Route 66. Bent Door Cafè (Adrian, TX)

Pubblicato: aprile 20, 2025 in Route 66

Adrian non è solo il Midpoint ed il suo famoso cafè.

La piccola comunità texana, resa famosa tra i viaggiatori della Route 66 proprio dal popolare cartello che indica che la metà del percorso della vecchia highway è ormai alle spalle e che per arrivare alle sponde del Pacifico l’altra metà aspetta di essere percorsa, ha tante altre piccole perle da mostrare.

Tra queste, poco più ad est del midpoint, ci sono le rovine della Phillips 66 Gas Station con annesso il Bent Door Cafè, un locale chiuso dalla curiosa porta piegata.

Seppur non altrettanto famose quanto il midpoint, è sempre piacevole fermarsi qui per scattare qualche foto immaginando di trovarsi negli anni d’oro della Route 66 mentre si è fermi per un pieno di benzina ed una bibita.

Il Bent Door risale agli anni 20 del secolo scorso ed occupa una parte di quello che in precedenza è stato il Kozy Cottage Camp, un motel con una stazione di servizio ed un cafè.

Negli anni 40 il locale e la sua stazione di servizio erano così popolari da restare aperti aperti 24 ore su 24.

Nel 1947 entrambi furono distrutti da un incendio, mentre i bungalow della struttura ricettiva si salvarono e l’attività proseguì con il nome Adrian Court.

Verso la fine degli anni 40 Robert Harris, un reduce della seconda guerra mondiale, acquistò il luogo dove sorgevano il cafè e la stazione di servizio con l’obiettivo di realizzare il sogno di costruire un nuovo locale e di portarlo a diventare una delle attrazioni più popolari della Route 66.

Robert ampliò la struttura utilizzando dei materiali acquistati all’asta dall’aeroporto militare di Dalhart, in corso di dismissione, in particolare la parte superiore della torre di controllo che includeva delle finestre inclinate per la visualizzazione delle piste.

Robert utilizzò questa insolita parte dell’aeroporto come frontale della sua attività inserendo una “porta piegata” con la stessa inclinazione delle finestre, una bent door appunto.

Nonostante il nome con cui lo conosciamo oggi sia chiaramente mutuato dalla curiosa porta piegata, il locale non fu mai ufficialmente chiamato Bent Door Café.

Ci fu una grande festa per l’inaugurazione del locale che però fu chiuso il giorno successivo poiché Robert lasciò Adrian e partì per la Germania.

L’attività fu quindi ceduta dalla madre di Robert ad un nuovo gestore che, all’inizio degli anni 60, la chiamò Tommy’s Café.

Il locale fu molto popolare in quegli anni e la sua curiosa architettura, unita al buon cibo, erano un forte richiamo per i viaggiatori che attraversavano la piccola Adrian.

Il Tommy’s Cafè fu operativo fino al 1972 quando chiuse definitivamente, vittima di quel progresso rappresentato dall’introduzione delle nuove interstate highways, nello specifico di questa zona la I40.

Il locale fu quindi venduto ed i nuovi proprietari lo lasciarono andare in rovina fino a perderlo per il mancato pagamento delle tasse.

Nel 1995, quando il Tommy’s Cafè era ormai chiuso da tempo, Robert lo riacquistò per scongiurarne la demolizione; gli organi di governo della contea deliberarono infatti il suo abbattimento qualora il locale non fosse stato riaperto.

Robert lavorò giorno e notte per restaurare il locale e fissò come data per la sua riapertura il 9 settembre del 1995.

Tuttavia il cafè non fu mai riaperto. Ma neanche demolito.

Nel luglio 2006 Roy e Ramona Kiewert, proprietari anche del Fabulous 40 Motel, ubicato di fianco al Midpoint Cafè, acquistarono la struttura con l’intenzione di restaurarla e di riaprirla al pubblico, cosa che per il momento (2025) non è ancora avvenuta.

Il Bent Door Cafè, aperto o chiuso, è comunque un importante pezzo di storia di Adrian e della Route 66, perchè ci racconta di un sogno, quello di diventare parte dell’highway più famosa d’America attraverso un’iniziativa bizzarra, come quella di utilizzare un pezzo di una torre di controllo aereo per costruire un diner.

La Route 66 è sempre stata la strada dei sogni ed è per questo che noi viaggiatori non riusciamo a resistere al suo richiamo.


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