New Mexico – Punti di interesse

Torna indietro alla mappa del New Mexico


Tratto sterrato da Glenrio a San Jon

Dalla ghost town di Glenrio si può raggiungere San Jon in due modi: con il percorso tradizionale della Route 66 oppure attraverso uno splendido tratto sterrato.
Quest’ultimo è sicuramente da preferire, ovviamente se le condizioni atmosferiche lo permettono.
È un tratto ben tenuto non presenta asperità, si perde per 18 miglia circa nella vasta campagna del New Mexico.
18 miglia di totale distacco dalla realtà caotica della Interstate 40.
E’ un tratto che ha fatto parte del percorso della Route 66 dal 1930 fino al 1952; in origine era asfaltato, poi una volta dismesso è stato ricoperto di ghiaia.
E’ difficile immaginarlo nel suo periodo d’oro, quando il traffico dei viaggiatori riempiva quello che oggi è solo tratto desertico, ma erano tante le attività commerciali, prevalentemente legate al viaggio ed alle automobili, che sorgevano lungo questo tratto di strada.
Anche alcune scene di Furore, il film di John Ford tratto dallo splendido romanzo di John Steinbeck, furono girate su questo tratto.
A mio parere è uno dei tratti più affascinanti della Route 66.


San Jon

Siamo entrati nel west, abbiamo oltrepassato da un po’ il midpoint della Route 66.
Il paesaggio è decisamente cambiato rispetto a quello visto fin’ora e gli effetti della dismissione della vecchia highway sono decisamente evidenti, spesso molto più che ad est.
Si incroceranno frequentemente piccole comunità dalle quali la gente è scappata, abbandonando attività commerciali rese ormai inutili dall’apertura delle interstates.
Partendo da Glenrio, al termine del tratto sterrato, se ne incontra una, San Jon, ormai poco più che una ghost town.
Solo la presenza di qualche centinaio di abitanti non la fanno considerare tecnicamente come tale.
La comunità risale agli inizi del 1900 e prosperò grazie al passaggio della ferrovia oltre che, con la realizzazione della US 66, all’intenso traffico dei viaggiatori della vecchia highway.
Fino all’inizio degli anni 20 San Jon era il più grande insediamento della regione.
E’ stata una comunità molto importante e vivace, negli anni d’oro della Route 66 offriva tantissime opportunità di svago per la gente della zona con locali e diners affiancati alle consuete attività commerciali legate al viaggio.
Fu bypassata dalla I40 nel 1981 e da allora è iniziato il suo lento ma inesorabile declino, portandola a diventare quello che è oggi.


Tucumcari Trading Post

Tucumcari è un museo a cielo aperto.
Cimeli del passato stringono la Strada Madre in un tenero abbraccio e trasportano il viaggiatore lontano nel tempo, quando la Route 66 era la Main Street of America.
Ci sono tantissime attività dismesse e molte altre ancora attive a Tucumcari, un’enorme quantità di posti da fotografare.
Tra questi c’è il Tucumcari Trading Post, una bellissima raccolta di memoriabilia.
Si trova nella parte ovest di Tucumcari a lato della Route 66, è un trading post operativo da oltre 40 anni ed una sorta di piccolo museo della Mother Road.
Quella serie infinita di pezzi di storia della Route 66 è un irresistibile invito a fermarsi.


Kix on 66

E’ un bellissimo locale aperto per colazione e pranzo (fino alle 2 del pomeriggio) dove è possibile consumare un ottimo pasto immerso in un’atmosfera unica.
In precedenza il locale era occupato da Denny’s, una famosa catena di ristoranti (la forma dell’insegna ricorda quella normalmente utilizzata da questa catena); nella seconda metà degli anni 90 l’attività fu rilevata e trasformata in una delle tappe più frequentate dai viaggiatori della Route 66.


TeePee Curios

Colpire la fantasia del viaggiatore è sempre stata una caratteristica delle attività lungo la Route 66, soprattutto nei suoi anni d’oro.
L’architettura dei locali, le insegne, gli slogan avevano come obiettivo quello di invogliare ad entrare coloro che percorrevano la Mother Road.
Un locale dalla forma inusuale che assolve benissimo al compito è il Teepee Curios di Tucumcari.
Si trova lungo la Tucumcari Blvd (il nome assunto in città dalla US 66), sul lato opposto rispetto al Blue Swallow.
Risale agli anni 40 ed in origine era una gas station ed un negozio di alimentari.
Con l’allargamento della strada le pompe di benzina vennero rimosse e fu costruita una porzione di teepee attaccata al resto del locale.
Ed ancora oggi è così.
Oggi è sostanzialmente un gift shop, uno dei più famosi della Route 66.


Route 66 Monument

Tucumcari è a mio parere la cittadina che racconta meglio cosa è stata la Route 66 nei suoi anni d’oro e quello che la sua dismissione ha significato per comunità come questa che vivevano del traffico dei viaggiatori.
C’è tanto in questo senso da fotografare lungo il tratto della Mother Road che attraversa la piccola comunità del New Mexico.
Tra queste cose ce n’è una molto recente, un monumento alla Strada Madre:
il “Route 66 monument”.
Si trova davanti al Convention Center, vicino al Tucumcari Trading Post, poco prima di lasciare definitivamente la città proseguendo verso ovest.
E’ stato realizzato nel 1997 e celebra, appunto, la strada che per anni ha rappresentato un incredibile mezzo di sostentamento per Tucumcari.
Guardando quella particolare struttura, che ricorda la coda di una Cadillac degli anni 50, si ha perfino la sensazione di sentire il rombo dei motori delle migliaia di automobili che un tempo attraversavano la città.
Un tempo nel quale il viaggio per definizione era quello lungo la Main Street of America e lo slogan “Tucumcari Tonite” invitava i viaggiatori a fermarsi nella splendida comunità del New Mexico.


Cuervo

Usciti da Tucumcari, poco prima di Santa Rosa, si incrocia qualche casa sparsa:
siamo a Cuervo.
Non c’è rimasto molto di questa piccola comunità, solo un paio di chiese e qualche casa abbandonata.
La sua nascita risale agli inizi del 1900, quando, come è accaduto spesso per molte comunità lungo la Route 66, da quelle parti arrivò la ferrovia.
Con il passaggio della US Highway 66, Cuervo si dotò di qualche piccola attività a supporto dei viaggiatori.
Non è mai stata una comunità di grandi dimensioni, durante il suo periodo d’oro contava poche centinaia di abitanti.
L’apertura della I40 l’ha annientata ed oggi è praticamente una ghost town.


Whiting Bros. Gas Station

La Whiting Bros. Gas Station di Moriarty è una stazione di servizio che risale alla metà degli anni 50.
Alla fine degli anni 60 da fu rilevata da Sal Lucero, uno dei personaggi storici della Mother Road, e da sua moglie i cui genitori erano i proprietari originali.
Tra gli anni 60 e 70 la stazione di servizio è stata tra le più attive e redditizie tra quelle della compagnia petrolifera Whiting Brothers.
Nel 2014 la stazione di servizio è stata restaurata ed è ancora gestita da Sal Lucero, che continua a fornire ai clienti piccoli lavori di assistenza tecnica alle automobili.
E’ una tappa davvero piacevole soprattutto perchè si ha la possibilità di scambiare 4 chiacchiere con Sal, sempre pronto a raccontare aneddoti sulla sua vita e su quella della sua stazione di servizio.


Route 66 Auto Museum

Il “Route 66 Auto Museum” di Santa Rosa è un piccolo museo dell’automobile dove sono esposte diverse decine di bellissime auto d’epoca.
E’ aperto dal 1999.
All’interno c’è anche un piccolo gift shop ed un bar.


66 Diner

Il 66 Diner di Albuquerque è uno dei più famosi diners della Route 66, se non il più famoso.
Si trova sulla Central Avenue, il nome assunto in città dalla US Highway 66, ed occupa quella che un tempo era una stazione di servizio della Phillips 66.
Ha aperto nel 1987 ed è stato realizzato in pieno stile anni 50, gli anni d’oro della Mother Road.
Negli anni 90 è stato parzialmente distrutto da un incendio ed è stato successivamente ricostruito.
L’atmosfera è piacevole, il cibo buono e si consuma mentre si è circondati da memorabilia che richiamano un tempo nel quale la vita era sicuramente più semplice e “colorata”.
Un piacevole tuffo nel passato.


Albuquerque Old Town

Risale agli inizi del 1700, il periodo nel quale la città di Albuquerque fu fondata.
E’ il vecchio centro storico della città, realizzato in stile Pueblo spagnolo, ed è una piacevole tappa quando ci si trova a soggiornare ad Albuquerque.
Ci sono ristoranti, negozi di souvenir ed anche una chiesa.
D’estate spesso al centro della piazza allestiscono un palco dove si esibiscono gruppi musicali.
Non dista molto da uno dei motel storici più popolari della Route 66, il Monterey Motel, dal quale si raggiunge a piedi.


Monterey Motel

Quando si parla della Route 66 e delle sue attrazioni inevitabilmente si citano diners e motels.
Potrebbe sembrare una sorta di pubblicità, nella realtà non è così.
La Route 66 è una strada che racconta, tra le altre cose, la storia dei viaggi in automobile negli Stati Uniti d’America, fin dalla diffusione di questo mezzo di trasporto agli inizi del secolo scorso.
I diners ed i motels sono parte integrante di questa storia, una parte fondamentale che ha conosciuto, nel corso degli anni, una profonda mutazione.
Questa mutazione, in particolare dei motels, ci pernette di ricostruire le abitudini dei viaggiatori, la loro crescente richiesta di confort e di servizi conseguente al miglioramento del loro status economico e sociale.
Il motel storico quindi, è un tramite importantissimo per conoscere la storia della Route 66.
Uno dei motel storici più popolari e quotati tra gli appassionati della Route 66 è il Monterey “Non smokers” di Albuquerque.
La struttura risale al 1946 quando assumeva il nome di David Court, cambiato in Monterey Court nel 1954.
Si trova sulla Central Avenue, la denominazione assunta in città dalla US Highway 66, ed è attualmente (2018) gestito da una famiglia di origine polacca che tuttavia ha messo in vendita la struttura per ritirarsi in pensione.
I proprietari sono molto cordiali ed è piacevole conversare con la loquacissima signora dalla quale sarà complicato staccarsi.
La struttura, nella sua essenzialità tipica di gran parte dei motel storici della Route 66, mantiene intatto il feeling degli anni d’oro della Mother Road.
Non dista molto a piedi dalla Old town di Albuquerque.


Rio Puerco Bridge

Non ci sono solo diners e motels lungo la Route 66.
Ci sono anche tratti di strada stupendi e ci sono ponti storici.
Il Chain of Rocks tra Illinois e Missouri, il Rainbow Bridge in Kansas, l’Overholser in Oklahoma, sono bellissimi esempi di ingegneria ai quali il popolo della Route 66 è molto affezionato.
Molti di loro cominciano a sentire il peso degli anni e vengono chiusi diventando pedonali, ed altri invece sono in attesa di essere restaurati, come il Gasconade Bridge.
Il Rio Puerco Bridge si trova su un piccolo tratto in disuso della vecchia US Higway 66 che costeggia la I40; è un ponte realizzato nel 1933 ed è stato dismesso nel 1999 sostituito da un’altra struttura.
Si trova una trentina di km ad ovest di Albuquerque ed è percorribile solo a piedi.
La struttura è inserita nel registro nazionale dei luoghi storici.


Owl Rock – Dead Man’s Curve

Dopo il Rio Puerco Bridge ed un tratto di I40, ci si immerge nel rosso delle formazioni rocciose.
Siamo tra Mesita e Laguna, territori appartenuti in passato al Messico, e la US Highway 66 passa accanto alla Owl Rock, una formazione rocciosa la cui forma può ricordare un gufo, e la Dead Man’s Curve, una curva a gomito un tempo estremamente pericolosa per i viaggiatori.
Lo stesso nickname, Dead Man’s Curve appunto, è usato anche per un tratto di Route 66 nei pressi di Towanda in Illinois.


Acuma Curio Shop

L’Acoma Curio Shop di San Fidel è stato un general store costruito nel 1916 da un immigrato libanese, che ha operato anche come negozio di souvenir realizzati a mano dai nativi americani della zona.
Negli anni 40 del secolo scorso l’Acuma Curio Shop è stato anche una stazione di servizio.
Il locale è inserito nel registro nazionale dei luoghi storici.


Route 66 Neon Drive-Thru

Grants è una piccola comunità le cui origini sono molto lontane nel tempo; l’area era infatti abitata dagli indiani Anasazi fin dal 12 secolo.
Nella seconda metà del 1800 la zona è appartenuta ad esploratori spagnoli.
Verso la fine del 1800 i fratelli Grant, degli imprenditori canadesi impegnati nella realizzazione di ferrovie, ottennero un contratto per la costruzione di una stazione ferroviaria in quella che inizialmente venne identificata come Grants Camp e dopo semplicemente Grants.
A Grants, negli anni 50 del secolo scorso, furono inoltre scoperti giacimenti di uranio tra i più grandi degli Stati Uniti; vennero quindi costruite diverse miniere con una conseguente forte espansione demografica ed economica.
La storia prosegue in modo molto simile ad altre piccole cittadine lungo la Route 66; con la realizzazione della Interstate 40, la conseguente dismissione della vecchia highway, associate alla chiusura delle miniere, l’economia di Grants fu fortemente danneggiata.
Ci sono ancora diversi neon lungo la strada che ricordano gli anni d’oro della Route 66, e, poco prima di lasciarla, nel 2016 per festeggiare i 90 anni della vecchia highway, la comunità di Grants ha realizzato il “Route 66 Neon Drive-Thru“, una sorta di ponte, a forma di scudetto della Route 66, sotto il quale è possibile scattarsi una foto ricordo.


Route 66 Neon Drive-Thru

Poco prima di di lasciare il New Mexico si incontra Gallup, “The indian capital of the world”.
La popolazione è infatti costituita in larga parte da nativi americani di diverse tribù.
Sono molte le attività lungo la main street gestite da loro, tutte prevalentemente incentrate sull’artigianato e sui gioielli realizzati a mano.
La comunità fu fondata verso la fine del 1800 e prende il nome da un impiegato delle ferrovie, David Gallup.
La ferrovia, come in tantissime comunità lungo la Route 66, a Gallup ha giocato un ruolo fondamentale per la sua nascita e per il suo sviluppo.
Questa zona infatti fu individuata per la realizzazione di un capolinea ferroviario.
A Gallup c’è anche uno dei motel storici più popolari della Route 66, El Rancho Hotel, una struttura aperta nel 1937 ed utilizzata spesso come alloggio dalle star del cinema durante le riprese di films girati nelle vicinanze.
In passato, infatti, Gallup è stata massicciamente utilizzata come location per films western.


Motel Safari

Il Motel Safari di Tucumcari è uno dei motel storici ancora attivi lungo la Route 66.
Fu aperto nel 1959 ed il suo nome, ed il suo simbolo distintivo (un cammello), derivano dalla spedizione del tenente Edward Beale, che verso la metà del 1800 fu incaricato di ispezionare alcuni territori del west degli Stati Uniti per la realizzazione di un primordiale esempio di strada (la Beale Wagon Road), che in seguito è stata in parte utilizzata dalla US Highway 66.
Per questa spedizione il tenente Beale si avvalse di cammelli per il trasporto delle attrezzature necessarie durante l’ispezione.