Route 66. Bono’s Restaurant (Fontana, California)

Pubblicato: giugno 29, 2025 in Route 66


La Route 66 è da sempre testimone di successi e fallimenti, è così fin dal suo primo vagito, da quell’11 novembre del 1926.

Lei stessa, in fondo, è la realizzazione di un sogno che si è poi dissolto 59 anni dopo.

L’amara citazione di Michael Wallis trova applicazione anche agli anni che stiamo vivendo, caratterizzati da eventi nefasti che hanno minato l’esistenza di tante attività lungo la vecchia highway.

La pandemia da Covid 19, che oggi ci appare come un lontano ricordo, è stata una sorta di spartiacque: c’è chi l’ha superata, chi fatica ancora e chi ne è rimasto vittima.

Il Tumbleweed Grill di Texola in Oklahoma o il più famoso Bagdad Cafe di Newberry Springs in California, sono solo due esempi di attività storiche della Route 66 che ancora faticano a tornare in pista.

Ma sono tante le attività che sono invece sparite per sempre.

E’ il caso del Bono’s Restaurant di Fontana in California, ai bordi della Route 66, noto anche per lo stand a forma di arancia posto di fianco al locale.

Due locali storici in grado di raccontarci come era la vita lungo la vecchia highway nei suoi anni d’oro.

Ci troviamo non molto distanti dalla “Città degli Angeli”, sull’interminabile Foothill Blvd, il lunghissimo viale che conduce il viaggiatore della Route 66 verso il traguardo di Santa Monica.

Fontana ai tempi in cui nacque il Bono’s Restaurant non era ancora una città, ma una vasta distesa di frutteti e di vigneti che grazie al clima mite attirava molti italiani vogliosi di avviare attività che, in qualche modo, risultavano familiari.

La comunità nasce nel 1905 con il nome di Rosena e la sua connotazione agricola restò prevalente fino all’inizio degli anni 40 quando fu realizzata un’acciaieria che portò una svolta decisiva al suo sviluppo.

Nel 1913 Rosena diventò Fontana, dal nome della compagnia che acquistò diversi acri di terreno nella zona, e crebbe intorno alla ferrovia come molte altre comunità lungo la Route 66.

Il Bono’s Restaurant fu avviato qualche anno dopo, nel 1936, da James e Frances Bono, due coniugi originari della Sicilia (peraltro parenti di Sonny Bono ex marito della cantante Cher) che negli anni 20 si trasferirono nella zona per avviare una fattoria con frutteti e vigneti.

Per incrementare le entrate, che con la sola coltivazione erano piuttosto modeste, il 17 luglio del 1936 Frances aprì uno stand lungo la Foothill Blvd (la Route 66) nel quale vendeva arance, limoni e “tutto il succo d’arancia che potevi bere per 10 centesimi”, oltre all’uva ed al vino che i viaggiatori acquistavano a casse.

Tutto era di propria produzione.

Frances chiamò il suo stand Bono’s Hobby Nobby Market trasformato successivamente in Bono’s Italian Market quando, tramite il suocero che periodicamente si recava a Los Angeles per acquistare all’ingrosso prodotti italiani, si cominciò a vendere salumi fatti in casa, pasta, passata di pomodoro ed altre delizie del nostro paese.

L’ulteriore cambio di denominazione in Bono’s Restaurant & Deli si ha negli anni 50 quando Frances cominciò a vendere cibi cucinati, soprattutto spaghetti al pomodoro.

Frances ha gestito il ristorante insieme a suo figlio Joe, nel frattempo diventato avvocato, fino all’inizio degli anni 90 quando è venuta a mancare all’età di 83 anni.

Adiacente al ristorante era presente la Bono’s Historic Orange, uno stand a forma di arancia attraverso il quale si vendevano spremute ed altre bibite agli assetati viaggiatori della Route 66.

Uno stand storico che Joe Bono acquistò negli anni 90 e posizionò di fianco al ristorante (la sua collocazione originale era qualche km ad est del Bono’s Restaurant, sempre lungo la Route 66) al posto di quella originale (in seguito demolita) usata ai tempi in cui sua madre vendeva spremute; la vecchia arancia è uno dei pochi esemplari rimasti che ci ricorda quanto fosse diversa, più romantica rispetto ad oggi, la concezione del viaggio negli anni d’oro della Route 66.

Viaggiare negli anni 40/50 non era un semplice spostarsi rapidamente da un punto “A” ad un punto “B”, ma era parte della vacanza.

Locali come la vecchia arancia, quindi, erano molto popolari lungo le highways americane, per poi sparire del tutto con l’introduzione delle interstates.

La mia esperienza

La struttura che ha ospitato il Bono’s Restaurant è una costruzione storica che risale alla fine del 1800; dopo la cessazione dell’attività è rimasta chiusa per diversi anni fino a quando, nel 2018, un’altra famiglia di origine italiana la prese in gestione da Joe Bono stesso, il figlio di Frances.

Nei miei 4 viaggi lungo la Route 66 (5 relativamente al tratto in California) mi sono sempre fermato davanti alla vecchia arancia ed al ristorante, un modo per rendere omaggio alle due strutture per la piccola storia che raccontavano.

Ad agosto del 2018, mentre mi trovavo nuovamente li davanti per scattare delle foto, vidi avvicinarsi a me un anziano signore dal passo incerto che mi chiese se fossi stato interessato a visitare l’interno del locale.

Quel signore era Joe Bono, il figlio dei fondatori dell’attività.

Accettai con entusiasmo di seguirlo ed una volta entrato mi imbattei in persone che, con fare frenetico, erano intente a sistemare il ristorante spostando oggetti da una parte all’altra del locale.

Il ristorante era in ottimo stato, era evidente che i lavori fossero quasi giunti al termine e che l’attività si apprestava a tornare in vita.

Il rumore del chiacchiericcio prodotto dalle persone impegnate nei lavori aveva qualcosa di familiare.

Erano italiani e forse, avendo capito che anche io lo ero, mentre parlavano cercavano di evidenziare questa loro provenienza.

Mi intrattenni qualche minuto con il Sig. Bono il quale mi mostrò alcune foto d’epoca e mi raccontò la storia del locale.

Noi e Joe Bono

Ad un certo punto fermai quel frenetico va e vieni chiedendo ad uno di loro, in italiano, la sua provenienza.

Con due di loro ci sedemmo in una delle stanze del locale, quella che sembrava ormai pronta per ospitare clienti, e cominciammo a chiacchierare.

Era il mio primo giorno di viaggio quella volta (stavo percorrendo la Route 66 “Eastbound”, da Santa Monica a Chicago) e pensai che non avrei potuto desiderare un inizio migliore.

Erano due componenti di una famiglia originaria della Puglia, padre e figlio, che iniziarono a raccontarmi la loro storia e l’intenzione di aprire in quel luogo storico chiuso dal 1991, un ristorante italiano che avrebbero chiamato “Bella Italia” (il nome definitivo fu in realtà “Bella Italian. Family Restaurant”, ma l’indicazione Bono’s Italian Restaurant fu mantenuta).

Registrai con la mia telecamera quello che  ci siamo detti e questo è un breve estratto di quella chiacchierata:

Avevano in animo di inaugurare il locale alla fine del mese di agosto (io arrivai li a metà mese), ma in realtà riuscirono ad aprire solo nel marzo del 2019.

E’ stata una piacevole chiacchierata al termine della quale ci salutammo con la promessa che una volta aperti sarei passato nuovamente li al ristorante.

Il locale, come detto, aprì ed ebbe anche un buon successo (lo seguivo attraverso le loro pagine social, in quella Facebook è ancora condiviso il video che girai in occasione del nostro incontro), ma l’anno successivo alla loro apertura, come sappiamo, fu un anno funesto a causa della pandemia.

Le restrizioni introdotte per arginare la diffusione del contagio furono fatali per la nuova attività.

Nel mese di dicembre del 2020, inoltre, Joe Bono venne a mancare e, dalle informazioni che ho raccolto, i gestori avviarono una raccolta fondi poiché il nuovo proprietario chiese loro di acquistare la struttura ad un prezzo molto importante e qualora non avessero provveduto avrebbero dovuto lasciare il locale entro 30 giorni.

Purtroppo il locale non fu acquistato e l’attività chiuse.

Oggi dell’eredità del Bono’s Restaurant non resta niente.

La struttura ospita un ristorante peruviano ma non ci sono all’esterno indicazioni che la riconducano al suo passato.

E’ un peccato, ma purtroppo sono sempre di più i locali storici lungo la Route 66 che, quando va bene, perdono la propria identità attribuendosene una nuova senza storia, e quando va male vengono demoliti.

Anche la vecchia arancia ha cambiato sede, è rimasta sempre a Fontana ma non più lungo la Mother Road.

E’ amaro constatare quanto sia vero che “La Route 66 è la strada dei sogni realizzati e dei sogni perduti“, tuttavia mi resta il piacere di aver vissuto una bellissima esperienza venendo in contatto con i nuovi temporanei gestori di un locale storico e con Joe Bono, una persona che di quella storia è stato protagonista.



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