’impresa sportiva e per aver segnato l’inizio della grande storia della US Highway 66.

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